Giulia Scimone, uccisa a 15 anni da una moto che impennava: “Quando se ne va una ragazza così giovane, perdiamo tutti qualcosa”

30 Giugno 2026 - 13:54
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Aveva soltanto 15 anni e una passione per l’equitazione Giulia Scimone. Domenica sera le sue condizioni erano apparse subito disperate, dopo che uno scooter che impennava l’aveva travolta in pieno in strada. Era stata sbalzata per una decina di metri a Torre Faro, Messina, in una serata che doveva essere come tante altre. Sulla tragedia la Procura di Messina ha aperto un’inchiesta delegata alla Polizia Municipale.

Arrestato il ragazzo di vent’anni che procedeva a tutta velocità con il suo scooter, che ha perso il controllo mentre impennava e che ha colpito in pieno la vittima. Accusato di omicidio stradale. Scimone frequentava il liceo artistico-multimediale. Non è morta sul colpo, è rimasta a terra in attesa dei soccorsi mentre una ragazza sua coetanea ma sconosciuta le teneva la mano. La ragazza che è stata vicino alla vittima, che le teneva la mano prima che morisse, ha scritto una lettera sui social.

“Non so quale fosse il tuo sogno più grande, cosa stessi studiando, quale canzone ascoltassi in macchina o quale fosse il tuo posto preferito nel mondo. So solo che avevi la mia stessa età. E il mio stesso nome. Fino a poche ore fa stavi vivendo una serata qualunque con le tue amiche. Il destino ha deciso diversamente. Quando ti ho vista a terra, il tempo si è fermato. C’erano tante persone intorno a te, ma nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi. Non potevo lasciarti lì, sola. Mi sono inginocchiata, ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se potevi sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via. Per un momento mi sembrava che tu fossi ancora lì con me. Poi, lentamente, ho sentito la mano lasciarsi andare. Non dimenticherò mai il tuo volto”.

“Oggi Messina è avvolta dal dolore – ha scritto in un post sui social il sindaco Federico Basile – Da cittadino e da padre desidero esprimere la mia più profonda vicinanza alla famiglia di Giulia. Di fronte alla perdita di una vita così giovane, ogni parola appare insufficiente. Questo è il momento del silenzio, del rispetto e della vicinanza sincera a chi sta affrontando un dolore immenso”.

Tra i primi ad accorrere in zona, il padre della ragazza proprietario di un ristorante in zona. Il ragazzo alla guida era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza di un locale mentre avanzava su una sola ruota ad alta velocità prima di sbandare e di travolgere la minorenne. Sarebbe risultato negativo ai test su alcol e droghe, rischia sette anni di pena. La comunità è sconvolta dall’accaduto, gli abitanti parlano di tragedia annunciata.

“Giulia aveva solo quindici anni. Quindici anni di sogni, di estati da vivere, di amici, di progetti, di vita. E oggi – si legge in un testo scritto dalla Pro Loco Capo Peloro – ci ritroviamo tutti a fare i conti con un dolore che non trova parole. Ci sono tragedie che non colpiscono solo una famiglia, colpiscono un intero territorio, una comunità intera, perché quando se ne va una ragazza così giovane, perdiamo tutti qualcosa. E allora il silenzio del dolore deve lasciare spazio anche a una riflessione profonda. I nostri ragazzi hanno il diritto di divertirsi, di riempire le piazze, le strade, le serate d’estate. Ma hanno un diritto ancora più grande: quello di tornare a casa, di riabbracciare i propri genitori, di poter dire ‘ci vediamo domani'”.

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