Il porno è il loro unico manuale d’istruzioni: l’allarme del sessuologo Umberto Torre a Provinciali

Maggio 05, 2026 - 16:52
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Il porno è il loro unico manuale d’istruzioni: l’allarme del sessuologo Umberto Torre a Provinciali
umberto torre provinciali

Umberto Torre, pedagogista e sessuologo, racconta la sua missione: valorizzare il potenziale di ogni studente e portare la consapevolezza nelle scuole, superando etichette e silenzi.

Nell’11° episodio di Provinciali, il podcast di Mario Spiniello, Leonardo Pio Peroni e Alessandro Borsetto, l’esperto delinea un approccio all’educazione che mette al centro l’individuo e la sua unicità. Tra la pornografia che distorce il desiderio e la mancanza di modelli reali, è necessaria una nuova via pedagogica per aiutare i ragazzi a navigare con consapevolezza nel caos delle relazioni digitali.

L’educazione nell’era dei click

Il cuore dell’intervento di Torre riguarda il vuoto educativo riempito dalla rete. Secondo l’esperto, la pornografia è diventata il metro di paragone per i ragazzini di 13 o 14 anni. Senza modelli reali, i giovani si rifanno a performance digitali che alterano il concetto di piacere e relazione, generando ansia e senso di inadeguatezza davanti alla prima esperienza reale. La rete offre un accesso immediato a scenari adulti, ma non fornisce gli strumenti emotivi per elaborarli, lasciando soli i giovani di fronte a una sessualità “performativa” e scollegata dall’affettività.

Oltre i tabù delle aule scolastiche

Il lavoro di Torre nelle scuole non si limita alla biologia, ma affronta la complessità delle relazioni umane. Il sessuologo denuncia un sistema che ancora fatica a parlare apertamente di sessualità, vittima di paure e scontri ideologici. Tuttavia, i ragazzi vogliono risposte vere. Per Umberto Torre, la qualità dell’ascolto dei ragazzi è proporzionale al valore che l’adulto attribuisce all’argomento. La serietà e la naturalezza del docente sono il primo segnale che incoraggia gli studenti ad aprirsi su temi complessi (dal consenso all’identità di genere, fino alle paure legate alle prime esperienze) senza la pressione del giudizio.

Una sfida per le istituzioni

Torre afferma l’importanza di un approccio empatico e innovativo. Il suo stile “artistico” prevede musica e social media per parlare un linguaggio che i ragazzi possano comprendere, smontando le dinamiche tossiche della gelosia digitale e del sexting (la condivisione di contenuti a sfondo sessuale online). L’appello finale è rivolto a docenti e genitori: l’educazione sessuale non è solo anatomia, ma un percorso fatto di consenso, spazio intimo e ascolto.

Il messaggio finale: oltre la perfezione

L’esperto di sessuologia chiude la sua riflessione con un messaggio potente rivolto non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti che li affiancano: smettere di cercare la perfezione e iniziare a creare la connessione. In un’epoca in cui lo schermo ci bombarda di standard irraggiungibili e “manuali d’istruzione” meccanici, il vero atto rivoluzionario è tornare all’ascolto. L’invito è quello di non avere paura di affrontare argomenti come la sessualità e l’affettività, che non sono materie da studiare ma linguaggi da imparare insieme. Genitori e insegnanti devono abbandonare i tabù per diventare uno spazio sicuro di confronto.

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