Kimi Antonelli penalizzato, ma lui aveva parlato chiaro: “Ho mollato”
Kimi Antonelli, come Lewis Hamilton, penalizzato dopo le qualifiche del Gran Premio dell’Ungheria. Eppure il bolognese della Mercedes, leader del mondiale piloti F1, era convinto di aver rispettato il regolamento. Lo si capisce chiaramente dalle sue dichiarazioni di fine giornata all’Hungaroring, precedenti alla decisione della FIA di retrocederlo dal quarto al settimo posto in griglia. Dietro, quindi, anche al compagno George Russell bloccato da un grave guasto al motore.
“Il mio giro sarebbe potuto essere da terza posizione – aveva dichiarato Antonelli a ‘Sky Sport’ -. Nell’ultima curva c’era Verstappen fermo, e così ho mollato. Tra l’altro hanno esposto la bandiera gialla proprio mentre stavo entrando in curva, e questo mi ha distratto. Ho perso parecchio tempo in percorrenza, peccato perché la sessione era stata complicata di per sé. Infatti se non avessi rallentato sarei comunque stato un decimo più lento rispetto a Norris”. Un rallentamento che i commissari non hanno ritenuto sufficiente, tanto da comminargli una penalità di tre posizioni in griglia.
La griglia di partenza definitiva vede così Norris in pole, seguito da Charles Leclerc, Piastri e Verstappen, con Hamilton quinto e Russell sesto dopo una sessione complicata e interrotta anzitempo da un problema tecnico alla sua monoposto. Antonelli, penalizzato per non aver rispettato la bandiera gialla nel giro lanciato, scatterà settimo. Anche Hamilton, come noto, ha subito una retrocessione: da secondo a quinto, per aver ostacolato Oscar Piastri nel suo giro veloce. L’australiano della McLaren non aveva nascosto il proprio disappunto, mostrando il pugno al ferrarista, mentre Hamilton si era immediatamente scusato con un eloquente gesto della mano. “Alla fine del mio giro forse ho ostacolato qualcuno”, aveva ammesso il sette volte campione del mondo a qualifiche appena concluse, quasi presagendo la decisione che sarebbe arrivata oltre due ore più tardi.
Il contesto iridato rende la gara di domenica particolarmente delicata per Antonelli. Il giovane pilota della Mercedes arriva all’Hungaroring forte di 204 punti in classifica generale, con un vantaggio di 45 lunghezze su Hamilton e di 50 su Russell. Una leadership costruita gara dopo gara, culminata con la vittoria nel recente Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps, dove il bolognese aveva superato Leclerc a dieci giri dal termine dopo aver perso momentaneamente la testa della corsa durante una Virtual Safety Car. Sul podio di Spa, con lui, il pilota del Principato e Max Verstappen, mentre Hamilton aveva chiuso quarto scontando una penalità di cinque secondi per un contatto al via con Russell.
Proprio alla vigilia del weekend ungherese, Antonelli aveva respinto con cautela il ruolo di favorito d’obbligo: “I nostri avversari sono competitivi – aveva detto al Media Day -. La Ferrari ha aggiornato l’ala posteriore, la McLaren ha un fondo nuovo. Noi siamo fiduciosi ma non partiamo vincitori: dobbiamo trovare il set-up giusto se vogliamo competere per la vittoria”. Parole di un pilota che, nonostante la giovane età, ha dimostrato in questa stagione una maturità sorprendente nella gestione delle pressioni del Mondiale, qualità che persino la stampa americana ha iniziato a riconoscergli: ‘The Athletic’, la piattaforma sportiva del ‘New York Times’, gli ha dedicato un lungo editoriale dopo il trionfo di Spa, definendolo un esempio di “serenità e stabilità” e un candidato credibile a diventare il più giovane campione del mondo della storia.
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