Hamas, Hannoun, Flotilla: l’operazione Domino arriva in Parlamento. FdI chiede chiarezza su fondi e legami

10 Giugno 2026 - 20:14
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Hamas, Hannoun, Flotilla: l’operazione Domino arriva in Parlamento. FdI chiede chiarezza su fondi e legami

Hamas, Hannoun, Flotilla: l’operazione Domino arriva in Parlamento. FdI chiede chiarezza su fondi e legami

L’inchiesta del Tribunale del riesame di Genova, denominata “Operazione domino” arriva in Parlamento, grazie all’interrogazione di Fratelli d’Italia al ministro dell’Interno, dopo che dalle ultime notizie «sta emergendo un presunto collegamento tra la rete italiana di Mohammad Hannoun con Ramy Abdu e la rete di Hamas» si legge nell’interrogazione.

Montaruli: fare chiarezza sui legami con Hamas

«Il governo Meloni ha intentato una guerra senza sosta al terrorismo anche di matrice islamica ed è per questo che nulla va lasciato intentato e in particolare Fratelli d’Italia pretende chiarezza sulla rete di rapporti che collega personaggi che hanno vissuto, che vivono in Italia, e che li collegherebbe a organizzazioni di tipo terroristico come Hamas. C’è già un’inchiesta aperta rispetto a questa rete di rapporti ed un approfondimento de il quotidiano “Il Tempo”, ma quello che a noi interessa è se i soldi raccolti qui in Italia con l’intento dichiarato della beneficenza siano andati in realtà a finanziare organizzazioni assassine di popolazioni inermi, organizzazioni terroristiche come quella di Hamas» ha dichiarato Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, illustrando in Aula l’interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante il Question Time.

Una inchiesta con arresti e sequestri

Nel testo del Question time posto dalla vicecapogruppo di FdI a Montecitorio si ricorda che «l’inchiesta ha portato a nove arresti e al sequestro di circa 8 milioni di euro, colpendo una rete internazionale che, secondo gli investigatori, avrebbe utilizzato associazioni umanitarie e canali finanziari esteri per trasferire fondi ad Hamas. Come emerge dagli atti citati nell’inchiesta pubblicata da Il Tempo, tra i nomi che emergono rileva quello di Ramy Abdu, fondatore e presidente dell’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor (Euro Med), con sede a Ginevra».

I rapporti con la Flotilla

Fratelli d’Italia sottolinea che «numerosi sono gli elementi che farebbero pensare a un coinvolgimento di Abdu nelle iniziative marittime per «rompere l’assedio» di Gaza attraverso le cosiddette «Flotilla» e appare più che plausibile pensare che i fondi raccolti in Italia sotto forma di beneficenza per aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese, fossero in realtà transizioni finanziarie finalizzate a sostenere l’associazione terroristica di Hamas». Montaruli chiede «di quali elementi disponga il Governo per fare piena luce sui legami tra la rete italiana riconducibile all’ABSPP e soggetti operanti tra Turchia e Gaza, nonchè su possibili flussi di risorse, anche potenzialmente utili al finanziamento di missioni come le “Flotille”intraprendendo ogni necessaria iniziativa volta a garantire trasparenza nella raccolta dei fondi umanitari per la popolazione palestinese da parte di reti associative».

Piantedosi: attendere la fine delle indagini in corso

Una domanda complessa a cui Matteo Piantedosi, responsabile del Viminale ha risposto punto su punto: «L’arresto a Milano di due cittadini egiziani, ritenuti esponenti della fratellanza musulmana in Italia che, come noto, ha stretti legami con Hamas» che «da una parte, erano noti attivisti ‘filopalestinesi’ e, dall’altra, risultano indagati per aver avviato un fiorente e lucroso sfruttamento di cittadini stranieri, simulando false assunzioni in cambio di cospicue somme di denaro» ripropone «il problema di verificare la liceità di associazioni che dietro il paravento della causa palestinese, di fatto perseguono fini illeciti e persino terroristici» ha spiegato Piantedosi.

L’esponente del governo Meloni ha ribadito che «Come Ministro dell’Interno, tenuto conto delle indagini tuttora in corso, non posso che ribadire che si dovrà attenderne la conclusione per valutare l’intera vicenda e le sue implicazioni complessive. Sono già intervenuto, proprio in quest’aula, nei mesi scorsi sul tema dell’operatività in Italia di soggetti legati all’organizzazione terroristica di Hamas e, più in generale, dei rapporti non sempre trasparenti tra associazioni impegnate ad aiutare la popolazione di Gaza ed elementi più o meno direttamente e strettamente collegati ad Hamas» ha concluso il numero uno del Viminale.

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