Gian Marco Chiocci: “Sono di destra e grato alla Meloni per essere arrivato qui”. Tg1 contro il suo direttore: “Calpesta la nostra dignità”

17 Giugno 2026 - 20:15
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Invitato, domenica scorsa, ad un dibattito a Telenord, storica emittente televisiva genovese, il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci ha parlato del suo rapporto personale con la Meloni ammettendo di esserle grato. Durante l’intervista l’ex inviato del Giornale, che da tre anni conduce il Tg1 dopo essere stato scelto proprio da Giorgia Meloni, prima ha spiegato che se vincesse il centrosinistra lui sarebbe “a spasso”. Poi si è lasciato andare a commenti abbastanza duri verso i colleghi (molti sono stati assunti in Rai, ha detto, come “riferimento dei partiti, fuori non avrebbero mercato perché purtroppo sono figli della politica”). Chiocci ha raccontato poi di aver svecchiato il Tg1 infarcendo le scalette con “animaletti che pagano tantissimo in termini di ascolti”.

Il rapporto personale tra Chiocci e la Meloni

il direttore del Tg1 ha proseguito dichiarando che la redazione lo giudica un giornalista indipendente che non ha mai fatto una censura. E qui la dichiarazione che ha fatto discutere: Chiocci ha parlato del “rapporto personale” che ha con la premier che “conosco da tanto tempo”. Poi ha aggiunto: “Sono di destra e molto grato a Giorgia Meloni per essere arrivato qui”. Ma “la premier non mette becco sul Tg1”.

La frase ha suscitato molti malumori in redazione. Il Cdr, l’organismo sindacale interno, si è diviso. Tra quelli che hanno protestato c’è stata la giornalista Caterina Proietti che ha scritto una lettera di disappunto ai colleghi parlando di “affermazioni che calpestano la dignità professionale di tutti noi e di grandi giornalisti, che hanno fatto parte di questa testata e della nostra storia. Un qualunquismo imbarazzante”.

Dura l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai: “Il Tg1 non è grato alla Premier e non ha bisogno della sua fiducia, se non nella misura in cui ha bisogno di quella di qualsiasi altro cittadino. Guardiamo con stupore l’intervista pubblicata su Telenord.it, in cui il direttore della principale testata italiana raccontava il suo rapporto con la Presidente del Consiglio”.

L’Usigrai ha fatto riferimento all’intervista di Telenord al Palazzo del Melograno per la trasmissione “Incontri al Palazzo”. Il sindacato ha rilanciato le parole dette dal direttore del Tg1: ”Ragiono in maniera diversa da come ragionano in Rai, c’è la politica, tanta burocrazia. Quando sono arrivato mi sembrava di essere un marziano. Ma la fortuna di essere così diverso è stata quella di cambiare. Non vedevo la tv, non sapevo niente di televisione”. Ho cercato, anche ”dai vicedirettori era complicato. Mi ha aiutato anche la mia esperienza, ho fatto tanti anni il giornalista d’inchiesta, sono malato nel dare le notizie e questa cosa al Tg1 ha un attimo sorpreso ma molti la aspettavano e mi hanno seguito in questa avventura”. Ha poi detto ancora Chiocci: ”Io sono profondamente di destra ma sono un giornalista” aggiungendo, a proposito del fatto che lui sia il punto di riferimento della premier Giorgia Meloni: ”Questo è il punto di vista della politica. Oggi se prendiamo i dati delle grandi società rilievi su ascolti come Osservatorio di Pavia il Tg1 è il più equilibrato della storia della Rai, io gioco sulla notizia”.

“Apprezziamo – viene sottolineato dall’Usigrai – la reazione di colleghe e colleghi del Tg1 che a prescindere dalla formazione culturale e dalle proprie idee, ritengono un aspetto irrinunciabile la difesa propria autonomia. Un valore che Usigrai difende dal 1984”. Per poi aggiungere: “La storia del Tg1 non nasce tre anni fa. Il legame tra il Tg1 e gli italiani non è vicenda degli ultimi anni. La redazione ha sempre lavorato con grande professionalità e le notizie le ha sempre cercate. La trasparenza e l’equidistanza della testata non possono essere messe in discussione da rapporti personali con qualsiasi politico, di qualsiasi colore o schieramento. Pur non condividendo nulla di quanto detto dal direttore ne apprezziamo la sincerità. Ha confermato quanto Usigrai dice da anni rispetto all’ingerenza dei governi di ogni colore politico nelle nomine in Rai: speriamo che aver gettato la maschera serva finalmente a dare una scossa, convincendo chi governa a cambiare la legge di governance, come chiediamo da anni. Una riforma che finalmente liberi la Rai dall’oppressione della politica. Tutta” ha concluso l’Usigrai.

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