I 130 anni del Collegio Castelli: il ragazzo al centro tra fede, memoria e futuro
La facciata del Collegio
La facciata del Collegio Ha il volto sereno di una comunità in cammino, il lungo corteo che nei giorni scorsi ha attraversato il cuore di Saronno. Ottocento studenti – dai bambini della scuola primaria ai ragazzi delle superiori – hanno percorso le vie cittadine per raggiungere la chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo. È la testimonianza festosa con cui il Collegio arcivescovile Castelli ha aperto le celebrazioni per i suoi 130 anni di storia: una tappa che non ricorda soltanto una tradizione secolare, ma rinnova l’impegno verso ogni singolo studente che ne varca la soglia. A celebrare con ragazzi, docenti e famiglie la Messa solenne di ringraziamento è giunto l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, accolto dalle parole commosse del Rettore, don Cristiano Mario Castelli: «Kaire, Arcivescovo Mario! È il saluto dell’angelo a Maria: “Rallegrati!”».

C’è davvero motivo di rallegrarci e di rendere grazie al Signore per i 130 anni del Collegio. Nato dal desiderio e dall’iniziativa di alcune famiglie saronnesi, il Castelli fu prontamente assunto dal beato cardinale Andrea Carlo Ferrari, entrando a pieno titolo tra quei luoghi con cui la Chiesa ambrosiana ha scelto di accompagnare la crescita e la maturazione dei giovani e della città».
Nell’omelia l’Arcivescovo ha richiamato il valore profondo dell’alleanza educativa tra la Chiesa ambrosiana e la scuola dicendo che gli studenti del Castelli «sono coraggiosi. Crescendo conoscono il mondo in cui vivono e riconoscono segni che fanno paura, sono coraggiosi, credono che il bene vince e sono decisi a fare il bene. Se l’impegno per lo studio è esigente, sembra di non farcela, sono coraggiosi, hanno stima di se stessi e sanno di avere le capacità per farcela. Anche se ci sono momenti di fatica, di malavoglia, di contrasti, sono coraggiosi e non si lasciano convincere a lasciar perdere, non si accontentano. Anche di fronte a un contesto che appare inospitale, malato, incorreggibile, sono coraggiosi, perché sanno di avere una vocazione a migliorare il mondo, sanno di avere la responsabilità di essere sale della terra e luce del mondo».

Una storia intrecciata al territorio
Era il 1896 quando la comunità locale, mossa da una lungimirante intenzione pedagogica, diede vita all’istituto. Da allora, il motto evangelico del Collegio – Simile est grano sinapis, «è simile a un granello di senape» – continua a descrivere il divenire quotidiano della scuola. Come quel piccolo seme diventa albero accogliente, così il Castelli ha attraversato il Novecento rimanendo un approdo sicuro per la città nei momenti cruciali della sua storia, dall’accoglienza degli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale fino alla nascita di storiche istituzioni culturali saronnesi.
«Saronno e il Collegio si appartengono reciprocamente – sottolinea il Rettore -. Generazioni di professionisti, educatori, imprenditori e amministratori sono cresciute qui. Ma il frutto più prezioso resta l’aver aiutato tantissimi ragazzi a scoprire la propria strada e a diventare adulti capaci di responsabilità e di bene».

La personalizzazione del percorso educativo
Al centro del progetto pedagogico del Collegio vi è un’idea cardine fortemente condivisa dall’intera comunità educante: mettere la persona al centro. Questa attenzione concreta non significa snaturare i programmi di studio, ma declinare l’offerta didattica in modo flessibile e personalizzato, garantendo il pieno rispetto delle programmazioni e degli standard ministeriali e, al tempo stesso, offrendo a ciascuno gli strumenti per far fiorire le proprie inclinazioni individuali.
L’accompagnamento inizia nella Scuola primaria, dove l’apprendimento parte dall’esperienza diretta e dalla serenità delle relazioni, per poi proseguire nella Scuola secondaria di primo grado. Qui la personalizzazione si fa evidenza didattica grazie alle diverse curvature offerte ai ragazzi, come l’indirizzo musicale e l’approfondimento linguistico, pensati per far emergere precocemente sensibilità e passioni specifiche.
Questa visione verticale si compie nel ciclo delle Scuole superiori. Autentico fiore all’occhiello del Collegio è l’Alberghiero, strutturato su un percorso quadriennale moderno e dinamico, arricchito da innovativi mini-master pomeridiani di specializzazione. In questo modo ogni allievo, conseguendo la maturità, ha la possibilità di costruire un bagaglio di competenze unico e altamente spendibile, valorizzando il proprio talento in un contesto laboratoriale e professionalizzante.
La costante ricerca di centralità della persona trova oggi una naturale evoluzione nell’introduzione della nuova proposta del “Sistema College” con i nuovi indirizzi liceali a partire dal settembre 2027, ma che già permea la vita quotidiana dell’istituto.
Nel Sistema College l’apprendimento supera la rigidità della singola aula tradizionale: sono gli studenti ad abitare ambienti di studio tematici e caratterizzanti, come la Language Room, l’aula di letteratura ubicata nella storica biblioteca, i laboratori scientifici e la stanza della musica coordinata con il Conservatorio di Milano. Elemento chiave di questo modello è la figura del tutor, un docente dedicato al dialogo personale con ciascun allievo per aiutarlo a gestire il metodo di studio, superare le difficoltà e focalizzare i propri obiettivi di crescita integrale. A questo si aggiunge l’esperienza dell’Early College Program con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che permetterà agli studenti dell’ultimo biennio di frequentare gli ambienti universitari e seguire lezioni universitarie anticipando il proprio futuro Accademico.

Una festa per la città
Per condividere con l’intera cittadinanza questo traguardo e rendere grazie per la strada percorsa, il Collegio regala a Saronno un concerto straordinario di musica classica al Teatro Giuditta Pasta, con i giovani talenti del Conservatorio di Milano.
«Il nostro Collegio desidera continuare a essere un luogo di vita e di relazioni vere, una casa educativa dove si cresce insieme», conclude don Castelli. Dallo storico granello di senape del 1896 continua così a svilupparsi un’esperienza viva, capace di unire la fedeltà alle radici all’innovazione pedagogica, ponendo sempre al centro il bene di ogni singolo ragazzo.
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