I fratelli Abbagnale: "Sebastiano e Pio Esposito come noi, un tesoro Nazionale da proteggere"

07 Ottobre 2026 - 12:40
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Le leggende viventi del canottaggio incoronano gli attaccanti dell'Italia.

Castellammare di Stabia è il paese d'origine dei fratelli Sebastiano e Pio Esposito, ma anche di Giuseppe e Carmine Abbagnale.


Questi ultimi due, leggende viventi del canottaggio italiano, hanno parlato dei due attaccanti della Nazionale in un'intervista a La Gazzetta dello Sport.

LE PAROLE DI GIUSEPPE ABBAGNALE

"Orgoglio, un po' perché è sempre bello vedere atleti della zona eccellere, e un po' perché per noi è un affare di famiglia. Noi siamo nati a Pompei, qualche chilometro più in là, ma viviamo ancora qui: io vicino a Castellammare e Carmine proprio in città. Siamo parte di questi luoghi che ci hanno formati come atleti. E lo sono anche gli Esposito: anche se vivono a Brescia da tempo, sono 100% fieramente stabiesi. Stessa origine e stessa fratellanza, ora gli auguriamo gli stessi successi perché li meritano. Poi c'è anche Donnarumma senza contare i vari Quagliarella, Mirante e Ametrano. Nel calcio Castellammare si è sempre difesa, anche perché le strutture sono migliori di quelle di altri sport, canottaggio compreso. È un segnale opposto in una città dai mille problemi, non ultimo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Assieme alla fame, mettiamoci anche la competenza: i campioni non piovono dal cielo, se non ci sono dirigenti e allenatori preparatissimi".


"Io amo i centravanti, quindi preferisco Pio, ma basta caricarlo di troppe responsabilità, non può essere il salvatore della patria. Seba è più indietro, ma sta recuperando e merita attenzione. Li vedo, comunque, con caratteri diversi, esattamente come me e Carmine: io più istintivo e lui più riflessivo. Io più estroverso e lui più taciturno. Loro in campo sono 11 e questo li aiuta. Non li chiameranno ovunque "gli Esposito" come accade a noi. Pensate che ancora oggi a me chiedono: "Ma lei per caso è i fratelli Abbagnale?". Su un aspetto, però, siamo più fortunati. Noi avevamo la fortuna di gareggiare insieme e di proteggerci l'un l'altro. Oggi ci sono i social e al primo errore loro rischiano il massacro. Pensiamo a proteggerli perché sono un tesoro della Nazionale".


LE PAROLE DI CARMINE ABBAGNALE

"Li ho visti debuttare in nazionale insieme e sono fiero di loro, come tutta Castellammare. Noi Abbagnale aspettavamo solo il momento dei due fratelli azzurri e ora spero che continuino a fare da coppia in attacco e a onorare la Nazionale, che è il massimo. Gli sport sono molto diversi: nel canottaggio si fa lo stesso movimento e per due fratelli diventa ancora più automatico. Nel calcio devono fare cose diverse, ma l'intesa di famiglia li aiuterà in campo, come aiutava noi in barca".


"Molti campioni vengono sempre dalla fame. Un po' ci si arrangia e un po' si mette più impegno, determinazione, tutto. Noi eravamo entrambi disciplinati, determinati, proprio come gli Esposito oggi. Per arrivare a certi livelli, ci vogliono resilienza, stabilità negli allenamenti, affidabilità, voglia di mettersi continuamente in gioco e di sacrificarsi. Se il loro impegno sarà lo stesso, i risultati di conseguenza saranno gli stessi. Devono essere fieri di portare lo stesso cognome, anche se fa aumentare la responsabilità in famiglia e la pressione. Devono vivere il momento, cavalcarlo, ma sanno benissimo che c’è ancora bisogno di lavorare".


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