Il confratello: «Nel magistero di Prevost la ricerca della verità che unisce»

Maggio 08, 2026 - 16:11
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Il confratello: «Nel magistero di Prevost la ricerca della verità che unisce»
Padre Falcone e l'allora Priore generale Robert Francis Prevost

«Sono un figlio di Sant’Agostino», aveva detto il Papa esattamente un anno fa, affacciandosi per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni, poco dopo essere stato eletto al Soglio di Pietro. «La sua impronta agostiniana non è mai mancata in questi 12 mesi – spiega padre Michele Falcone, confratello di Leone XIV e suo amico personale -. Speravamo nella sua elezione, ma quando è arrivata la notizia è stata per tutti noi un’emozione grandissima», continua il religioso, impegnato nella Pastorale giovanile della parrocchia-santuario di Santa Rita a Milano.  

Quando ha conosciuto il Papa?
A Roma, durante la mia formazione: in questo clima è cresciuta la nostra amicizia. Quando sono stato ordinato sacerdote, nel 2007, lui era presente e ricordo che mi ha aiutato a indossare i paramenti.

Il motto scelto da Leone XIV – In Illo uno unum, “Nell’unico Cristo siamo uno” – riprende le parole di Sant’Agostino nel sermone Esposizione sul Salmo 127 e testimonia quanto sia forte il portato di Agostino nella vita del Pontefice…
Certamente il motto spiega bene come noi agostiniani abbiamo il carisma di unire, di mettere insieme, per così dire, persone che magari apparentemente non hanno nulla in comune. E questo perché tutti camminiamo verso Gesù Cristo. La spiritualità agostiniana si basa su due concetti fondamentali: la verità di Cristo e la carità gli uni verso gli altri nel contesto dell’unità per cui occorre lavorare perché, tra gli uomini, non nasce automaticamente.  

Rispondendo all’ultimo attacco del presidente americano Trump, il Santo Padre ha appunto detto: «Se mi si attacca si dica almeno la verità»…
Questo della verità è un concetto che gli è molto caro, perché è la verità del Vangelo. Anche quando era Superiore del nostro Ordine, di fronte a tensioni anche interne che sono inevitabili, ha sempre avuto a cuore il bene comune, che cresce nella verità dei rapporti. Ciò ha costantemente contraddistinto il suo operato, segnato dall’ascolto, in ogni momento. La capacità di ascoltare, una caratteristica che tutti notano subito in lui, nasce a mio modo di vedere proprio dalla ricerca della verità che unisce.

Ancora padre Falcone con il suo Superiore Prevost

Il riferimento alla pace è uno dei cardini del magistero di Robert Francis Prevost. Lo era anche prima di diventare Papa, quando lo ha conosciuto come Superiore e formatore dei giovani? 
Sì. Quando ero studente, per esempio, ricordo di essere stato personalmente testimone dell’azione pacificatrice dell’allora priore generale Prevost. In occasione della peregrinazione delle ossa di Sant’Agostino a Roma, si erano venuti a creare problemi con un porporato molto famoso. Ci fu una celebrazione che segnò la riappacificazione tra l’Ordine e questo Cardinale, grazie proprio all’azione del Priore generale.

Il 20 giugno il Papa sarà a Pavia per Sant’Agostino e a Sant’Angelo Lodigiano per rendere omaggio a Santa Francesca Cabrini, il cui destino di missionaria si intrecciò strettamente con gli Stati Uniti e che morì a Chicago, città natale del Pontefice. Come voi agostiniani vi state preparando all’incontro a Pavia, dove sono conservate le spoglie di Agostino?
È un momento per noi molto significativo, che attendiamo con gioia, perché ci ritroveremo intorno al nostro Santo ispiratore nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove il suo corpo riposa nella monumentale Arca, una preziosa struttura in marmo del 1362. Lì il Papa incontrerà la comunità agostiniana e i Vescovi lombardi, presiedendo poi una celebrazione della Parola. Inoltre si stanno preparando alcuni percorsi agostiniani che attraverseranno anche il territorio della Diocesi di Milano. Una delle proposte significative riguarda tre cammini che intrecciano luoghi e memorie agostiniane. Due di questi – con ampi tratti nella Diocesi – hanno come polo il sacello che, a Pavia, conserva le spoglie del Santo.  Il terzo, interamente all’interno della città di Milano, conduce invece al battistero ipogeo del Duomo di Milano, dove Agostino fu battezzato da Ambrogio.

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