I gioielli continuano a far brillare Richemont: primo trimestre a 6,3 mld (+17%)

15 Luglio 2026 - 17:25
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Settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra per le maison gioielliere di Richemont. Il gruppo ha chiuso il primo trimestre 2026 – conclusosi lo scorso 30 giugno – sopra le attese degli analisti. Nello specifico, i ricavi del colosso svizzero hanno toccato quota 6,3 miliardi di euro (+17% a cambi correnti, +20% a cambi costanti), superando “ampiamente” – riporta Deutsche Bank – il consensus fissato a 5,9 miliardi di euro (+11 per cento).

A trainare la crescita, come anticipato, sono ancora una volta le Jewellery maisonsBuccellati, Cartier, Van Cleef & Arpels e Vhernier – che segnano un rialzo del 21% a cambi correnti (+24% a cambi costanti), per un fatturato pari a 4,73 miliardi di euro: un risultato che si posiziona 11 punti percentuali sopra le stime. A sorprendere positivamente sono anche gli Specialist watchmakers, che dopo un avvio d’anno fiscale fiacco (+2% a cambi costanti nel quarto trimestre dell’esercizio 2026) accelerano al 6% a cambi correnti (+8% a cambi costanti), contro un consensus fermo al 4%, per un fatturato di 873 milioni di euro. Bene anche il comparto Other, che include le Fashion & Accessories maisons, in crescita del 7% a cambi correnti (+9% a cambi costanti) a 724 milioni di euro, contro un consensus del 6 per cento.

Sul fronte geografico, tutte le aree hanno battuto le stime. Le Americhe guidano la crescita con un +25% (contro il consenso del 16%), seguite dal Giappone, +20% (contro il 22% atteso) e dall’Asia Pacifico, +19% (contro l’11% stimato), quest’ultima trainata da un rialzo a doppia cifra in Cina, Hong Kong e Macao, un segnale che gli analisti definiscono particolarmente incoraggiante, considerate le preoccupazioni diffuse sulla tenuta della domanda di lusso cinese. Bene anche Corea del Sud e Taiwan. L’Europa cresce del 10% (contro un consensus del 7%), sostenuta dalla clientela locale e dal turismo nordamericano e mediorientale. La sorpresa più marcata arriva però dal Medio Oriente e Africa, che torna in una timida crescita (+1%) ribaltando le attese di un calo del 6%,  grazie a una domanda locale che ha più che compensato il calo della spesa turistica legato al conflitto in corso nella regione.

Anche sul fronte dei canali distributivi il colosso elvetico ha superato le stime su tutta la linea: il retail cresce del 21% a 4,5 miliardi di euro, contro un consensus di 4,1 miliardi (+13 per cento); il wholesale sale del 7% a 1,45 miliardi, contro le attese per un +7 per cento; infine l’online retail segna un +15% a 373 milioni di euro, quasi il doppio del +8% atteso dagli analisti.

“Si tratta di un risultato solido, che consideriamo un segnale positivo per l’intero settore del lusso”, scrive Deutsche Bank, pur sottolineando come resti da capire quanto la forza del trimestre sia riconducibile a una ripresa generalizzata della spesa nel lusso – trainata dalla gioielleria – e quanto sia invece specifica di Richemont. La banca d’affari, che sul titolo mantiene un rating buy con target price a 195 franchi svizzeri (circa 210-211 euro), evidenzia inoltre come il calo dei prezzi dell’oro rappresenti un vento favorevole per il margine lordo del gruppo, elemento che dovrebbe sostenere revisioni al rialzo dell’utile per azione di consensus nelle prossime settimane.

A completare il quadro, la robusta posizione di cassa netta del gruppo, salita a 9,1 miliardi di euro (7,4 miliardi un anno prima), che include un afflusso di cassa di 0,4 miliardi di euro derivante dalla cessione della quota in Avolta, gruppo svizzero leader nel travel retail (duty-free e ristorazione in aeroporti e stazioni), nato dalla fusione tra Dufry e Autogrill. La nota dei conti indica che Richemont ha ceduto questa quota, incassando 0,4 miliardi di euro, contributo che ha coadiuvato a portare la posizione di cassa netta del gruppo per l’appunto a 9,1 miliardi di euro.

Il titolo Richemont oggi è in forte rialzo in Borsa, in reazione ai conti del primo trimestre appena diffusi. Secondo quanto riportato da Cnbc, le azioni sono balzate fino a +6,5% a 209,2 euro in mattinata, dopo che il gruppo ha sorpreso il mercato con una crescita delle vendite quasi doppia rispetto al consensus degli analisti.

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