GP Austria FP1, Ferrari sperimenta la SF-26: c’è tanta prestazione da estrarre

26 Giugno 2026 - 19:45
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GP Austria FP1, Ferrari sperimenta la SF-26: c’è tanta prestazione da estrarre

Ferrari ha scelto un approccio molto analitico per il venerdì di Spielberg: tanto studio della vettura, per capire la configurazione in cui la SF-26 può rendere meglio. Sino ad ora il setup è parso ancora lontano da quello corretto, ma il potenziale della vettura sempre proprio esserci anche in Austria. La nottata al simulatore sarà risolutiva per ottimizzare le performance e dare tutto in qualifica.

GP Austria, FP1: Ferrari analizza la Rossa in maniera aggressiva

La prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria ha visto la Ferrari affrontare l’attività in pista con una formazione modificata. Il giovane talento svedese Dino Beganovic ha infatti preso temporaneamente il posto di Charles Leclerc. Nella primissima fase della sessione, il pilota britannico è sceso in pista utilizzando un set di pneumatici a mescola Medium.

Fin dai primissimi giri, il team di Maranello si è concentrato su una fitta serie di regolazioni e continui cambi di mappatura del motore, cercando di interpretare le condizioni di un asfalto reso particolarmente insidioso da una decisa ondata di calore. Sebbene il potenziale massimo della monoposto fosse ancora ben lontano dall’essere espresso, la piattaforma aerodinamica ha mostrato un comportamento di base sufficientemente ordinato.

Tuttavia, con l’avanzare dei minuti, sono emerse le prime criticità. Nel suo secondo tentativo, affrontato sempre con le coperture a banda gialla ma con un setup leggermente rivisto, Hamilton ha accusato alcune sbavature nelle fasi di trazione. Via radio, l’ingegnere di pista Santi gli ha segnalato una perdita di tempo rispetto ai riferimenti della Mercedes, focalizzandosi specificamente sull’apice delle curve quattro e nove.

L’eccessivo surriscaldamento delle coperture italiane ha poi richiesto due giri di raffreddamento e un ripristino tempestivo del bilanciamento di frenata. La situazione è apparsa complessa quando un bloccaggio all’anteriore ha compromesso il giro successivo, portando Hamilton a dichiarare via radio di non riuscire a fermare in modo corretto la sua vettura.

Il successivo passaggio alle coperture Soft ha garantito un miglioramento cronometrico, ma ha evidenziato ulteriori dettagli sull’handling. Se la mescola media innescava un fastidioso sovrasterzo in uscita che disturbava la trazione, la gomma rossa ha rivelato una SF-26 forse troppo puntata sull’avantreno, dove 1, 2 e 4 non erano affatto a posto.

Nel finale Hamilton ha completato un mini long run di cinque giri con le Medium. In questa specifica configurazione la monoposto è parsa più pulita ma ancora imperfetta. Complessivamente, la Rossa possedeva un potenziale tecnico di base decisamente valido, che però doveva ancora essere espresso nella maniera più corretta.

GP Austria, Fp2: Ferrari testa diverse configurazioni

La seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria ha visto la Ferrari concentrarsi immediatamente sul lavoro in pista, confermando la necessità di ottimizzare l’assetto della SF-26. Lewis Hamilton ha mantenuto un approccio in linea con le FP1, mentre Charles Leclerc, tornato al volante dopo aver ceduto l’abitacolo a Beganovic nella prima sessione, ha dovuto inizialmente prendere confidenza con la monoposto.

Nonostante un inizio cauto, le indicazioni per i due alfieri della Rossa sono state differenti. Per Hamilton, la sfida principale è rimasta l’inserimento curva, con alcune difficoltà a centrare il punto di corda e una tendenza al sottosterzo in entrata che ha penalizzato la fase di trazione, specialmente alla uno e alla tre. I distacchi accumulati dal britannico si sono concentrati soprattutto nei primi due settori.

Leclerc, supportato dall’ingegner Bozzi su traiettorie e ripartizione di frenata, ha lamentato invece un posteriore non perfetto e ha subito uno “snap” alla sette, ma è riuscito comunque a chiudere buon tentativo prima della simulazione qualifica, rifilando quattro decimi al compagno di squadra. L’azione in pista ha visto anche una breve interruzione provocata dal guasto sulla Cadillac di Perez.

Con l’aumento della potenza del propulsore rispetto al mattino, il comportamento dinamico della SF-26 ha mostrato luci e ombre. Le prove di simulazione qualifica con le mescole più morbide hanno confermato un handling ancora non ottimale per Hamilton, mentre Charles Leclerc è riuscito a fare un po’ meglio sul suo giro lanciato.

Il passaggio alle prove high fuel ha evidenziato un ritmo non ancora soddisfacente, anche se l’assenza di preoccupazione via radio conferma la validità della base tecnica della vettura. Va detto per concludere che la Rossa ha realizzato davvero tanti esperimenti oggi, nel tentativo di raccogliere quanti più dati possibili e poi unire tutti i pezzi del puzzle nella giornata di domani.

 

GP Austria, classica finale Fp2:

POS. NO. DRIVER TEAM TIME / GAP LAPS
1 12 Kimi Antonelli Mercedes 1:07.014 32
2 81 Oscar Piastri McLaren +0.237s 32
3 1 Lando Norris McLaren +0.325s 32
4 3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.550s 29
5 44 Lewis Hamilton Ferrari +0.597s 33
6 63 George Russell Mercedes +0.623s 25
7 6 Isack Hadjar Red Bull Racing +0.744s 28
8 16 Charles Leclerc  Ferrari +0.841s 35
9 30 Liam Lawson Racing Bulls +1.221s 34
10 5 Gabriel Bortoleto Audi +1.286s 30
11 10 Pierre Gasly Alpine +1.362s 33
12 41 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.364s 29
13 87 Oliver Bearman Haas F1 Team +1.518s 33
14 27 Nico Hulkenberg Audi +1.545s 32
15 31 Esteban Ocon Haas F1 Team +1.816s 33
16 43 Franco Colapinto Alpine +1.817s 30
17 23 Alexander Albon Williams +1.824s 34
18 55 Carlos Sainz Williams +2.117s 30
19 14 Fernando Alonso Aston Martin +3.530s 27
20 18 Lance Stroll Aston Martin +3.684s 32
21 77 Valtteri Bottas Cadillac +4.293s 6
22 11 Sergio Perez Cadillac 2

 

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