Dal Mediterraneo all’Uruguay, passando per Roma: le nuove rotte dell’arte italiana nel mondo
L’arte italiana contemporanea non ha più confini. Si muove tra continenti, attraversa culture diverse e trasforma luoghi lontani in nuovi spazi di ricerca. È questa la direzione delle prossime iniziative che vedono coinvolta La Quadriennale di Roma nell’ambito della 15ª edizione dell’Italian Council, il programma promosso dal Ministero della Cultura per sostenere la produzione e la diffusione internazionale degli artisti italiani. Più che una semplice presenza all’estero, però, si tratta di tre percorsi che raccontano un’idea diversa di arte: aperta agli scambi, capace di dialogare con altre realtà e pronta a riscoprire anche il proprio passato per immaginare prospettive completamente inedite.
Tre percorsi de La Quadriennale per raccontare un’arte senza confini

Tre progetti diversi tra loro, ma accomunati tutti dalla volontà di costruire nuovi ponti tra artisti, curatori e istituzioni internazionali. La prima tappa di questo viaggio condurrà infatti verso il Mediterraneo e l’Africa con “Exhibiting Geographies”, a cura di Caterina Iaquinta, che porrà al centro il rapporto tra arte e identità in una delle aree del mondo più attraversate da incontri, scambi e trasformazioni. Un mare vastissimo che diventa, quindi, un territorio culturale dove storie, linguaggi e visioni differenti si intrecciano, aprendo le porte al Dak’Art 2026, la biennale di Dakar dedicata alla creatività africana odierna. Da qui, poi, ci si sposterà in Uruguay con “IN_Stability” di Giuseppe Pietroniro e, infine, si terminerà con un vero e proprio salto nel tempo grazie a “An Entropic Tale” della ricercatrice siciliana Gaia Bobò, la quale utilizzerà anche i materiali dell’Archivio Biblioteca della Quadriennale per sottolineare come il passato possa diventare un laboratorio da cui (ri-)partire per leggere il presente.
Al di là dell’innovazione dei singoli progetti, ciò che emerge è una visione ben più ampia, ossia quella di un’arte italiana che sceglie di raccontarsi oltre i confini nazionali attraverso una rete di relazioni che mette in contatto artisti, curatori, studiosi e istituzioni. Ed è in questa direzione che La Quadriennale, forte di una storia quasi centenaria, punta a consolidare il proprio ruolo sulla scena internazionale. Dal bacino mediterraneo all’America Latina, passando per gli archivi dell’Urbe, prende così forma un itinerario che unisce luoghi, idee e sensibilità differenti, perché in fondo, la forza artistica nostrana non si misura più soltanto nelle opere che produce, ma nella capacità di costruire relazioni, attraversare culture e trovare linguaggi mai esplorati fino ad ora.
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