Il Betis torna in Champions League 20 anni dopo: le lacrime di Isco e la rinascita di Antony e Fornals, dentro l'impresa di Pellegrini
I biancoverdi di Siviglia centrano l'impresa che commuove Isco: il ritorno in Champions è realtà.
Tre fischi che segnano la fine di una partita e l'inizio della festa all'Estadio de la Cartuja: è tutto vero, il Betis torna in Champions League.
Non c'è spazio neanche per un attimo di silenzio, l'urlo che era in gola da vent'anni erompe in tutta la sua potenza. Tanto ha aspettato la Siviglia biancoverde per tornare a sentire quella musichetta che aveva udito solo una volta nella sua storia.
E lo fa in un momento a due volti per la città andalusa, con la metà biancorossa in una situazione di classifica diametralmente opposta che la vede lottare per non retrocedere proprio quando il grande ex Sergio Ramos con i suoi soci raggiunge l'accordo per l'acquisto del club.
La vittoria contro l'Elche ha messo il sigillo su un'impresa che all'inizio della stagione sembrava quasi un'utopia e che ora invece comprende un popolo intero. E pure i ragazzi di Manuel Pellegrini, che questo capolavoro hanno contribuito a realizzarlo.
LA SVOLTA DEL QUINTO POSTO E IL SOGNO SI REALIZZA
Partiamo proprio dalla fine, dai novanta minuti contro l'Elche a la Cartuja, casa temporanea del Betis con il Benito Villamarín in corso di ristrutturazione.
Proprio mentre la partita si avviava al secondo tempo era arrivato l'assist inatteso: il ko casalingo del Celta Vigo. I galiziani, sesti e unici inseguitori dei biancoverdi, erano stati sconfitti 2-3 dal Levante. Tradotto: una vittoria per la squadra di Pellegrini avrebbe significato blindare il quinto posto, che in virtù del ranking UEFA per la Spagna solo pochi giorni fa è diventato ufficialmente lo slot extra per la qualificazione alla Champions League.
Un'occasione troppo ghiotta per il Betis, che al termine del primo tempo però era 1-1, con Héctor Fort che aveva risposto all'iniziale vantaggio di Cucho Hernandez. A rimettere le cose a posto ci ha pensato Pablo Fornals con una magia: respinta della difesa su un calcio d'angolo, lo spagnolo raccoglie il pallone fuori area e lo insacca sotto l'incrocio dei pali. E' il 68', da lì inizia una religiosa attesa del triplice fischio. Il resto è storia. I punti diventano 57, sette in più del Celta Vigo a due giornate dal termine de LaLiga: la sublimazione di un percorso difficile ma virtuoso, se si pensa che da febbraio in poi il Real Betis non ha più abbandonato il quinto posto, diventato d'oro grazie ai regolamenti UEFA.
LE LACRIME DI ISCO
Il Betis tornerà dunque a giocare una partita di Champions League 21 anni dopo la sua ultima e unica volta, nel 2005/06 quando uscì da terzo in un gruppo con il Liverpool Campione d'Europa in carica dopo la vittoria sul Milan a Istanbul e con il Chelsea di José Mourinho, poi vincitore della Premier League.
Vent'anni sono passati da quell'annata con leggende del club come Joaquin. Ma per capire cosa significhi per il mondo biancoverde questa qualificazione basta vedere la commozione negli occhi di chi ha lottato per tutta l'annata. E pure di chi per colpa degli infortuni il suo supporto l'ha potuto dare quasi esclusivamente da fuori.
Le immagini di Isco in questo senso sono la copertina dell'impresa. Il 34enne in campo si è visto poco, tornato solo a fine aprile e per spezzoni dopo la frattura del perone e i seguenti problemi alla caviglia. Lui che la Champions League l'ha vinta cinque volte con il Real Madrid è risultato tra i più commossi della serata: le sue lacrime, immortalate dalle tv e pubblicate dal club, dicono molto su cosa rappresenti questo trionfo. D'altronde dopo l'esperienza al Siviglia sembrava tutto finito per Isco, che invece al Betis ha trovato una nuova casa e una seconda giovinezza diventando un nuovo beniamino e raccogliendo metaforicamente l'eredità di Joaquin, in attesa di tornare a giocare nella massima competizione UEFA.
IL VIDEO CON LE LACRIME DI ISCO
LA RINASCITA DI ANTONY E FORNALS
Isco è il volto in copertina, ma non l'unico della stagione del Betis. C'è il capolavoro di un allenatore come Manuel Pellegrini, che a settembre compirà 73 anni ma ha ancora la forza e le idee per organizzare una realtà in grado di stupire. La mano del cileno c'è e si vede, perché nel 4-2-3-1 fluido su cui ha impostato la squadra è riuscito a esaltare le caratteristiche di tutti i suoi gioielli.
Prendete Antony, cacciato dal Manchester United dove era considerato uno dei più grandi flop di mercato di sempre visto i quasi 100 milioni di euro investiti per strapparlo all'Ajax. Il Betis gli ha dato una chance nella seconda metà della scorsa stagione, Pellegrini ha spinto per trattenerlo ed è riuscito ottenerlo. Una fiducia ripagata in pieno, perché il brasiliano è tornato a brillare: efficace nei dribbling e decisivo sotto porta, 8 goal e 6 assist solo in campionato.
Rinato Antony, consacrato Cucho Hernandez che un anno e mezzo fa era stato riportato in Europa dopo l'esperienza a stelle e strisce nel Columbus Crew (11 goal ne Laliga), così come Abde Ezzalzouli, arrivato a 9 goal in campionato (e altri 5 tra Europa League e Coppa del Re). E rilanciato anche il difensore Natan, che al Napoli non aveva avuto grande fortuna.
E poi c'è Pablo Fornals, uno che fin da giovane aveva addosso l'etichetta del predestinato e che non è riuscito a mantenere del tutto le aspettative tra Malaga, Villarreal e West Ham. Da quando è arrivato al Betis, a febbraio del 2024, ha preso per mano la squadra ma mai come quest'anno è stato decisivo negli ultimi trenta metri. Sono 8 i goal realizzati in questo campionato dal classe 1996, mai ne aveva realizzati così tanti in una singola stagione ne LaLiga, ai quali si aggiungono anche 6 assist. Qualche goal meno pesante, qualcun altro che resterà nella storia del club: quello all'Elche sarà per tanti indimenticabile e proietta Fornals di diritto nell'Olimpo biancoverde. "Se Dio vuole, giocherò in Champions per la prima volta con questo club, al quale sarò sempre grato perché mi ha salvato da momenti bui" ha raccontato a DAZN al termine del match lo stesso Fornals. Che ora sogna anche in chiave Mondiali: grazie al Betis ha ritrovato la convocazione dopo anni di assenza, ora tanti tifosi chiedono che la Spagna gli riservi un posto sull'aereo per l'America. Pensieri di domani, ora c'è un'impresa da godersi: è lui la stella in una notte da sogno per Siviglia. O almeno, per la parte biancoverde della città.
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