“Effetto Picierno” sul Pd: i dem perdono un punto e calano verso la soglia psicologica del 20%. FdI al 29,5%

10 Giugno 2026 - 20:14
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“Effetto Picierno” sul Pd: i dem perdono un punto e calano verso la soglia psicologica del 20%. FdI al 29,5%

“Effetto Picierno” sul Pd: i dem perdono un punto e calano verso la soglia psicologica del 20%. FdI al 29,5%

In venti giorni il Pd ha perso un punto percentuale di consenso, calando al 20,5%, assai prossimo alla soglia psicologica del 20%. Si tratta dell’oscillazione più rilevante registrata dall’ultimo sondaggio Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto degli italiani, in quadro che resta sostanzialmente stabile e che vede FdI saldamente primo partito con il 29,5%.

Il Pd dall’«effetto referendum» all’«effetto Picierno»

La rilevazione non entra nel dettaglio del perché del crollo del Pd, cui possono concorrere diversi fattori a partire dalla fine delle illusioni sul cosiddetto “effetto referendum”, che alla prova del voto amministrativo si è rivelato una mera illusione. Ma poiché gli altri partiti d’opposizione, che pure avevano declamato la remuntada dopo il voto referendario, non subiscono lo stesso contraccolpo appare più plausibile guardare a ragioni tutte interne ai dem, che in questi giorni hanno dovuto incassare anche l’addio di Pina Picierno e i rumors su altre prossime uscite eccellenti dall’area riformista.

Il sondaggio Noto partito per partito: FdI al 29,5%

Più nel dettaglio, il quadro che emerge dal sondaggio Noto non è che una conferma: FdI si conferma primo partito senza competitor al 29,5%, il Pd crolla al 20,5%; il M5S non si giova della perdita dei consensi degli alleati-avversari e resta al 13%. Forza Italia e Lega sono pari al 7%. Anche Avs non guadagna nulla e resta al 5,5% come nella scorsa rilevazione, Futuro Nazionale (Vannacci) è al 4,5%. Azione e Italia Viva si contendono un’oscillazione dello 0,5%: Calenda lo guadagna e sale al 2,5%, Italia viva lo perde e va al 2%. Noi moderati è all’1,5% stabile come +Europa all’1% e il Partito Liberaldemocratico anch’esso all’1%.

Il centrodestra saldamente maggioranza

Complessivamente, dunque, il centrodestra, comprese le altre liste (+1%), è al 46% stabile, mentre il campo largo, più gli altri (+2%), è al 44% in calo di un punto e mezzo (-1,5%). Una fotografia che sfata anche la narrazione molto pompata da certa stampa secondo cui il centrodestra nel suo assetto tradizionale non avrebbe numeri sufficienti per vincere. La stima dell’affluenza, infine, si attesta al 61% (+1% rispetto allo scorso 20 maggio).

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