Il matrimonio dello streetwear giapponese: Human Made acquisisce Undercover
Human Made Corporation, la società fondata dal nome di culto dello streetwear giapponese Nigo, ha firmato un accordo preliminare per acquisire Undercover, il marchio fondato da Jun Takahashi negli anni Novanta. Si tratta dell’unione di due anime importanti e storiche della visione artistica nipponica. Non sono stati diramati dettagli finanziari ma, secondo quanto riporta la nota ufficiale, si tratta del 100% delle quote per un prezzo che sarà stabilito dopo una valutazione indipendente. Nel caso in cui l’operazione venga ratificata, Undercover diventerà una società controllata da Human Made a partire dal primo trimestre dell’esercizio fiscale chiuso a gennaio 2028.
Il timing prevede un contratto di cessione delle quote a settembre con esecuzione del trasferimento delle quote a febbraio. Si prevede che l’operazione avrà un impatto limitato sui risultati dell’esercizio fiscale chiuso a gennaio 2027, ma si ritiene che nel medio-lungo periodo contribuirà positivamente ai risultati consolidati del gruppo.
L’operazione, spiega Human Made, rientra nel suo rinnovato modello di business. L’obiettivo, spiega il gruppo, è “far crescere la cultura nata dall’intuizione umana e dal lavoro artigianale, elevandola a industria creativa rappresentativa del Giappone, al pari di manga, anime e videogiochi. Come parte della strategia di crescita per realizzare questa missione, la società ha dichiarato l’intenzione di acquisire aziende il cui valore di brand non si riflette ancora adeguatamente nei risultati economici, per svilupparle come secondo e terzo pilastro del gruppo accanto a Human Made”. In questo contesto l’acquisizione di Undercover rientra in questa logica avendo creato “una posizione unica” che fonde la cultura di strada con l’alta moda, dando vita a un “marchio di design con un elevato riconoscimento a livello globale”.
Il lifestyle brand Human Made, fondato nel 2010 dal designer e direttore creativo giapponese Nigo (che ha poi lasciato il ruolo di CEO per concentrarsi esclusivamente sul ruolo di direttore creativo, mentre Rei Matsunuma, già COO è diventato anche CEO), è stato recentemente protagonista di una storica Ipo: nel novembre 2025, Human Made è stato il primo brand streetwear a quotarsi in borsa con la propria Ipo alla Tokyo Stock Exchange. Per l’anno fiscale chiuso al 31 gennaio 2026, Human Made ha registrato ricavi netti in crescita del 26,8% a 14,27 miliardi di yen (circa 88 milioni di euro) e un utile netto in aumento del 38,2% a 2,94 miliardi di yen. Il management prevede per l’esercizio corrente un’ulteriore crescita dei ricavi del 29,6% e dell’utile netto del 12,2 per cento.
Il binomio tra Human Made e Undercover è in realtà di lunga data e l’operazione andrebbe così a consolidare un rapporto storico tra il gruppo di Nigo e l’etichetta che sfila alla fashion week di Parigi dal 2002. “Jun Takahashi, amministratore delegato di Undercover, intrattiene da oltre 30 anni un’amicizia profonda con Nigo, azionista di maggioranza e direttore creativo della nostra società. Entrambi sono stati protagonisti emblematici della street culture di Ura-Harajuku negli anni Novanta, ottenendo successivamente riconoscimento internazionale grazie all’ingresso nelle sfilate di Parigi”. Nel 1993 i due inaugurarono la storica boutique Nowhere a Harajuku che commercializzava sia il marchio A Bathing Ape di Nigo sia Undercover di Takahashi. Nel corso degli anni si sono avvicendate diverse collaborazioni: la prima risale al 2022, con una capsule collection che univa il workwear grafico di Human Made all’estetica più concettuale e dark di Undercover; la più recente è il lancio della collezione ‘Human Made × Undercover’ nel 2025.
Secondo Tiffany Godoy, consulente con sede a Tokyo e redattrice di W Magazine China, c’è la possibilità che Human Made possa diventare “qualcosa di simile a una Lvmh dello streetwear asiatica”, spiega a Vogue Business. “C’è un vero e proprio spirito di comunità attorno a Nigo. Con lui e Pharrell come investitori di riferimento di Human Made, e il loro comune rispetto per il Giappone, questo progetto potrebbe andare ben oltre la moda. Potrebbe essere l’inizio di un universo più ampio legato al ‘marchio Giappone’, che abbracci artigianato, vendita al dettaglio, musica, arte, architettura e altro ancora”.
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