Il governo dà via libera a 14 impianti di rinnovabili per 530 MW finora bloccati per dissidi tra Mase e Mic

Il governo ha sbloccato le autorizzazioni per 14 impianti di rinnovabili in Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna, per 530 megawatt complessivi, che finora erano stati bloccati a causa di pareri discordanti fra il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e le Soprintendenze del ministero della Cultura. La decisione è stata presa all’ultimo Consiglio dei ministri e, come si legge nel relativo comunicato diffuso da Palazzo Chigi, al centro dell’operazione, se si considerano anche le strutture di stoccaggio energetico ci sono «quattordici procedimenti di valutazione di impatto ambientale, relativi a progetti di impianti eolici e agrivoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, per una potenza complessiva di circa 635,0632 MW, di cui 405,305 MW per la Regione Puglia, 117,332 MW per la Regione Lazio e 112,4262 MW per la Regione autonoma della Sardegna».
Leggendo nel dettaglio, sette impianti sono in Puglia: parco fotovoltaico "Apricena 02" da 25,67 Megawatt, con annesso impianto di accumulo energetico della potenza di 50 Mw nei comuni di Apricena (Foggia), e San Paolo di Civitate (Foggia); impianto agrivoltaico "Deliceto Hv" da 63,78 MW, nei comuni di Bovino (Foggia), Castelluccio dei Sauri (Foggia) e Deliceto (Foggia); parco eolico "Borgo Fonte Rosa 2", da 10 aerogeneratori e 47 MW, nel comune di Manfredonia (Foggia); parco eolico da 10 aerogeneratori e potenza complessiva di 60 Mw, nei comuni di Cerignola (Foggia) e Ascoli Satriano (Foggia); impianto agrivoltaico da 28,1 Mw nel comune di Manfredonia (Foggia), in località "Borgo Fonte Rosa" e "Macchia Rotonda"; impianto agro-fotovoltaico "Cer01" da 44,715 MW, nel comune di Cerignola (Foggia); impianto agrivoltaico "Asc05" da 55,40 MW nei comuni di Ascoli Satriano (Foggia), Cerignola (Foggia) e Melfi (Potenza), in località Perillo-Posta Carrera-Gubito.
Un impianto fotovoltaico è fra le regioni Puglia e Basilicata, nel comune di Spinazzola (Barletta Andria Trani), da collegare alla stazione elettrica di smistamento nel comune di Genzano di Lucania (Potenza).
Tre impianti sono nel Lazio: impianto agrivoltaico da 25,3 MW in Roma Capitale; impianto agrivoltaico "Ardea 26" da 14,032 MW nel Comune di Ardea (Roma), in località "La Fossa"; impianto eolico "Parco Eolico Energia Viterbo", da 13 aerogeneratori e potenza complessiva di 78 MW, nei comuni di Montefiascone (Viterbo) e Viterbo.
Gli ultimi 3 impianti riguardano la Sardegna: impianto eolico "Boreas" da 60 MW, nei comuni di Jerzu (Nuoro) e Ulassai (Nuoro); impianto fotovoltaico "Cacip_25" nel comune di Uta (Cagliari), in località Macchiareddu; impianto agrivoltaico solare "Serramanna 2" da 27,1362 MW, nel comune di Serramanna (Sud Sardegna).
Il via libera del governo, soprattutto dopo mesi di dissidi tra il ministero dell’Ambiente e quello della Cultura, non può che essere salutato con soddisfazione. Non bisogna però dimenticare che siamo sempre un Paese che viaggia a una velocità che è la metà di quella che sarebbe necessaria: guardando al quadro dei primi quattro mesi dell’anno, viene evidenziato un avanzamento ancora troppo lento, considerato che tra gennaio e aprile sono stati installati complessivamente 2.400 MW di nuova capacità rinnovabile, che proiettati sull’intero 2026 porterebbero a circa 7,2 GW. Più o meno la metà dei 15 GW annui che rappresentano ormai la soglia minima per rimettere l’Italia su una traiettoria coerente col Piano nazionale integrato energia e clima.
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