Il Piano casa rischia di aumentare la speculazione immobiliare, più che le case disponibili

Il Dl Casa, approvato in Commissione Ambiente, è un manifesto alla speculazione immobiliare e ai privilegi per il cerchio magico dei fedelissimi del governo. L’art. 3 del decreto legge sul Piano casa individua la figura del commissario e del subcommissario, che potranno operare in deroga su tutto e decidere autorizzazioni urbanistiche anche in aree vincolate, non rispettando i piani regolatori decisi dai Comuni, i vincoli idrogeologici e gli standard urbanistici.
Il governo ha previsto di dare un compenso annuo di 416.000 euro al commissario, derogando al tetto massimo previsto nella pubblica amministrazione, e di 248.000 euro per il subcommissario. È la moltiplicazione dei posti e dei compensi milionari fatta con l’alibi dell’emergenza casa, che è un drammatico problema sociale, un vero e proprio stipendificio.
Di fronte a 8 milioni di abitazioni sfitte, Giorgia Meloni decide di utilizzare questa emergenza sociale per consentire ai fondi immobiliari, anche esteri, che investiranno oltre 1 miliardo di euro, di avere semplificazioni urbanistiche, mentre il commissario straordinario potrà sfasciare il territorio. Ma non è finita qui. All’art. 9 i relatori hanno inserito un emendamento che consente di vendere ai fondi immobiliari il patrimonio pubblico, anche ad uso abitativo. Perché non dare queste case a chi ne ha bisogno invece che venderle a chi fa speculazione immobiliare?
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