Giorgetti alla Camera: “All’Ue chiederemo il massimo per l’energia e lo 0,9% del pil per la difesa”
“Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti arrivando alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale. “La clausola originaria era sulla difesa ed era l’1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l’anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica”, ha spiegato. Sull’ipotesi di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro ha precisato “che questo lo dice la decisione della commissione Ue, che precisa il tipo di spese e da quando esse siano maturare che si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all’interno delle prescrizioni della commissione che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull’energia ma l’ha ricondotta a determinate fattispecie”.
Via libera alle comunicazioni
Al via alla Camera le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sull’attivazione delle clausole di salvaguardia nazionale per richiedere all’Unione la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. Dopo l’intervento del ministro, seguirà la discussione generale, poi la replica del titolare del dicastero di via XX Settembre e le dichiarazioni di voti finale sulle risoluzioni presentate dalla maggioranza e dalle opposizioni. Nel pomeriggio, il dibattito si sposterà al Senato. Presenti in Aula, nel corso dell’intervento di Giorgetti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il viceministro al Mef Maurizio Leo e i sottosegretari Federico Freni e Lucia Albano. Poche al momento anche le presenze sugli scranni della maggioranza. Più numerosi i deputati d’opposizione.
Il centrodestra presenta una risoluzione unitaria
Il centrodestra presenta una risoluzione unitaria in vista delle comunicazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al Parlamento sull’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Due i principali impegni chiesti al governo riguardanti le spese per l’energia e per la difesa. Sul primo punto, il documento chiede un impegno a “rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6% del Pil nel periodo di riferimento“. Per la difesa, i limiti di spesa sono dello 0,9% del Pil specificando che il governo si impegni “a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe”.
Nella risoluzione sottoscritta dai quattro gruppi di maggioranza e che sarà proposta alla Camera e al Senato, in vista delle comunicazioni del ministro Giorgetti, c’è anche l’impegno a “presentare al Parlamento, a seguito dell’adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell’aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione di cui all’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 che, nelle more del completamento dell’attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica – incaricato di svolgere l’istruttoria finalizzata alla definizione dei contenuti dei progetti di legge di iniziativa parlamentare volti a modificare le disposizioni della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e della legge 31 dicembre 2009, n. 196 – autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio”.
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