I prezzi da record degli strumenti del rock: Jimi Hendrix, Ramones, Grateful Dead…
Gli strumenti musicali che hanno fatto la storia del rock, in un modo o nell’altro, sono tantissimi. Spesso si tratta di attrezzature comprate per pochi spiccioli, ma che si sono guadagnate lo stato di simbolo dal prezzo stratosferico per essere state utilizzate in momenti chiave o in album rivoluzionari nella storia del rock. Oggi vi parlo dei prezzi da record degli strumenti del rock: un ottimo pretesto per andare a riascoltare tanta ottima musica!
Ci sono al mondo persone disposte a spendere veri e propri patrimoni pur di possedere e magari tenersi vicini cimeli appartenuti alle leggende della musica. Ovviamente, tra questi cimeli ci sono anche vestiti, costumi di scena, appunti per testi di canzoni e spartiti, oltre a qualsiasi altro oggetto, dai più quotidiani ai più impensabili, che possa aver accompagnato uno o più artisti in momenti considerati di svolta nell’evoluzione del rock. In questo articolo, però, mi concentrerò solo sugli strumenti musicali, oggetto di una passione che, visti i prezzi stratosferici di cui parliamo, mi pare già abbastanza morbosa.
Tanto per darvi un’idea, nel 1998 Elton John si liberò di un po’ di cianfrusaglie in casa. Per la sua “pulizia di primavera”, organizzò un’asta con 2.000 pezzi della sua collezione, vendendoli per 8,2 milioni di dollari.
Naturalmente, ci sono casi in cui il passaggio di mano di uno strumento avviene privatamente. In queste situazioni, non abbiamo quasi mai un dato, o anche solo una vaga idea, del prezzo a cui lo strumento è stato realmente venduto. La maggior parte delle volte, però, gli strumenti, insieme ad altri cimeli, vengono messi all’asta, in una vendita pubblica i cui proventi vengono spesso donati in beneficenza. I casi che vi cito in questo articolo si riferiscono quindi a questo tipo di vendite, in cui il prezzo finale è stato reso pubblico.
Ma chi sono questi sconsiderati spendaccioni che sono disposti a pagare cifre astronomiche per aggiudicarsi uno strumento musicale dal valore simbolico inestimabile? A volte si tratta di altri musicisti, molto spesso invece di veri e propri collezionisti, in genere abbienti proprietari di aziende di successo. Ma attenzione: c’è anche chi considera l’acquisto di questi cimeli un investimento, e viene da pensare, visto l’aumento spropositato di valore di questi oggetti, che abbia proprio ragione.
Gli stessi musicisti hanno imparato ormai come far crescere rapidamente e vertiginosamente il valore dei propri strumenti. Un esempio per tutti. Nel 2005, Brian Adams mise all’asta una chitarra Fender Stratocaster del valore di poche centinaia di dollari. Prima dell’asta, però, la fece autografare da Mick Jagger, Keith Richards, Eric Clapton, Brian May, Jimmy Page, David Gilmour, Jeff Beck, Pete Townshend, Mark Knopfler, Ray Davies, Liam Gallagher, Ronnie Wood, Tony Iommi, Angus e Malcom Young, Paul McCartney, Sting, Richie Blackmore e i Def Leppard al completo. La chitarra alla fine venne venduta per 2,7 milioni di dollari, devoluti in beneficenza.
Gli artisti del rock sono sempre stati molto sensibili alle cause di beneficenza, organizzando concerti, promuovendo iniziative benefiche, partecipando a titolo gratuito a eventi di varia natura e, anche, donando o vendendo cimeli alle case di aste specializzate. Questo aspetto della beneficenza non dovrebbe essere sottovalutato, quando pensiamo alle cifre smisurate spese per accaparrarsi questi strumenti. Si tratta sicuramente di modi per scaricare le tasse, certamente possono essere validi investimenti, potrebbero rivelare tratti decisamente compulsivi della personalità di questi ricconi. Ma, perlomeno, una parte (speriamo tanta parte…) di quei soldi viene destinata in beneficenza, rimessa in circolo nella società per fare una piccola differenza e riequilibrare un minimo il divario fra ricchissimi e poverissimi. Quantomeno, leggendo le cifre di questo articolo, possiamo illuderci che sia così…
Menzioni speciali
Quando si parla di momenti chiave nella storia del rock e di artisti che, con la loro opera, li hanno resi possibili, i Beatles sono certamente di casa. E infatti i cimeli appartenuti ai quattro ragazzi di Liverpool tornano spesso nelle aste specializzate in memorabilia musicali. Partiamo con John Lennon. La sua chitarra Gibson J-160E, utilizzata nella registrazione di Love Me Do del 1962, poi inserita nell’album Please Please Me del 1963, è stata venduta per 2,4 milioni di dollari nel 2015. L’anno prima era stata misteriosamente ritrovata, dopo che era considerata sparita fin dal 1963. Pare che nel 1969 fosse stata acquistata privatamente per 175 dollari e che solo in seguito si sia scoperto che era proprio la chitarra di John Lennon. Il pianoforte su cui Lennon aveva composto e poi eseguito Imagine nel 1971, estratta dal suo omonimo album solista, venne comprato per 1 milione e 450.000 sterline, nel 2000, da George Michael degli Wham! Un altro pianoforte di Lennon, quello utilizzato nella famosa protesta “Bed-in per la pace” del 1969 è stato venduto nel 2019 per 2,1 milioni di dollari.
Indubbiamente, quello di John Lennon è il nome più appariscente nei Fab Four. Ma c’è da registrare un’altra vendita da record nell’ambito dei Beatles. Il basso Yamaha BB-1200, suonato da Paul McCartney con i Wings, in particolare nell’ultimo album della band, Back to the Egg del 1979, è diventato nel 2021 il basso più costoso del mondo, venduto all’asta per 469.100 dollari.
Si sa, d’altra parte, che tra gli strumenti del rock, sono le chitarre a farla da padrona. Un altro personaggio molto di moda alle aste di cimeli musicali è senza dubbio Elvis Presley. Se però si sa di diversi cimeli e automobili appartenute a Elvis vendute a prezzi da far girare la testa, stupisce un po’ sapere che la sua chitarra acustica Martin D-18 del 1942 è stata acquistata per “soli” 1,32 milioni di dollari nel 2020.
Miglior sorte ha avuto l’asta per la vendita della chitarra elettrica Fender Esquire del 1957 di Bruce Springsteen, comprata nel 2017 per 1 milione e mezzo di dollari. Il Boss l’aveva utilizzata per la registrazione di Born to Run, album del 1975.
Già da questi pochi esempi, appare evidente che gli strumenti musicali, come il buon vino, diventano più preziosi con il passare degli anni, anche quando il tempo non è stato molto clemente e, in effetti, si tratta ormai di strumenti insuonabili. D’altra parte, il loro valore è simbolico, dato dai momenti storici che hanno vissuto, più che dalla loro effettiva funzionalità. E allo stesso modo, gli esempi che ho scelto per voi in questo articolo non sono da intendersi come i record assoluti, in ordine di classifica dal più costoso in giù. Si tratta invece di una selezione, del tutto arbitraria e personale, che mira a dare un’idea generale del fenomeno, e allo stesso tempo si tratta di un pretesto, come sempre, per proporre buona, ottima musica da ascoltare e riscoprire. Passiamo dunque alle scelte che ho deciso di mettere in primo piano in questo articolo.
Bob Dylan, Like a Rolling Stone
Uno dei momenti che ha certamente segnato tanta storia del rock è stato il Newport Folk Festival del 1965. In particolare, l’esibizione di Bob Dylan, per la prima volta con una band completamente elettrica. La sua scelta venne pesantemente criticata: si racconta addirittura di artisti folk importanti e di larghe vedute che sono stati fermati mentre cercavano di sabotare i cavi elettrici dietro il palco durante l’esibizione di Dylan. La chitarra elettrica suonata da Dylan a Newport nel 1965 è stata venduta per 965.000 dollari nel 2013. La Fender Stratocaster era rimasta nelle mani della famiglia di un pilota di aereo privato per quasi cinquanta anni, dopo che Dylan l’aveva lasciata sul velivolo e non aveva risposto ai tentativi di restituirla da parte del pilota. Nella celebre esibizione del 1965, Like a Rolling Stone fu la seconda canzone delle tre elettriche suonate da Dylan, seguite poi da due ulteriori brani suonati con la più tradizionale chitarra acustica. Like a Rolling Stone era stata pubblicata proprio nel 1965 nell’album Highway 61 Revisited.
The Beatles, Lucy in the Sky with Diamonds
Tornano ancora i Fab Four, ma questa volta lo strumento protagonista appartiene a Ringo Starr. La sua batteria, utilizzata fra il 1963 e il 1964, venne acquistata a un’asta nel 2015 per 2,2 milioni di dollari, una cifra più che rispettabile, direi. Ma già nel 2008 qualcuno aveva speso 1 milione e 70.000 dollari per aggiudicarsi la sola pelle della cassa utilizzata in Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. La pelle in questione era diventata famosa perché compariva in bella vista sulla copertina dell’album del 1967, con l’iconica scritta del titolo dell’album incisa sopra. Lucy in the Sky with Diamonds è uno dei brani più celebri di quell’intramontabile album.
Jimi Hendrix, Voodoo Child
Tra gli eventi che più di tutti hanno segnato la storia del rock, il festival di Woodstock del 1969 è probabilmente il più monumentale. E tra gli artisti simbolo di quello straordinario festival, Jimi Hendrix ha un posto di particolare rilevanza. La chitarra Fender Stratocaster bianca suonata da Hendrix a Woodstock è rimasta nelle mani del suo batterista Mitch Mitchell fino agli anni Novanta. Venduta privatamente per “sole” 198.000 sterline, venne infine acquistata dal co-fondatore di Microsoft per 770.000 dollari e in seguito messa in esposizione nel suo Museo della Cultura Pop a Seattle. Già nel 2008 la prima chitarra bruciata da Hendrix sul palco durante lo show di Londra del 1967 era stata venduta per 604.000 dollari. Nel video, l’esecuzione di Hendrix di Voodoo Child a Woodstock nel 1969, resa, come sua consuetudine, in una versione variata e ricca di parti improvvisate, appena prima di intonare la sua celebre versione dell’inno americano, condito di suoni di esplosioni che ricordavano la guerra in Vietnam. Voodoo Child era inclusa nell’album Electric Ladyland, pubblicato da Jimi Hendrix nel 1968.
Prince, Sign O’ the Times
Prince è stato uno dei personaggi più iconici della storia del rock e del funk. Non c’è dubbio che la sua collezione di cimeli contenga pezzi unici di inestimabile valore, dai vestiti di scena agli oggetti di vita quotidiana. Ma anche se si guardano solo gli strumenti musicali, salta subito agli occhi la particolarità delle sue chitarre. A partire dal 1984, quando compaiono per la prima volta nel film Purple Rain, Prince ha utilizzato una chitarra molto particolare nel suono come nel design, realizzata su misura per lui da un liutaio e chiamata appropriatamente Cloud. Prince possedeva quattro diverse chitarre Cloud, anche se oggi a girare per i vari Hard Rock Café nel mondo se ne potrebbero contare di più: non vi fate abbindolare, si tratta di copie. Tre delle sue Cloud, distinguibili per il colore, sono state vendute a prezzi stratosferici dopo la sua morte avvenuta nel 2016. La Cloud gialla è stata acquistata per 225.000 dollari, la Cloud “Blue Angel” per 563.000 dollari, mentre la Cloud blu ha raggiunto la cifra di 700.000 dollari. Sign O’ the Times è la title track dell’album del 1987 di Prince, nel video eseguita dal vivo.
Nirvana, Smells Like Teen Spirit
Ancora una volta, parliamo di chitarre e di un personaggio iconico: in questo caso Kurt Cobain. La sua chitarra acustica Martin D-18E, utilizzata nell’MTV Unplugged del 1993 è stata venduta nel 2020 per 6 milioni di dollari, e si può dire che non era “stagionata” come gli strumenti di Dylan o Hendrix! Ma anche la chitarra elettrica Fender Mustang del 1969 che Cobain aveva utilizzato in Smells Like Teen Spirit ha fatto registrare una straordinaria vendita per 4 milioni e mezzo di dollari nel 2022. Smells Like Teen Spirit è il singolo estratto e la traccia di apertura di Nevermind, album dei Nirvana del 1991: uno dei brani di maggior successo della storia del rock.
Guns n’ Roses, Welcome to the Jungle
Il primo album dei Guns n’ Roses, Appetite for Destruction, uscì nel 1988. E si trattava di un gran bell’album rock, in un periodo in cui il rock schietto ed energetico sembrava non essere più mainstream. La band ha certamente il merito di aver dimostrato che il rock, anche negli anni Ottanta, era tutt’altro che morto, e che poteva rivendicare un posto di rilievo anche in quanto a vastità del pubblico che lo apprezzava. La chitarra Gibson Les Paul del 1959 Custom Shop utilizzata da Slash nel tour americano dei Guns n’ Roses del 2016 è stata recentemente venduta per 233.100 sterline a un’asta in Inghilterra. Welcome to the Jungle è la traccia di apertura di Appetite for Destruction.
Ramones, Blitzkrieg Bop
Ad agosto dell’anno scorso, la chitarra Mosrite Ventures II del 1965 utilizzata da Johnnie Ramone è stata venduta per 937.500 dollari. Johnnie Ramone l’aveva usata per una vita, tanto che è ben visibile nel video ufficiale di Blitzkrieg Bop, che propone una versione dal vivo del brano. Blitzkrieg Bop era originariamente il primo singolo pubblicato dai Ramones, poi incluso nel loro album di esordio Ramones del 1976. Molti considerano questo il primo album punk della storia, essendo uscito, in effetti, un anno prima di Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols.
Grateful Dead, Touch of Grey
Jerry Garcia è stato fondatore, chitarrista e cantante dei Grateful Dead: si può dire che in un certo senso ne era l’anima. La sua chitarra “Wolf” è stata acquistata nel 2009 per 1 milione e 900.000 dollari. L’aveva usata con i Grateful Dead fin dal 1973. I Grateful Dead sono stati pionieri delle jam band, dando ampio spazio alle improvvisazioni durante i loro live. La band era celebre anche per il “wall of sound”, un imponente impianto audio progettato appositamente per loro, e per l’incredibile fan base costituita dai cosiddetti “deadheads”. La band, fondata alla fine degli anni Sessanta, ha attraversato anche tutti gli anni Ottanta senza cedere a compromessi commerciali, prima dello scioglimento nel 1995, dopo la morte di Jerry Garcia. Addirittura, nel 1987 i Grateful Dead hanno pubblicato l’unico brano che si possa definire un successo commerciale: il video ufficiale di Touch of Grey, singolo estratto dall’album In the Dark, uscito appunto nel 1987, passava regolarmente su MTV in quegli anni.
Eric Clapton, Lay Down Sally
La carriera di Eric Clapton, dagli Yardbirds, a John Mayall & the Bluesbreakers, ai Cream, i Blind Faith e i Derek and the Dominos, prima della straordinaria fase da artista solista, ha attraversato una importante fetta della storia del rock dagli anni Sessanta a oggi. Non stupisce quindi trovare la sua chitarra acustica Martin D-45 del 1968 tra gli strumenti venduti a prezzi stratosferici: 625.000 dollari nel 2021. Ma ancora più interessante è la storia della sua chitarra elettrica, detta “Blackie”, acquistata nel 2004 per 959.500 dollari. Negli anni Settanta, Clapton passò dal suono della Gibson a quello della Fender Stratocaster. La ricerca timbrica del chitarrista però era talmente maniacale da non accontentarsi della Stratocaster così come era prodotta da Leo Fender. La Blackie è quindi il risultato di un riassemblaggio di tre diverse Stratocaster. La Blackie ha forgiato il sound di Eric Clapton in classici come Cocaine, I Shot the Sheriff, Wonderful Tonight. Nel 1985 venne messa da parte per alcuni problemi al manico. Nel video, la vediamo all’opera in una esecuzione live di Lay Down Sally nel 1985. Lay Down Sally è un brano contenuto in Slowhand, album del 1977. Nel concerto del video, al basso troviamo Donald “Duck” Dunn, già bassista, tra gli altri, della Blues Brothers Band.
Pink Floyd, Echoes Part 1
Per concludere, eccovi la storia di un’ennesima chitarra emblematica nella storia del rock. La Fender Stratocaster nera di David Gilmour è stata venduta per 3.975.000 dollari nel 2019. Poco prima della registrazione del famosissimo live a Pompei dei Pink Floyd nel 1971, Gilmour aveva appena comprato la sua cosiddetta “Black Strat” per pochi soldi, per sostituire la sua vecchia chitarra che gli era stata rubata. Nel video, un estratto dal documentario Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII uscito nel 1972. Qui i Pink Floyd eseguono Echoes Part 1.
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