Il dio del massacro è digitale
AGI - Un uomo affascinante e una donna attraente siedono intrecciando gli sguardi al tavolo di un ristorante esclusivo. Agli occhi di tutti gli altri clienti del locale, mentre discorrono a bassa voce sorseggiando del vino di marca avvolti da un sottofondo di musica jazz, sembrano i fortunati protagonisti di un incontro galante. Invece, il capriccioso dio della fiction ha riservato loro in sorte ben altro: essere al centro di un thriller psicologico di Piergiorgio Pulixi, ‘L’appuntamento’, appena ripubblicato da Sem dopo la prima edizione targata E/O del 2014.
Gli spietati
E’ la stessa ‘bandella’ del libro a suggerire un collegamento di questo testo con la produzione di Yasmina Reza, in particolare con il suo capolavoro ‘Il dio del massacro’, divenuto al cinema ‘Carnage’, e viene subito da chiedersi - vista la grandezza dell’autrice – se ‘L’appuntamento’ possa realmente reggere un simile confronto. Ma il vincitore del Premio Scerbanenco 2019 ha davvero fatto un lavoro egregio: il dialogo, asciutto e preciso, diventa esso stesso azione, spingendo il lettore a voltare una pagina dopo l’altra quasi senza accorgersene. Fino a rendersi conto che, se Pulixi ricorda Reza nella forma, ne differisce nella sostanza.
Forma e sostanza
Lo spazio chiuso (molto teatrale), la progressiva disgregazione dell’identità, la ferocia nascosta sotto le buone maniere accomunano in effetti le scelte strutturali e di contenuto dei due autori. Senza che ci vengano descritte, vediamo le espressioni dei due protagonisti attraverso le parole che pronunciano, restando come loro sorpresi, turbati e infine sconvolti dall’andamento della trama. Ma mentre - ecco la sostanza - i personaggi di Reza sono persone comuni in cui ci immedesimiamo in pieno, in quanto mosse da motivazioni tutto sommato condivisibili in termini di difetti, nevrosi e piccoli egoismi, quelli di Pulixi - nonostante il suo sostanziale minimalismo - sono senza dubbio straordinari. Spinti da motivazioni estreme come il ricatto, la rovina totale dell’altro, la perversione del controllo e la vendetta, rendono più arduo al lettore il processo di identificazione, restituendo però in cambio il brivido dell’abisso. E’ la vulnerabilità della vittima che sentiamo vicina, il terrore che proveremmo a nostra volta di fronte alla spropositata minaccia del male che la parola scritta sa evocare. Così quel che Pulixi perde spezzando quel ‘patto di realtà’ che tiene chi legge agganciato empaticamente, lo riguadagna offrendogli un meccanismo di tensione che non teme di arrivare al limite estremo di provocare addirittura disgusto.
Il lato oscuro della rivoluzione digitale
Pulixi pubblicò per la prima volta questo libro nel 2014, quando la diffusione degli smartphone e dei social media non aveva ancora ridefinito le nostre esistenze. Eppure aveva già intuito che il vero potere non si sarebbe più esercitato con l’uso della forza, ma attraverso il controllo dei dati digitali, divenuti specchio delle nostre vere fragilità. Il manipolatore della storia non necessita di armi per obbligare la vittima a sottomettersi, gli basta raccogliere, incrociare e analizzare le tracce che ha lasciato online per mapparne la mente e usarne i punti deboli. ‘L’appuntamento’ ci mostra come la tecnologia non serva solo a spiarci, ma a prevedere e poi guidare il nostro comportamento, trasformando le scelte compiute ogni giorno in informazioni da usare contro di noi.
Il libero arbitrio
L'individuo contemporaneo, sembra insomma dirci Pulixi (che sul tema è tornato, con variazioni, anche in libri come ‘Lo stupore della notte’ e ‘Un colpo al cuore’), si crede libero, ma è intrappolato in un sistema invisibile che vede e registra ogni cosa, rendendolo vulnerabile al ricatto e alle frodi informatiche. Con oltre un decennio di anticipo rispetto agli attuali dibattiti sugli algoritmi e sul capitalismo di sorveglianza, ‘L’appuntamento’ prefigura un mondo in cui la nostra identità digitale sarebbe diventata il bene più prezioso e, al tempo stesso, la principale minaccia al nostro libero arbitrio. L’ultima pagina si chiude con un brivido diverso da quelli provati durante la lettura. Perché non riguarda il libro, ma la realtà.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)