Il docufilm su Liliana Cosi arriva al Mic
AGI - “Questo film è stato un percorso complesso, ma serviva per completare una passione della mia vita: la danza. Avevo bisogno di mettere un punto su ciò che questa disciplina mi ha dato e l’ho trovato in Liliana Cosi, una donna che mi ha aperto un mondo sulla danza non solo come espressione, ma come forma di vita”. Così la regista Camilla Ferranti in un’intervista all’AGI ha presentato il docufilm “Antidiva”, a margine dell’evento nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
L’opera, dedicata all’étoile Liliana Cosi, è stata l’occasione per riflettere sul ruolo della danza come “avamposto culturale”. “Devo ringraziare il consigliere Mvula Sungani per la proposta di presentare questo film come mezzo culturale”, ha spiegato Ferranti.
Il valore sociale della danza
“La danza può dare un grande contributo sociale ai ragazzi: è un discorso di unione, disciplina e rispetto. Nelle province più piccole, dove spesso esistono solo la scuola di calcio o di danza, quest’ultima permette ai giovani di ricrearsi un’identità extra-scolastica e di trovare guide valide capaci di scoprire talenti e aprire possibilità differenti”.
L’esempio di Liliana Cosi
Secondo la regista, la figura di Liliana Cosi è l’emblema di questa missione: “Lei ha sempre voluto che la danza non rimanesse chiusa in un teatro, ma che fosse aperta a tutti, anche a chi nelle province non aveva la possibilità di vedere i grandi spettacoli, rendendola fruibile e maneggevole per chiunque”.
Il sostegno delle istituzioni
Interpellata sulla rinnovata attenzione istituzionale verso il settore, Ferranti ha confermato una netta inversione di tendenza: “Il Ministero ha dato un importante contributo ultimamente. La danza è stata spesso considerata la ‘Cenerentola dell’arte’, ma ultimamente sta ritrovando una nuova primavera, tangibile anche dall’aumento delle iscrizioni nelle scuole. È importante che, con un linguaggio moderno, la danza esca da quel sistema teatrale un po’ ‘infiocchettato’ affinché il bello arrivi a tutti”.
Il piano Olivetti
L’evento si inserisce nel quadro del “Piano Olivetti”, volto a valorizzare le scuole di danza come presidi di inclusione e coesione sul territorio nazionale.
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