Hermès migliora nel secondo trimestre. Ricavi a quasi +5%
Si è chiuso con ricavi per 8,16 miliardi di euro, in crescita dell’1,6% a cambi correnti e del 6,1% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025, il primo semestre di Hermès. Nel solo secondo trimestre il fatturato della maison francese si è attestato a 4,09 miliardi, in aumento del 4,8% a cambi correnti (+6,7% a costanti), con un’accelerazione rispetto al +1,6% del primo trimestre. A pesare sui dati pubblicati, un effetto valutario negativo per oltre 360 milioni di euro sui ricavi del semestre.
Nonostante numeri che il gruppo definisce “solidi”, la reazione del mercato non è stata benevola: il titolo di Hermès ha ceduto oltre il 4% all’apertura dei mercati e in seguito alla diramazione dei risultati, mentre gli analisti si dividono tra chi vede nella prudenza sui margini un campanello d’allarme e chi conferma la fiducia di lungo periodo sul titolo. Bernstein, dal canto suo, parla di una crescita in linea con le aspettative del consensus e di un “secondo trimestre in lieve miglioramento rispetto al primo”. Da considerare, però, – mette in guardia da facili entusiasmi – “senza eccessivo clamore, vista la revisione al ribasso subita da Hermès negli ultimi mesi”.
In generale, il risultato arriva dopo un primo trimestre già complesso, con il titolo che aveva perso circa il 10% in una sola seduta sulla scia di ricavi giudicati sotto le attese degli analisti e dell’impatto del conflitto in Medio Oriente sui flussi turistici, in particolare in Francia.
Considerata anticiclica rispetto agli stravolgimenti macroeconomici, Hermès non è comunque immune, ha dimostrato, restando comunque indubbiamente resiliente. “Nel primo semestre del 2026, Hermès ha conseguito una solida performance, che riflette il forte appeal dei suoi 16 mestieri e la fiducia dei suoi clienti. Convinti della solidità del nostro modello artigianale unico e del controllo dei nostri principali equilibri, guardiamo al futuro con fiducia”, ha dichiarato a margine Axel Dumas, presidente esecutivo della maison.
A cambi correnti, la crescita più marcata arriva dalle Americhe (+8,9% a cambi correnti, +15,3% a costanti), trainate da una performance bilanciata su tutti i mercati e “metiers”. Bene anche l’Europa esclusa la Francia (+7,1%; +8,8% a costanti), sostenuta dalla riapertura del negozio di Berlino e dall’inaugurazione, il 16 giugno, della nuova Maison Hermès di 166 New Bond Street a Londra. La Francia cresce dell’1,8%, con un’accelerazione nel secondo trimestre grazie al ritorno del turismo.
Segno meno invece per il Giappone (-2,1% a cambi correnti, ma +11% a cambi costanti, con forte accelerazione nel Q2) e per l’Asia-Pacifico – Giappone escluso – (-1,2% correnti, +2,4% costanti), dove la Grande Cina e la Corea restano comunque in crescita. Il Medio Oriente resta l’unica area in calo anche a cambi costanti (-8,9% correnti, -4,2% costanti), pur mostrando segnali di ripresa nel secondo trimestre.
La divisione Pelletteria, la più importante per il gruppo, cresce del 5,1% a cambi correnti (+9,8% a costanti), sostenuta dal successo dei nuovi modelli ‘Cliquetis’, ‘Kelly Hobo’ e ‘Double Longe’ e dall’apertura di un venticinquesimo atelier a Loupes, in Gironda. In calo a cambi correnti il Ready-to-wear e Accessori (-2,5%; +2% a costanti) e il Beauty (-6,1%; -4,5% a costanti). Bene il Silk and Textile (+4,8%; +9,7% a costanti) e gli altri settori Hermès, che comprendono gioielleria e casa (+0,8%; +5,4% a costanti). L’orologeria, stabile nel semestre a cambi costanti, cede il 4,2% a cambi correnti.
Il risultato operativo corrente si è attestato a 3,35 miliardi di euro, pari al 41% dei ricavi, in leggero calo rispetto al 41,4% dello stesso periodo 2025. L’utile netto di pertinenza del gruppo resta stabile a 2,24 miliardi di euro (27,4% dei ricavi); al netto del contributo eccezionale sulle grandi imprese francesi, sale a 2,5 miliardi, pari al 30,7% del fatturato. Il free cash flow rettificato cresce del 18%, a 2,18 miliardi di euro, mentre la posizione di cassa netta rettificata raggiunge 12,93 miliardi a fine giugno, dopo la distribuzione di dividendi per 1,9 miliardi.
Sul fronte occupazionale, l’organico del player è salito di oltre 600 unità nel semestre, a quota 27.107 dipendenti, di cui 16.656 in Francia.
Guardando al prossimo futuro, l’azienda conferma il proprio outlook “nonostante le incertezze geopolitiche, valutarie ed economiche”, aspettandosi una “crescita ambiziosa del fatturato a cambi costanti nel medio periodo, puntando sulla forza del proprio modello artigianale integrato e sulla fedeltà della clientela”.
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