Il circolo Pd non paga il canone per 19 anni, scatta lo sfratto: «Soldi sottratti alle case popolari»

Per diciannove anni avrebbe occupato un immobile pubblico versando poco o nulla del canone dovuto. Ora per il circolo “Fratelli Cervi” del Partito democratico di Taranto arriva il conto: l’Arca Puglia ha avviato la procedura di sfratto, dopo aver contestato una morosità accumulata nell’arco di quasi due decenni.
Secondo l’Agenzia regionale per la Casa, il circolo avrebbe lasciato insoluti circa 12 mila euro di canoni, pagando soltanto gli ultimi mesi. Una vicenda destinata ad alimentare lo scontro politico, anche perché quelle risorse erano destinate alla gestione del patrimonio dell’edilizia popolare.
L’Arca Puglia, l’Agenzia regionale per la Casa e l’Abitare che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ha infatti avviato le procedure di sfratto nei confronti del circolo “Fratelli Cervi” del Pd, con sede in un locale di proprietà dell’ente in via Ancona 307, nel quartiere Italia-Montegranaro. Dopo la messa in mora, è stata fissata anche un’udienza davanti al Tribunale di Taranto.
«Per 19 anni non hanno pagato l’affitto»
Secondo quanto emerso dalle verifiche dell’Arca, il circolo avrebbe omesso il pagamento del canone mensile di 50 euro per ben diciannove anni. Il debito accumulato ammonterebbe a circa 12 mila euro. Sarebbero stati saldati soltanto gli ultimi mesi di affitto, mentre resterebbero insoluti tutti gli arretrati. Oltre ad avviare lo sfratto, l’Agenzia ha deciso di impedire il rinnovo automatico del contratto, in scadenza nel 2027. Anche se il procedimento di rilascio dovesse concludersi prima, l’immobile non sarà comunque nuovamente assegnato al circolo.
Vietri (FdI): «Risorse sottratte alle case popolari»
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, che ha presentato un accesso agli atti. «Il Partito Democratico governa la Regione Puglia da oltre vent’anni e da diciannove anni il circolo “Fratelli Cervi” non paga il canone di locazione di un immobile pubblico», attacca Vietri.
Secondo l’esponente di FdI, quei canoni avrebbero dovuto finanziare la manutenzione degli alloggi popolari. «Si tratta di risorse che l’Arca avrebbe potuto destinare agli appartamenti dell’edilizia residenziale pubblica, molti dei quali versano in condizioni disastrose. Quel locale poteva essere assegnato ad associazioni del terzo settore, cooperative sociali o imprese artigiane, invece è rimasto nelle mani di chi dovrebbe dare l’esempio» Da qui l’affondo politico. «È la doppia morale della sinistra: aumenta Irpef e Tari ai pugliesi, chiede ai cittadini di pagare tutto, ma poi sarebbe la prima a non rispettare gli obblighi».
La versione del Pd: «Dal 2025 l’attuale gestione paga regolarmente»
Il Partito democratico di Taranto respinge però le accuse e distingue nettamente la gestione attuale da quella precedente. Il segretario cittadino Giuseppe Tursi precisa che oggi il canone di locazione, gli oneri condominiali e le utenze vengono regolarmente pagati. Quanto alle eventuali morosità pregresse, aggiunge che saranno oggetto di verifiche e che il partito sta collaborando con gli uffici competenti «per definire e sanare ogni eventuale pendenza». Il Pd accusa inoltre Fratelli d’Italia di voler trasformare la vicenda in una polemica politica, ribadendo di voler operare «con trasparenza, responsabilità e nel pieno rispetto delle regole».
Il circolo: «Siamo rinati un anno fa e abbiamo ristrutturato i locali»
Anche il circolo “Fratelli Cervi” interviene direttamente. Il segretario Giovanni Schiavone ricorda che il circolo si è ricostituito nell’aprile 2025 negli stessi locali di via Ancona, che sarebbero stati ristrutturati a spese degli iscritti. Da quel momento, sostiene il circolo, affitto, spese condominiali e utenze sarebbero sempre stati regolarmente pagati. Per questo motivo il Pd locale definisce «errate» le dichiarazioni del consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Di tutti gli anni antecedenti, fino all’aprile 2025, Schiavone non fa alcun cenno.
Resta ora da vedere quale sarà l’esito del procedimento di sfratto avviato dall’Arca e come verrà definita la posizione relativa agli arretrati contestati dall’Agenzia.
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