Ginocchiere, imbarazzo alle stelle tra le parlamentari di sinistra. Chi ci mette la faccia, chi non risponde, chi non ha tempo, chi scappa

“Mi scuso, non ho colto quel senso nelle parole di Silvestri. È stata una mia mancanza. Se lo avessi colto, sarei intervenuta”. Così Anna Ascani, malcapitata presidente di turno dell’aula di Montecitorio quando scoppia la bomba. Colto da fervore anti-meloniano il 5Stelle Francesco Silvestri, versione macho suprematista, si esibisce in una frase a dir poco sessista nei confronti della premier. Difficile non cogliere il senso di parole inequivocabili. “Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena. Rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump”, dice il parlamentare grillino durante la discussione generale in vista del Consiglio europeo. “Ma lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Il tutto tra gli applausi e le risatine dei parlamentari pentastellati.
Ginocchiere, la frase sessista del grillino Silvestri contro la premier
L’allusione sessuale è ben evidente nel comizio contro il governo, per rendere in modo colorito e a dir poco plastico la presunta subalternità della presidente del Consiglio alla Casa Bianca e al premier israeliano. Parole che dovrebbe far drizzare i capelli alle donne di sinistra, femministe nell’anima, sempre pronte a denunciare attacchi sessisti, scatenate paladine dei diritti civili a ogni latitudine e grado. Agli atti della cronaca, però, non compaiono levate di scudi, richieste di scuse o di dimissioni come sarebbe accaduto a parti invertite. Stuzzicate, tra le parlamentari di spicco del campo largo contattate, qualcuna ci mette la faccia, altre sono troppo impegnate per rispondere. Altre scappano.
Imbarazzo stellare tra le donne di sinistra del Palazzo
È il caso di Alessia Morani, chiamata sfortunatamente nel bel mezzo di una riunione a dir poco strategica. “Reputa che ci sia un’allusione sessuale nel dire che una donna dopo essere stata supina ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda?”, riusciamo a chiedere frettolosamente. “Guardi magari ci sentiamo domani, oggi proprio no”. “Posso richiamarla magari tra un’ora? Facciamo presto”. “Mi dispiace, oggi proprio non ce la faccio”. Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera, non risponde al telefono. Probabilmente non riconosce il cellulare del Secolo d’Italia. Siamo testarde, più di Elly Schlein, e mandiamo un messaggio cortese, con recapiti e argomento. Nulla. Passano le ore ma di Braga neppure l’ombra. Lo stesso con Maria Elena Boschi, renziana di ferro, già ministra dem. Ben diverso il caso di Paola De Micheli. Anche lei ha fretta, ma è molto cortese. E non fa fatica a commentare il fuor d’opera dell’alleato. Che, scoppiato lo tsunami, prova goffamente a recuperare, con il racconto – non proprio originale – di ‘non essere stato compreso’. Scava scava per Silvestri la colpa è di quei maliziosi della maggioranza perché “la malizia sta negli occhi di chi guarda”, dice scomodando Michelangelo.
Paola De Micheli ci mette la faccia: non esiste proprio, glielo dirò
Ma torniamo all’ex ministra dei Trasporti dem. “Guardi è una roba che non esiste. Mi dispiace. Non funziona così, sono parole che evocano di tutto. E quando lo incontro glielo dirò, lo dirò anche stasera in televisione. Non condividiamo nulla della premier, ovviamente, si può dire che sia subalterna sotto il profilo culturale e geopolitico. Ma certe frasi sono di un sessismo terrificante e inqualificabile. Vale per tutti. Basta. Sono cresciuta in un ambiente prevalentemente maschile e dico basta”. Laura Boldrini, già presidente della Camera, affida alle agenzie il suo pensiero. “La presidente del Consiglio non perde occasione per usare le istanze femministe a proprio uso e consumo. Strumentalizzandole, anche nell’Aula di Montecitorio. Sì, ho manifestato insofferenza quando il collega di Fdi continuava a dire ‘signor presidente’ rivolgendosi a Giorgia Meloni. Perché considero ridicolo che una donna si faccia chiamare al maschile”. E Silvestri? Tutto bene? “Considero deprecabile dire a una donna che ‘indossa le ginocchiere’ per rappresentarne la subordinazione politica a un uomo”. Ma Silvestri ha successivamente chiarito, dice. Il caso è chiuso. Il cellulare di Vittoria Baldino, capogruppo 5 stelle alla Camera, squilla a vuoto. Le mandiamo un messaggio vocale. Si sarà offesa? Inutile insistere con Simone Bonafè, neppure lei ha voglia dirispondere.
L'articolo Ginocchiere, imbarazzo alle stelle tra le parlamentari di sinistra. Chi ci mette la faccia, chi non risponde, chi non ha tempo, chi scappa sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)