Goodwood Festival of Speed 2026: ecco la nostra top 6

12 Luglio 2026 - 22:55
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Goodwood Festival of Speed 2026: ecco la nostra top 6

Siamo stati al Goodwood Festival of Speed 2026 e, come sempre, il problema non è stato trovare auto interessanti, semmai, è stato scegliere le più belle. Goodwood è uno di quei luoghi dove il concetto stesso di “salone” diventa troppo stretto, perché qui le auto non restano immobili sotto le luci artificiali di uno stand. Si accendono, scalano la celebre collina a tutto gas, fanno rumore, lasciano odore di gomme e benzina, oppure si muovono in silenzio con la brutalità istantanea dell’elettrico.

L’edizione 2026 ha confermato una cosa abbastanza chiara: il mondo dell’auto non si sta dividendo semplicemente tra passato e futuro, tra motori termici ed elettrici, tra nostalgia e innovazione, ma sta diventando molto più complesso. Ci sono SUV ibridi plug-in che vogliono comportarsi come supercar, coupé elettriche cinesi con potenze da hypercar, citycar a batteria che provano a tornare semplici e desiderabili, pick-up pensati per mandare in pensione il diesel e sportive europee che cercano di non perdere l’anima anche cambiando completamente tecnologia.

Tra le tante stupende novità viste a Goodwood, queste sono le auto che ci hanno colpito di più.

Lamborghini Urus SE Performante, il SUV che non vuole accettare limiti

La Lamborghini Urus SE Performante è una di quelle auto che a Goodwood hanno perfettamente senso. In un contesto normale potrebbe sembrare quasi eccessiva, ma sulla collina inglese, circondata da prototipi, hypercar, monoposto storiche e pezzi unici, trova un ambiente naturale. È la versione più cattiva dell’Urus SE, quindi parte già da una base ibrida plug-in molto potente e la porta verso un’impostazione ancora più aggressiva, sia nel carattere sia nell’immagine.

Il punto interessante non è soltanto la potenza. Certo, l’idea di un SUV Lamborghini da 812 CV capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 3,3 secondi e di superare i 300 km/h resta qualcosa di difficilmente razionale, però Goodwood serve anche a questo: a mostrare fino a dove i marchi possono spingersi quando vogliono trasformare una categoria già estrema in qualcosa di ancora più teatrale.

La Urus SE Performante non prova a nascondere la propria natura, anzi, la amplifica. Dal vivo colpisce soprattutto per l’atteggiamento, è larga, bassa per essere un SUV, muscolosa, con dettagli aerodinamici che non sembrano messi lì solo per decorazione. Il carbonio, le prese d’aria, l’assetto visivo più piantato a terra e il nuovissimo frontale ancora più affilato con inserti in carbonio raccontano subito che non si tratta semplicemente di una Urus più potente, ma di una variante pensata per spostare in alto l’idea stessa di Super SUV.

Lamborghini Urus SE Performente a Goodwood 2026
Ufficio Stampa Lamborghini
La Performante è la versione più cattiva dell’Urus SE

La parte più curiosa, però, è il rapporto tra elettrificazione e brutalità. La presenza del sistema plug-in non rende l’auto più educata nel senso tradizionale del termine, ma le permette di avere una risposta ancora più pronta e un livello di prestazione più pieno.

Il motore elettrico, in questo caso, non serve a trasformarla in un oggetto tranquillo, ma a renderla più efficace, insieme alle sospensioni a doppia camera che le permettono una tenuta più stabile anche su strade bianche. È un modo molto Lamborghini di interpretare la transizione: non togliere intensità, ma aggiungerne. Ci sarebbe molto altro da dire sulla Lamborghini Urus SE Performante, ma in futuro non mancheranno le occasioni.

Denza Z, la Cina premium che non vuole più inseguire

La Denza Z è stata una delle sorprese più forti del Goodwood Festival of Speed 2026, non tanto perché ormai la crescita dei costruttori cinesi in Europa sia una novità, ma perché questa coupé elettrica porta con sé un messaggio molto chiaro: non vuole essere un’alternativa economica alle sportive europee, vuole competere sul piano dell’immagine, della tecnologia e delle prestazioni.

Denza, marchio premium del gruppo BYD, ha scelto Goodwood per mostrare una supercar elettrica costruita su una piattaforma dedicata, la e3 Sports Car Platform. La gamma prevista comprende 4 varianti: Coupé, Spider, Racing e Special Edition, con quest’ultima pensata anche per tentare l’assalto al Nürburgring. È un dettaglio importante, perché fa capire che non si tratta soltanto di una show car scenografica, ma di un progetto nato per misurarsi con il mondo delle prestazioni vere.

Denza Z a Goodwood 2026
Virgilio Motori
La Denza Z è stata una delle sorprese più forti del Festival

I numeri sono da hypercar: tre motori elettrici, uno davanti e due dietro, trazione integrale, 1.604 CV e 1.240 Nm di coppia. La Coupé dichiara uno 0-100 km/h in 2,25 secondi e 300 km/h di velocità massima, mentre la Racing, con pneumatici semi-slick, scende fino a 1,96 secondi nello 0-100 e può raggiungere i 350 km/h. A gestire tutto ci sono sospensioni evolute, freni carboceramici e un sistema elettronico che coordina sterzo, assetto e frenata.

Interessante anche la batteria Blade 2.0 da 76 kWh, integrata nella scocca con architettura Cell-to-Body. L’autonomia WLTP arriva fino a 410 km, ma il dato più impressionante è la ricarica: con tecnologia Flash Charging, Denza dichiara il passaggio dal 10 al 97% in 9 minuti.

Dal vivo la Z funziona perché crea contrasto: in mezzo a supercar storiche e marchi europei leggendari, porta un’idea cinese di performance, fatta di software, batteria, potenza elettrica e gestione intelligente. È una delle auto più significative di Goodwood perché racconta il momento in cui la Cina premium smette di inseguire e inizia a sfidare direttamente l’élite sportiva europea.

MG GO!, la piccola elettrica che prova a tornare semplice

In mezzo a supercar, prototipi estremi e SUV ad alte prestazioni, la MG GO! è una di quelle auto che rischiano di passare quasi inosservate, ma che raccontano forse meglio di altre dove può andare il mercato elettrico nei prossimi anni. Perché dietro questo prototipo si legge già la futura MG2, una piccola full electric da città attesa in veste definitiva tra circa un anno.

La cosa interessante è che MG non ha scelto una strada anonima, infatti la GO! è compatta, sportiva e molto scenografica, con un grande spoiler posteriore e proporzioni da piccola elettrica grintosa. Alcuni dettagli difficilmente arriveranno sulla versione di serie, come l’estrattore marcato, i ganci anteriori, l’assetto ribassato o le ruote 245/35 R20 con mozzo centrale, però il messaggio è chiaro: anche un’elettrica accessibile può avere personalità.

MG Go a Goodwood 2026
Virgilio Motori
Della MG Go a colpire non è l’aggressività, ma le misure

Il design guarda al passato del marchio inglese più di quanto sembri. I fari tondi e la linea di cintura orizzontale si ispirano alla MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina, mentre il posteriore richiama modelli più recenti e sportivi come MG Metro Turbo e MG ZR, soprattutto nella scelta dell’alettone vistoso. La GO! è a cinque porte, ma prova a mascherare quelle posteriori per mantenere un’impostazione più da piccola coupé.

Sul piano tecnico MG mantiene ancora il riserbo. Non ci sono dati ufficiali su motore, batteria e autonomia, ma la futura MG2 potrebbe nascere sulla Modular Scalable Platform già usata dal gruppo e, considerando la destinazione urbana, una batteria intorno ai 40 kWh e circa 300 km di autonomia sarebbero valori plausibili. Anche il prezzo sarà centrale: l’obiettivo dovrebbe essere restare sotto i 25.000 euro.

A Goodwood, paradossalmente, la sua forza sta proprio nel non voler urlare. In mezzo al rumore del Festival, la GO! porta un messaggio più silenzioso ma molto attuale: il futuro dell’elettrico non si gioca soltanto sulle hypercar, ma anche sulle piccole auto capaci di sostituire davvero le utilitarie termiche.

BYD Shark, il pick-up plug-in che attacca il diesel

Il BYD Shark è una delle presenze più interessanti viste a Goodwood perché porta l’elettrificazione in un segmento ancora molto legato al diesel: quello dei pick-up. È il primo pick-up ibrido plug-in della casa cinese e introduce in Europa la tecnologia Super Hybrid DMO, cioè Dual Mode Off-road, con trazione integrale ottenuta attraverso due motori elettrici, uno per asse.

Dal vivo ha una presenza importante e un design coerente con il nome. Il frontale si ispira allo squalo, soprattutto nel disegno dei fari collegati da una fascia luminosa e nella forma del paraurti, mentre le protezioni in plastica sui passaruota, le pedane laterali e i cerchi da 18 pollici con pneumatici maggiorati gli danno l’aspetto giusto: moderno, ma ancora credibile come mezzo da lavoro.

BYD Shark a Goodwood 2026
Virgilio Motori
Il BYD Shark ha una potenza di 435 CV e uno 0-100 km/h in circa 5,7 secondi

Le dimensioni sono da pick-up vero: 5.457 mm di lunghezza, 1.971 mm di larghezza, 1.925 mm di altezza e 3.260 mm di passo, mentre l’altezza da terra varia tra 210 e 230 mm, mentre il cassone offre 1.200 litri di volume utile, con portata di 790 kg e capacità di traino di 2.500 kg.

Il powertrain combina un 1.5 turbobenzina da 150 CV con due motori elettrici da 231 e 204 CV, con la potenza complessiva arriva a 436 CV, con 650 Nm di coppia, abbastanza per uno 0-100 km/h in 5,7 secondi. La batteria Blade da 32,2 kWh, integrata nel telaio, permette fino a 90 km in elettrico e un’autonomia complessiva di 675 km, mentre la ricarica DC arriva a 55 kW e consente di passare dal 30 all’80% in poco più di 20 minuti.

A bordo, però, lo Shark non rinuncia al comfort: strumentazione digitale da 10,25 pollici, infotainment da 15,6 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, audio Dynaudio e telecamera a 360 gradi. A Goodwood convince perché mostra una via molto pragmatica: elettrificare il pick-up senza togliergli robustezza, versatilità, capacità di lavoro e facendolo rimanere anche bello da vedere.

Alpine A110 FUTURE, cambiare tutto senza perdere leggerezza

L’Alpine A110 FUTURE è una delle auto più delicate da raccontare tra quelle viste a Goodwood, perché tocca il tema più difficile per una sportiva come lei: evolversi senza perdere identità. La A110 attuale ha costruito il proprio fascino su leggerezza, equilibrio e piacere di guida, più che sulla corsa alla potenza e questo per il primo prototipo della nuova generazione, ha un peso simbolico enorme.

Alpine ha scelto proprio il Goodwood Festival of Speed per mostrare un primo assaggio della futura A110, portando in Inghilterra un muletto della sportiva destinato anche alla hillclimb, con al volante i piloti ufficiali del BWT Alpine Formula One Team, Pierre Gasly e Franco Colapinto. Una scelta non banale, perché significa presentare l’auto in movimento, in un contesto dove il comportamento conta almeno quanto l’immagine.

Alpine 110 Future a Goodwood 2026
Ufficio Stampa Alpine
Alpine 110 Future è una delle auto più significative del Festival

I dettagli tecnici, per ora, restano limitati. Alpine non ha ancora comunicato quale powertrain adotterà il prototipo visto a Goodwood, il dato più importante riguarda però la nuova piattaforma APP, Alpine Performance Platform, sviluppata per accogliere propulsioni elettriche. Allo stesso tempo, la casa francese ha confermato anche la possibilità di varianti endotermiche, segno che il futuro della A110 potrebbe non essere scritto in una sola direzione.

È proprio questo a renderla interessante, dato che in un momento in cui molte sportive elettriche puntano su potenze altissime e accelerazioni brutali, Alpine deve fare un lavoro diverso: conservare agilità, compattezza, precisione e leggerezza percepita. La sfida non è soltanto rendere la nuova A110 veloce, ma farla sentire ancora come una vera Alpine.

A Goodwood, accanto alla nuova sportiva, Alpine ha portato anche le attuali A290 e A390, oltre ad alcuni modelli storici del marchio e alla Formula 1 E20 del 2012 con motore V8, così da collegare passato e futuro. La A110 FUTURE convince proprio perché non promette solo tecnologia: prova a difendere un’idea di guida, anche mentre tutto intorno cambia.

Pagani Huayra 70 Derecho, l’artigianato che resiste al futuro

La Pagani Huayra 70 Derecho è una di quelle auto che a Goodwood sembrano nate per stare esattamente lì. Non perché rappresenti il futuro della mobilità, ma perché racconta una parte dell’automobile che resiste al tempo: quella dell’oggetto costruito come pezzo unico, con una cura quasi ossessiva per materiali, meccanica e dettagli.

La Huarya 70 Derecho debutta in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed 2026 ed è il secondo dei tre esemplari speciali realizzati per celebrare i 70 anni di Horacio Pagani, dopo la Trionfo svelata a gennaio. A svilupparla è stato il Reparto Grandi Complicazioni della casa modenese, cioè la divisione dedicata alle creazioni più esclusive e personalizzate. Già questo basta a chiarire che non si parla di una semplice serie limitata, ma di un’auto nata come progetto su misura.

Pagani Huayra 70 Derecho a Goodwood 2026
Virgilio Motori
La Pagani Huayra 70 Derecho è l’auto che più di tutte rappresenta l’altro lato di Goodwood

Dal vivo colpisce per la carrozzeria in carbonio a vista con finitura Pearl Orange e Inky Blue, abbinata a elementi in alluminio anodizzato Glossy Titanium. L’abitacolo continua lo stesso racconto, con rivestimenti in pelle Ceramic White e Tricolore Blue, cuciture a contrasto e dettagli Pearl Orange su volante e leva del cambio. È una combinazione molto Pagani: teatrale, ricchissima, ma mai casuale.

La base tecnica resta quella della Huayra, ma il dettaglio più importante è la trasmissione. Il V12 biturbo AMG da 864 CV e 1.100 Nm di coppia è infatti abbinato a un cambio manuale a sette marce sviluppato da Xtrac. In un’epoca dominata da elettrificazione, software e cambi automatici sempre più rapidi, questa scelta ha un valore quasi romantico, con la velocità massima autolimitata a 350 km/h.

A Goodwood, accanto alla Huayra 70 Derecho, Pagani espone anche Zonda F Roadster e Utopia Roadster, mentre sulla hillclimb corrono Huayra Codalunga Speedster e Huayra R con pacchetto Tempesta. È il modo perfetto per raccontare un marchio che non rincorre il futuro: lo attraversa restando fedele alla propria idea di automobile.

Goodwood 2026 racconta un’auto sempre più divisa, ma viva

La cosa più interessante del Goodwood Festival of Speed 2026 è proprio questa convivenza di mondi. La Lamborghini Urus SE Performante porta l’ibrido plug-in dentro una dimensione di eccesso prestazionale. La Denza Z mostra quanto i marchi cinesi siano ormai pronti a sfidare il lusso europeo anche sul piano dell’immagine. La MG GO! ricorda che l’elettrico deve diventare accessibile e semplice. Il BYD Shark dimostra che anche i pick-up possono cambiare tecnologia. L’Alpine A110 FUTURE prova a salvare la leggerezza nell’era delle batterie. La Pagani Huayra 70 Derecho difende invece la bellezza dell’artigianato meccanico.

Sono auto diversissime, quasi incompatibili tra loro. Eppure, viste nello stesso posto, raccontano bene il momento dell’industria. Non c’è una sola direzione. Ce ne sono molte. Alcune guardano alla prestazione pura, altre alla praticità, altre ancora all’identità di marca o alla trasformazione energetica.

Goodwood resta speciale proprio perché permette di vedere tutto questo senza filtri. Non è un evento ordinato, non è un salone tradizionale, non è una vetrina statica. È un grande cortocircuito automobilistico, dove una hypercar artigianale può convivere con una piccola elettrica urbana e un pick-up plug-in può risultare interessante quanto una supercar.

Alla fine, uscendo dal Festival, la sensazione è che l’auto non sia affatto diventata meno emozionante, ma più complessa, più contraddittoria, forse anche più difficile da raccontare. Ma proprio per questo più interessante. E queste sei auto, ognuna a modo suo, sono state tra le migliori sintesi possibili di Goodwood 2026.

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