Il fondatore di Moon Studios sulla crisi Xbox: “Hanno protetto il passato invece di costruire il futuro”

17 Giugno 2026 - 14:49
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Il fondatore di Moon Studios sulla crisi Xbox: “Hanno protetto il passato invece di costruire il futuro”

Il fondatore di Moon Studios sulla crisi Xbox

Mentre Xbox attraversa uno dei momenti più complicati della sua storia recente, con voci di chiusure imminenti per studi storici come Ninja Theory, Compulsion Games e Double Fine, arriva la voce di chi quella casa l'ha conosciuta da vicino senza mai dipendere completamente da essa. Thomas Mahler, fondatore di Moon Studios e autore della serie Ori, ha deciso di mettere per scritto la sua lettura della situazione, e il quadro che ne emerge è quello di un'azienda che per anni ha scommesso sulle proprie certezze invece che sul proprio futuro.

Moon Studios aveva pubblicato entrambi i giochi di Ori sotto l'ombrello di Xbox Game Studios, ma ha sempre mantenuto la propria indipendenza, scegliendo di non legarsi mai del tutto al colosso di Redmond. Una distanza che oggi permette a Mahler di parlare con la franchezza di chi non ha più nulla da perdere in quel rapporto. La sua tesi è semplice e diretta: il declino di Xbox non è iniziato ieri, ma anni fa, nel momento in cui l'azienda ha scelto di blindare le proprie IP storiche invece di investire seriamente sulla prossima generazione di creativi.

Moon Studios parla dei problemi attuali di XBOX

"Anche quando stavamo facendo Ori insieme a loro, era evidente che tutta l'attenzione restava su Halo, Gears e Forza", scrive Mahler, "anche se l'entusiasmo dei giocatori per quei franchise si era già raffreddato parecchio da quando Bungie ed Epic se ne erano andate per la loro strada. I capitoli più recenti non sono mai riusciti a riprodurre l'impatto culturale che quelle serie avevano avuto un tempo." Secondo lui, è proprio qui che sta il problema: serie come Ori avrebbero potuto essere il ponte verso una nuova generazione di giocatori, capace di crescere insieme al brand e diventarne fan a vita.

Microsoft, però, ha continuato a guardare indietro.

Non che il problema sia la mancanza di materiale su cui lavorare, anzi. Mahler riconosce che Microsoft possiede un catalogo di proprietà intellettuali che qualsiasi publisher al mondo invidierebbe. Il punto, dice, è che un grande gioco non nasce da un brand sulla carta, ma da persone che amano davvero il medium e capiscono cosa vuole il loro pubblico. E qui arriva forse la parte più dura del suo intervento: la nostalgia, da sola, fa girare la testa alla gente per un secondo, ma poi serve qualcosa che la mantenga lì.

"Devi ancora consegnare il prodotto. Devi ancora fare giochi che facciano letteralmente venire l'acquolina in bocca ai giocatori", scrive. E per arrivarci, secondo Mahler, Xbox dovrebbe smettere di affidarsi solo ai nomi noti e iniziare a scovare, dentro il proprio stesso ecosistema, i propri Miyamoto, i propri Sakurai: le persone che parlano davvero la lingua dei giocatori. Trovarle, certo, ma soprattutto proteggerle, finanziarle e lasciarle lavorare senza il fiato sul collo.

Moon Studios parla dei problemi attuali di XBOX

Se fosse lui a decidere, conclude Mahler, "snellirebbe" la struttura di Xbox e proverebbe a far rinascere quella passione per il gioco che secondo lui si è persa da tempo dietro le strategie aziendali. La sua chiusura è quasi un monito più che una critica: "Xbox è ancora seduta su una miniera d'oro. Le manca solo chi sappia davvero estrarlo."

Le sue parole arrivano in un momento in cui questa riflessione sembra trovare conferma nei fatti. Sotto la guida della nuova CEO Asha Sharma, Xbox sta attraversando un "reset" che, secondo le indiscrezioni più recenti, porterà tagli al personale e alla chiusura di alcuni studi storici del proprio roster first-party. Che quegli studi riescano a rendersi indipendenti o vengano semplicemente smantellati, resta da vedere. Ma il fatto che un autore come Mahler, con anni di rapporti diretti con Xbox alle spalle, dica di non essere affatto sorpreso da quello che sta succedendo oggi, dice molto su quanto a lungo questi segnali fossero già visibili da dentro.

L'articolo Il fondatore di Moon Studios sulla crisi Xbox: “Hanno protetto il passato invece di costruire il futuro” proviene da GameSource.

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