I principali ostacoli alla diffusione di auto elettriche? Tasse alte per la ricarica e mancanza di incentivi per le flotte aziendali

La crisi energetica innescata dalla guerra in Iran ha fatto impennare i prezzi di benzina e diesel in Italia come nel resto d’Europa e come anche negli Stati Uniti (con buona pace di Donald Trump che quella guerra l’ha scatenata, insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu) e perfino in Cina, Paese che pure ha costruito una fitta rete di approvvigionamento differenziato di idrocarburi. Forse è presto per sbilanciarsi in previsioni su come ciò impatterà sul settore dei trasporti, però è vero che dall’inizio dell’anno un incremento delle vendite delle auto elettriche è già stato registrato a livello globale (+20% rispetto allo stesso periodo del 2025) e soprattutto in Europa (+30%), e le stime della International energy agency dicono che circa il 30% delle auto vendute a livello globale quest’anno sarà elettrico.
I problemi per un’elettrificazione del parco macchine però non mancano, soprattutto in Italia. La questione è stata affrontata in un convegno organizzato a Roma dal think tank italiano per il clima Ecco e da Vaielettrico. Gli esperti del settore hanno sottolineato che il nostro Paese deve fare i conti soprattutto con una ostacoli, affinché i veicoli elettrici possano godere di una maggiore diffusione (al 31 dicembre 2025 in Italia circolavano 365.091 auto elettriche con una quota di mercato pari al 6,2% mentre in Francia è pari al 19,6%, in Germania al 18,8% e nel Regno Unito addirittura al 22,8%). Quali sono i principali? Essenzialmente due: tasse troppo alte sulla corrente per ricaricare le auto e mancanza di incentivi per l’elettrificazione delle flotte aziendali.
Giusto per dare qualche dato che chiarisce la situazione in cui ci troviamo, l’analista di Ecco Caterina Molinari ha spiegato nel corso del convegno che una ricarica di auto elettrica in Italia può costare fino al 70% in più rispetto agli altri paesi europei, a causa del maggiore costo dell’elettricità nel nostro paese, ma anche ad una tassazione della corrente superiore a quella sui combustibili fossili, specialmente sulle colonnine pubbliche. «Un’auto elettrica, per percorrere 15.000 km in un anno, consuma 2.400 kilowattora - ha sottolineato – Un’auto a motore endotermico, per fare gli stessi km consuma 9.200 kilowattora, quattro volte tanto. Eppure, a causa della tassazione sull’elettricità per la ricarica, un automobilista che ricarica a casa risparmia appena il 30%. Ma uno che lo fa a una colonnina pubblica, risparmia solo il 3%».
Secondo quanto spiegato ancora dal think tank Ecco, l’altro grande ostacolo alla diffusione delle e-car in Italia è l’assenza di incentivi all’elettrificazione delle flotte aziendali, che rappresentano il 45% delle nuove immatricolazioni), Il comparto, è stato spiegato, riceve un flusso ingente di aiuti pubblici: si stima circa 14 miliardi euro annui tra detrazione dell’Iva, ammortamenti, agevolazioni sui carburanti, riduzioni del bollo e tassazione dei fringe benefit. Ma il problema è che questi aiuti non vengono legati alla riduzione delle emissioni, come avviene altrove in Europa. Di conseguenza, le aziende non sono incentivate a scegliere le e-car.
Altro elemento problematico connesso a tutto ciò è poi il fatto che la mancata elettrificazione delle flotte aziendali impedisce in seconda battuta la nascita di un mercato dei veicoli elettrici usati, che contribuirebbe a ridurre i costi di questi e ne favorirebbe la diffusione.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)