Mondiali 2026, Riccardo Cucchi è durissimo: “Uno dei peggiori che ho visto”
I Mondiali 2026 sono giunti alla fase ad eliminazione diretta, dopo la conclusione dei gironi. La rassegna iridata, per la prima volta a 48 squadre, è arrivata al giro di boa e gli addetti ai lavori hanno cominciato a fare i primi bilanci sulla nuova formula allargata voluta dal presidente della FIFA Gianni Infantino, sulla introduzione degli ‘hydration break’ che spezzettano la partita e in generale sul livello di gioco proposto dalla Nazionali.
Una severa bocciatura è arrivata da Riccardo Cucchi, storico radiocronista Rai che già in passato aveva manifestato scetticismo in merito alla nuova formula dei Mondiali: “È uno dei peggiori mondiali ai quali abbia mai assistito. Qualità bassa, numero esagerato di partite, trionfo di sponsor e pubblicità. Anche per chi ‘paga per vedere'”.
“Il calcio ‘usato’ da Infantino – ha continuato Cucchi nel suo post pubblicato su Facebook -. Spero ci sia chi ha ancora voglia di ribellarsi e difendere l’anima e l’identità di questo grande fenomeno popolare che è stato, e che dovrebbe ancora essere, il calcio”.
A pesare sull’immagine di questi Mondiali c’è poi la spinosa questione dei visti, che ha avvelenato l’atmosfera attorno alla manifestazione fin dalla vigilia. Le rigidissime politiche dell’amministrazione Trump hanno colpito diverse nazionali: il caso più eclatante è quello dell’Iran, costretto a fare base a Tijuana, in Messico, con il personale logistico impossibilitato a ottenere i documenti necessari per entrare negli Stati Uniti. Il capitano Mehdi Taremi aveva denunciato la situazione senza mezzi termini: “È un Mondiale disastroso. La FIFA avrebbe dovuto risolvere questi problemi, ma non l’ha fatto fin dall’inizio”. Anche la Costa d’Avorio ha pagato un prezzo salato, vedendosi privata del sostegno dei propri tifosi, ai quali il governo americano ha di fatto sbarrato le porte.
Di fronte a queste tensioni, la posizione di Infantino è rimasta invariata: “Non possiamo intrometterci nelle politiche migratorie di un Paese organizzatore”, una formula che ha lasciato l’amaro in bocca a molti e che il quotidiano francese L’Équipe ha sintetizzato definendo questa edizione “uno degli eventi sportivi più politicizzati della storia”. A fare da contraltare alle polemiche ci ha pensato Donald Trump, che su Truth ha celebrato con entusiasmo i numeri record registrati dalla FIFA: “I numeri sono di gran lunga superiori a quelli di qualsiasi altra Coppa del Mondo nella storia. È un grande tributo agli Stati Uniti d’America. Grazie a tutti!”.
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