Google rischia la multa più pesante del DMA: l'UE vuole modifiche alla Ricerca
La Commissione europea starebbe preparando una multa da diverse centinaia di milioni di euro contro Google per una presunta violazione del Digital Markets Act. A riportarlo è Reuters, che riprende il quotidiano tedesco Handelsblatt: secondo la testata, la decisione sarebbe ormai in fase avanzata e potrebbe essere annunciata prima della pausa estiva.
Se il provvedimento venisse confermato, sarebbe la sanzione più alta mai applicata finora dall’Unione europea per una violazione del DMA. La normativa serve a impedire che le grandi piattaforme digitali usino il controllo di servizi centrali, come motori di ricerca, app store o sistemi operativi, per favorire le proprie attività e penalizzare i concorrenti. Per ora, però, non c’è ancora una decisione ufficiale.
LA RICERCA SOTTO ESAME
L’indagine è stata aperta ufficialmente nel marzo del 2025 e riguarda il modo in cui Google mostra i propri servizi all’interno dei risultati di ricerca. Il sospetto è che il motore favorisca le soluzioni del gruppo rispetto a quelle dei concorrenti, dando loro maggiore visibilità proprio nel punto in cui molti utenti decidono cosa aprire, quale servizio usare o dove completare una ricerca.
Google Search non è soltanto una pagina di risultati: per molti servizi online è una delle principali porte di accesso agli utenti. Se nella ricerca compaiono con maggiore evidenza le soluzioni interne di Google, da mappe e viaggi fino ad altri servizi collegati, i concorrenti possono trovarsi in una posizione meno visibile anche quando offrono alternative simili. Il DMA interviene proprio su questo squilibrio: chi controlla un accesso così importante al mercato non può usare quella posizione per dare un vantaggio ai propri servizi.
La Commissione sta quindi valutando se gli interventi già introdotti da Google siano sufficienti. Secondo quanto riportato dalla fonte, Bruxelles avrebbe concesso all’azienda altro tempo per rispondere alle contestazioni dopo una proposta giudicata non adeguata.
La linea ufficiale resta quella della conformità prima ancora della sanzione. Thomas Regnier, portavoce della Commissione, ha spiegato in una dichiarazione inviata via email che Bruxelles è più interessata a ottenere il rispetto delle regole che a imporre multe. Ha aggiunto però che, “anche con i nostri negoziati sulle soluzioni future, non esiteremo a passare ai prossimi passi il prima possibile”. Il dialogo quindi prosegue, ma non esclude un provvedimento formale se le misure proposte non dovessero bastare.
GOOGLE CONTESTA
Google sostiene di voler risolvere il caso, ma respinge con forza l’impostazione europea. Un portavoce dell’azienda ha criticato l’impatto del DMA sulla Ricerca, affermando che
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