GP Ungheria, Lewis Hamilton si aspettava la beffa delle qualifiche
Lewis Hamilton aveva sfiorato una storica decima pole position in carriera all’Hungaroring, risultato che gli avrebbe garantito l’ennesimo record senza precedenti in Formula 1. In pista è stato tuttavia battuto dalla McLaren di Lando Norris di appena 12 millesimi, che gli avrebbero garantito quantomeno la prima fila. Domenica invece dovrà prendere il via dalla quinta casella in griglia, per una penalità comminata dalla FIA ai suoi danni dopo un’attesa di oltre due ore. Ma l’inglese della Ferrari, già a caldo, aveva ammesso di aspettarselo.
La decisione della FIA era infatti il frutto di un rallentamento di Hamilton ai danni dell’altra McLaren, quella di Oscar Piastri. “Ma era nel suo giro veloce?”, aveva immediatamente chiesto via radio al box Ferrari di fatto riconoscendo l’infrazione. Anche il linguaggio del corpo dei due piloti dava poco spazio all’interpretazione, con l’australiano che ha mostrato il pugno al collega al volante della SF-26. E quest’ultimo, a propria volta, si era immediatamente scusato con un altrettanto eloquente gesto con la mano.
“Abbiamo svolto un ottimo lavoro per tutto il weekend e le nostre qualifiche sono state solide, ma uscire per primi nell’ultimo tentativo non credo sia stata la scelta giusta – aveva rivelato Hamilton a qualifiche appena concluse -. In più nell’ultimo giro, per qualche motivo, non avevamo grip. Vale per me, ma credo anche per Leclerc. Amo questa pista, qui siamo sempre stati competitivi, ma mi aspetto una giornata dura domani. Direi che la pole mi è sfuggita dalle mani, visto che siamo stati davanti per tutte le qualifiche. Però concluso il giro forse ho ostacolato qualcuno, perciò sto cercando di rivivere nella mia testa quello che è successo e in questo momento non sono in grado di dire che cosa succederà”. Un’ammissione, quest’ultima, che si è concretizzata qualche ora più tardi.
Con la penalità, Hamilton scivola dunque in quinta posizione, lasciando il posto in seconda fila ad Oscar Piastri. La griglia di partenza vede così Norris davanti a tutti, seguito da Leclerc, Piastri e Verstappen, con Hamilton quinto e Russell sesto dopo una sessione complicata e interrotta anzitempo da un problema tecnico alla sua monoposto. Solo settimo il leader del mondiale piloti Antonelli, a sua volta penalizzato ma per non aver rispettato una bandiera gialla nel giro lanciato.
Il contesto iridato rende la gara di domenica particolarmente delicata per Hamilton. Il sette volte campione del mondo arriva all’Hungaroring con 159 punti, secondo nella classifica generale alle spalle di Andrea Kimi Antonelli, leader con 204 punti. Il giovane pilota della Mercedes, quarto in qualifica, partirà dalla seconda fila con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il proprio primato. Una vittoria del bolognese, combinata a un risultato deludente del ferrarista britannico, potrebbe rivelarsi un colpo pesante nelle ambizioni iridate di Hamilton.
Non è la prima volta in questo finale di stagione pre-pausa estiva che Hamilton si trova a fare i conti con una penalità. In Belgio, a Spa-Francorchamps, aveva già dovuto scontare cinque secondi di penalità dopo un contatto al via con George Russell, chiudendo comunque in quarta posizione. Quella gara era stata vinta da Antonelli, con Leclerc secondo e Verstappen terzo, e aveva ulteriormente consolidato il distacco del leader del Mondiale.
Alla vigilia del weekend ungherese, Hamilton aveva peraltro inquadrato con lucidità la situazione di forza in pista: “La nostra vettura è simile a quella di Monaco, è cambiato giusto qualche dettaglio – aveva detto al Media Day -. Abbiamo certamente mostrato progressi ma la Mercedes è la squadra da battere. Hanno vinto quasi tutte le gare, hanno dimostrato di essere veloci su ogni tipo di pista e in qualsiasi condizione. L’Hungaroring ha dei tratti in comune con Monte Carlo e anche lì erano veloci”. Parole che suonano quasi profetiche alla luce di una qualifica in cui Antonelli ha confermato solo in parte la competitività della freccia d’argento, non riuscendo a strappare la pole a un Norris in stato di grazia né ad impensierire le due Ferrari.
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