Giappone: ex economista della banca centrale, accordo Usa-Iran non fermerà i rialzi dei tassi
Secondo Seisaku Kameda, ex capo economista della Banca del Giappone (Boj), il recente accordo di pace tra Stati Uniti e Iran non comporterà ripensamenti nei piani dell’istituto centrale di continuare ad aumentare i tassi d’interesse. Kameda ha detto che domani la banca centrale porterà il tasso di riferimento dallo 0,75 all’1 per cento, livello più alto degli ultimi 31 anni, e che seguirà probabilmente un secondo rialzo tra ottobre e dicembre. A suo avviso, la banca centrale punta a normalizzare gradualmente la politica monetaria con circa due aumenti all’anno. La riapertura dello Stretto di Hormuz e il calo dei prezzi del petrolio potrebbero ridurre le pressioni inflazionistiche legate all’energia, ma non abbastanza da cambiare la strategia della Boj. L’obiettivo resta quello di aumentare i costi reali del denaro, ancora considerati troppo bassi.
Il vicegovernatore Shinichi Uchida terrà la conferenza stampa dopo la riunione, sostituendo il governatore Kazuo Ueda, ricoverato per un’infezione al fegato. Secondo Kameda, Uchida ribadirà l’intenzione di continuare con i rialzi dei tassi, evitando però indicazioni precise sulle prossime mosse a causa dell’incertezza internazionale. Un sondaggio effettuato dalla stampa giapponese mostra che la maggior parte degli economisti prevede un ulteriore aumento dei tassi all’1,25 per cento entro la fine dell’anno.
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