Il PDRN è davvero un ingrediente miracoloso in grado di ringiovanire il viso?
Il PDRN salmone è uno dei trattamenti di bellezza più amati da Kim Kardashian, che lo ha fatto diventare famoso tra noi occidentali. E da allora l’hype social si è scontrato con la realtà e qualche definizione creativa che parla di sperma di salmone.
Per quanto le novità possano piacere e incuriosire, è giusto però fare delle distinzioni, soprattutto tra PDRN iniettabile e ad uso topico prima di decidere se l’hype ha un vero fondamento. Negli ultimi due anni infatti, il PDRN è diventato uno degli ingredienti più chiacchierati della medicina estetica, ma anche della skincare coreana. Lo si vede comparire nei trattamenti iniettabili, nelle skin booster therapy e persino nelle formule skincare sotto forma di PDRN serum. Merito di TikTok, certo, ma anche di una crescente attenzione scientifica verso questo attivo utilizzato per migliorare qualità della pelle, luminosità e compattezza cutanea.
La review pubblicata nel 2025 riporta anche dati interessanti sul miglioramento delle rughe perioculari e della grana cutanea dopo trattamenti con polinucleotidi iniettabili, con un buon profilo di sicurezza clinica.
PDRN cos’è e come funziona
A renderlo così interessante è soprattutto la sua origine. Il cosiddetto pdrn salmone deriva infatti da frammenti di DNA purificato estratti prevalentemente dallo sperma di salmone e trota iridea. Un dettaglio che potrebbe sembrare uscito da un laboratorio cyberpunk, ma che in realtà ha basi scientifiche precise e anni di utilizzo clinico alle spalle.

Georgia May Jagger – IPA
PDRN è l’acronimo di Polydeoxyribonucleotide, ovvero polidesossiribonucleotide. Si tratta di polimeri di DNA altamente purificati utilizzati inizialmente per la rigenerazione dei tessuti e la guarigione delle ferite. Come spiega la Dottoressa Annalisa Pizzetti, dermatologa e medico estetico, «il PDRN nasce in ambito rigenerativo e viene utilizzato da anni per stimolare i processi di riparazione cutanea e migliorare la qualità della pelle».
Secondo la review scientifica Polydeoxyribonucleotides as Emerging Therapeutics for Skin Diseases: Clinical Applications, Pharmacological Effects, Molecular Mechanisms, and Potential Modes of Action, pubblicata nel 2025, i PDRN sono stati approvati dall’AIFA già nel 1994 per il trattamento di ulcere cutanee, ferite superficiali e disturbi del tessuto connettivo. Lo studio sottolinea come questi biopolimeri abbiano dimostrato attività rigenerativa, antinfiammatoria e pro-collagene, con applicazioni sempre più ampie in dermatologia estetica.
Il meccanismo d’azione più studiato riguarda l’attivazione dei recettori dell’adenosina A2A, coinvolti nei processi di riparazione tissutale, angiogenesi e modulazione dell’infiammazione. Tradotto: il PDRN aiuta la pelle a comportarsi come una versione più efficiente di se stessa.
Perché il DNA del salmone?
Quando si parla di pdrn salmone, il riferimento è alla fonte da cui vengono estratti questi frammenti di DNA. I più utilizzati derivano dal salmone chum (Oncorhynchus keta) e dalla trota iridea (Oncorhynchus mykiss).
La scelta non è casuale. «Il DNA del salmone presenta un’elevata biocompatibilità e un basso rischio immunologico, motivo per cui viene impiegato in medicina rigenerativa e medicina estetica», spiega la Dottoressa Pizzetti.
La review del 2025 evidenzia inoltre che il PDRN contiene oltre il 90-95 per cento di DNA purificato e che la sua tollerabilità è generalmente elevata, con effetti collaterali limitati nella maggior parte degli studi a rossore temporaneo, lieve edema o prurito nella zona trattata.
Benefici del PDR sulla pelle
La popolarità del PDRN dipende soprattutto dai suoi effetti sulla qualità cutanea. «Non si tratta di un filler volumizzante classico, ma di un trattamento biostimolante che lavora sulla rigenerazione del tessuto», chiarisce la dermatologa.
Secondo gli studi, il PDRN può contribuire a migliorare elasticità e compattezza della pelle, aumentare l’idratazione cutanea, stimolare la produzione di collagene, ridurre rughe sottili e texture irregolare, favorire la riparazione della barriera cutanea e migliorare rossori e infiammazione.
PDRN serum e creme: funzionano davvero?
Parallelamente ai trattamenti iniettivi stanno aumentando anche i prodotti skincare a base di PDRN serum. Sieri e creme promettono effetto glow, pelle più compatta e azione riparatrice. E, chiaramente, più abbordabili di un trattamento estetico.
Qui però serve fare una distinzione. «I cosmetici con PDRN possono supportare idratazione e comfort cutaneo, ma hanno un’azione diversa rispetto alle formulazioni iniettabili utilizzate dal medico estetico», precisa la Dottoressa Pizzetti. «Le infiltrazioni permettono infatti di veicolare il principio attivo più in profondità».
Questo non significa che l’uso topico sia inutile, ma che l’efficacia dipende molto dalla formulazione, dalla concentrazione e dal tipo di utilizzo.
Controindicazioni ed effetti collaterali
La comunità scientifica considera il PDRN sicuro, ma non significa che sia adatto a tutti. Le principali controindicazioni riguardano gravidanza, allattamento, infezioni cutanee attive e ipersensibilità ai componenti del trattamento.
Dopo le iniezioni possono comparire piccoli ematomi, gonfiore o rossore temporaneo. «Come ogni trattamento medico estetico, anche il PDRN deve essere eseguito da professionisti qualificati dopo una valutazione clinica accurata», sottolinea la dermatologa.
Il futuro del PDRN in dermatologia
La ricerca sul PDRN è ancora in piena evoluzione. Oltre all’uso pro-longevity, gli studi stanno esplorando possibili applicazioni in alopecia, rosacea, melasma e dermatite atopica.
Per quanto riguarda il potenziale di questi polinucleotidi, gli stessi ricercatori (Polydeoxyribonucleotide: a promising skin anti-aging agent. Chinese Journal of Plastic and Reconstructive Surgery, December 2022) sottolineano che servono ancora studi clinici più ampi per comprendere pienamente efficacia e modalità d’uso, soprattutto nei cosmetici topici. Le molecole di PDRN sono infatti piuttosto grandi, e la pelle è famosa per essere un portiere selettivo con pochissima voglia di far entrare ospiti indesiderati.
Per questo motivo, il PDRN viene utilizzato soprattutto in medicina estetica attraverso tecniche come mesoterapia, microneedling o trattamenti combinati con laser frazionati, che aiutano l’attivo a raggiungere gli strati più profondi della pelle.
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