Il libdem Marattin: “Se i due poli abbandonano Vannacci di qua e M5s-Avs di là dialoghiamo con tutti”

01 Agosto 2026 - 07:50
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La marea umana che dal Marocco si riversa a nuoto a Ceuta, gli scontri, i morti, le polemiche sulle regole europee sull’immigrazione, l’Italia che sospende l’accordo di Schengen con la Spagna, la propaganda che tenta la destra, il silenzio che tenta la sinistra: le immagini drammatiche delle migliaia di migranti parlano anche di una difficoltà parallela ai due poli di affrontare un argomento divisivo. Chi è fuori dai due schieramenti, come Luigi Marattin, leader dei Libdem e co-protagonista con Azione di Carlo Calenda e Spazio Pubblico di Pina Picierno del viaggio verso un nuovo centro riformista e liberale, dice che “in questo caso, più che a un problema di immigrazione, siamo di fronte a un ricatto di alcuni paesi”. Ricatto? “Quando tu hai, da un giorno all’altro, decine di migliaia di persone che si buttano in mare per arrivare all’exclave spagnola in terra marocchina, è un qualcosa che non sarebbe mai potuto avvenire senza l’avallo del Marocco. E purtroppo queste sono manifestazioni di debolezza dell’Europa – lo vedemmo a Est anche con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan. E il ricatto fatto alla Ue è, detto in maniera brutale: o mi dai i soldi o ti faccio arrivare sulle tue coste migliaia di persone. Solo che l’Europa non si può permettere di cedere a una simile provocazione, vale per la Turchia come per il Marocco. Sui suoi confini l’Europa non deve arretrare: i confini devono essere difesi sempre e comunque, non si può trattare su questo. Questo per quanto riguarda Ceuta, per il resto sul tema dell’immigrazione ci sarebbe molto altro da dire”. Diciamolo.

“Il nuovo regolamento europeo sui migranti va nella direzione giusta. I famosi centri in Albania erano una sorta di fuga in avanti italiana, però trovo condivisibile l’idea di creare dei centri extraterritoriali europei dove i migranti possano essere selezionati in base alle richieste – di asilo politico o di altro tipo – ma noi pensiamo che in questi centri debbano essere anche formati: devono studiare l’italiano e l’educazione civica, e apprendere un lavoro. Non si può dire: venite venite e poi vada come vada”. Questo modello di gestione, dice Marattin, “ha funzionato per anni negli Stati Uniti: si raccoglievano le persone in alcuni luoghi, le si selezionava in base al tipo di domanda di asilo e li si formava. La formazione a monte è importante: le nostre aziende hanno bisogno di manodopera e un’immigrazione che corre lungo canali regolari sarebbe benvenuta”. A destra e a sinistra non si parla di questo, però: c’è chi la spara grossa e chi si rifugia, anche di fronte alla marea umana di Ceuta, in argomenti più rassicuranti. “La destra ha paura della concorrenza di Vannacci e prova ad alzare i toni; la sinistra ha tradizionalmente un nervo scoperto su questo: buona parte del campo largo non è sulla linea del contenimento dell’immigrazione, quanto piuttosto su quella del ‘venite, siamo tutti fratelli’”. Voi che siete in mezzo che cosa dite? “Noi facciamo un ragionamento di contenuto, non avendo paura di scontentare nessuno”. Oggi avete scelto di restare testardamente al centro e dite: di qua e di là ci sono due “bipopulismi” di diverso segno ma di uguale grado di demagogia. Ma se i due poli lasciassero le ali estreme al loro destino, sareste pronti a dialogare? E con chi? “Parlo per i Libdem, visto che con Calenda e Picierno dobbiamo ancora verificare le condizioni di una governance comune. E per i Libdem dico: assolutamente sì. Se i due poli abbandonassero Vannacci da un lato e M5s e Avs dall’altra, parleremmo tranquillamente con tutti”.

In entrambi gli schieramenti? “Si, perché i bipopulismi sono alimentati da quelle forze e fino a poco tempo fa anche dalla Lega, ora però in forte difficoltà. Il centrosinistra è diventato un’altra cosa rispetto a dieci, quindici e trent’anni fa – tanto che se tu prendessi le tesi dell’Ulivo del 1996 oggi sembrerebbero bestemmie a un campo largo condizionato dalle estreme, per l’opa politica del M5s e della sinistra radicale. Stessa cosa a destra: Vannacci è incompatibile con i valori liberali”. Ma se i due poli lasciassero i populismi al loro destino, dice Marattin, “si potrebbe dialogare con uno dei due o con entrambi. Ma ripeto: parlo per i Lib dem”. Se invece i poli si tenessero ben strette le ali estreme, il vostro percorso quale sarebbe? “Lo definiremo in autunno, se con Picierno e Calenda riusciremo a vederci, anche perché a oggi ancora non si conoscono i contorni esatti del quadro i cui agiremo, a partire dalla legge elettorale. A noi del Pdl non interessa il tema della leadership, non vogliamo mettere l’ego davanti al progetto. Vogliamo fare le cose per bene”.

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