L’UE lancia l’Iniziativa per la resilienza sanitaria globale: parola chiave ‘cooperazione’
Bruxelles – “La salute globale non è immune alla concorrenza, alle politiche di potere coercitive e alla manipolazione delle informazioni. La recente epidemia di Hantavirus ci ricorda perché abbiamo bisogno di maggiore cooperazione internazionale, non di minore”. Kaja Kallas, Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, ha commentato così l’Iniziativa per la resilienza sanitaria globale (Global Health Resilience Initiative), adottata oggi (13 maggio) dal’esecutivo europeo. “Mentre alcuni si allontanano dalle organizzazioni multilaterali che tutelano la salute mondiale, l’UE sta intensificando il proprio sostegno“, ha aggiunto Kallas.
Anche Jozef Síkela, il commissario europeo per i Partenariati internazionali, ha accennato agli ultimi sviluppi dell’Hantavirus: “Ci ha ricordato la nostra vulnerabilità in materia di salute. Ricordiamo tutti l’impatto del COVID-19 sulle nostre vite. La frequenza e l’intensità delle epidemie stanno aumentando“. L’Iniziativa per la resilienza sanitaria globale, quindi, è “la risposta europea a tre dure verità: le minacce sanitarie non rispettano i confini, essere preparati ripaga e la dipendenza è davvero pericolosa”, ha detto Síkela in conferenza stampa.
Nonostante l’aspettativa di vita globale sia aumentata di oltre cinque anni, il tasso di mortalità infantile si sia dimezzato e la mortalità materna sia diminuita del 40 per cento tra il 2000 e il 2023, negli ultimi anni questi progressi hanno subito un rallentamento e sono insufficienti per raggiungere gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 dell’ONU. L’Iniziativa, spiega la Commissione, vuole rendere l’Unione europea un attore chiave nel settore della salute globale, potenziando la prevenzione, la preparazione e la risposta a livello mondiale alle future minacce sanitarie. Il piano definisce il quadro operativo per le azioni dell’UE, per migliorare le risposte europee.
L’Iniziativa si articola su cinque settori che Palazzo Berlaymont considera prioritari. Al primo posto c’è la volontà di “promuovere un’architettura sanitaria globale più efficace e meno frammentata”, necessaria “per affrontare le sfide attuali, comprese le lacune di finanziamento”. Gli aiuti allo sviluppo destinati alla sanità, infatti, sono diminuiti del 21 per cento tra il 2024 e il 2025, passando da circa 45,8 a 36,1 miliardi di euro, con ulteriori cali previsti fino al 2030. ”L’UE ha già stanziato più di 6 miliardi di euro per investimenti nel settore sanitario nell’ambito dello strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (Global Europe) – ha detto Síkela -. Serve, però, una coordinazione maggiore: ci sono troppi attori e troppi ruoli che si sovrappongono”.
Un altro pilastro della strategia europea è cercare di ottenere sistemi sanitari resilienti e guidati dai Paesi stessi. Secondo la Commissione, “sistemi sanitari nazionali forti sono la spina dorsale della resilienza: gli Stati in grado di finanziare, gestire e fornire i propri servizi sanitari essenziali sono, infatti, attrezzati per rispondere alle crisi, proteggere le loro popolazioni e mantenere la continuità dell’assistenza durante gli shock”. L’UE, quindi, dovrebbe sostenere la transizione dei Paesi partner verso l’autonomia sanitaria con investimenti concreti e la condivisione di competenze.
Inoltre, l’Unione si impegna a rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta a livello internazionale alle minacce e alle crisi sanitarie globali. Per farlo, “garantirà una maggiore disponibilità di contromisure mediche, tra cui terapie, vaccini e strumenti diagnostici”, ha spiegato Síkela. L’UE sosterrà un sistema di monitoraggio globale della salute per mappare la spesa sanitaria globale – tra gli obiettivi c’è anche diversificare le catene di approvvigionamento globali e la produzione di prodotti sanitari chiave – e punta ad accelerare “l’impiego degli strumenti di investimento dell’UE”, come l’iniziativa Team Europe sulla produzione e l’accesso a vaccini, medicinali e tecnologie sanitarie. Infine, l’UE si propone di “rafforzare la resilienza sociale promuovendo la fiducia nella scienza e contrastando la disinformazione e le informazioni errate in materia di salute”.
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