Nuovo livello del Lago Maggiore, protestano albergatori e gestori di spiagge

Il livello massimo di regolazione del Lago Maggiore si alza fino a 1,40 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende e scatta ora la protesta degli albergatori ed esercenti di camping del lago (Federalberghi Vco e Novara, nonché Faita Piemonte), preoccupati per l’impatto.
Approvato dopo dieci anni di sperimentazione, il nuovo livello – approvato il 29 aprile dalla Conferenza Istituzionale Permanente – potrebbe garantire tra 20 e 30 milioni di metri cubi aggiuntivi di acqua disponibile nei momenti di maggiore siccità, con volumi complessivi che nel corso della stagione irrigua possono arrivare fino a cinque volte superiori.
Gli operatori turistici del Lago Maggiore (comparto alberghiero, extralberghiero e all’aria aperta) esprimono però “forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di innalzamento stabile dei livelli del lago“. Perché?
Essenzialmente perché maggiore acqua significa meno spazio per le spiagge, amate soprattutto dai turisti del mondo tedesco e del Nord Europa in generale.
“Il comparto turistico del Lago Maggiore rappresenta uno dei principali motori economici del territorio, con investimenti importanti sostenuti negli anni da strutture ricettive, attività commerciali, ristorazione e servizi collegati. La qualità e la fruibilità delle aree lacustri costituiscono un elemento essenziale dell’offerta turistica e dell’immagine internazionale del nostro lago. Per questo motivo, qualsiasi decisione relativa alla gestione dei livelli idrici non può prescindere da una valutazione concreta degli impatti sul turismo, sulle infrastrutture rivierasche e sulla sicurezza delle attività economiche che operano lungo le sponde. Gli operatori comprendono le esigenze legate all’agricoltura, alla gestione delle risorse
idriche e alla produzione energetica, ma ritengono indispensabile che il settore turistico venga riconosciuto come interlocutore centrale nei processi decisionali”.
Viene appunto richiamato il rischio che si vada verso una “erosione e riduzione delle spiagge”, danni a plateatici, pontili e infrastrutture turistiche, ” limitazioni alla fruizione delle aree a lago durante la stagione turistica”.
Cosa propongono gli operatori in alternativa?
1. Una gestione dinamica e preventiva dei livelli del lago, basata su modelli
meteorologici aggiornati e sulla possibilità di abbassare preventivamente i livelli
in caso di previsioni di precipitazioni intense.
2. Un protocollo operativo chiaro e condiviso tra Autorità di Bacino, Regioni,
Protezione Civile e soggetti gestori, che definisca modalità e tempistiche di
intervento.
3. La presenza stabile del comparto turistico ai tavoli decisionali, affinché le scelte
future tengano conto anche delle esigenze economiche e operative delle
comunità rivierasche.
4. Una valutazione tecnica trasparente degli impatti economici e ambientali,
considerando che il turismo lacuale rappresenta una risorsa strategica per
l’intero territorio.
«Non siamo contrari al confronto né a soluzioni condivise per la gestione della risorsa
idrica – dichiarano gli operatori turistici del lago – ma chiediamo che le decisioni vengano assunte con equilibrio, responsabilità e piena consapevolezza delle conseguenze sul sistema turistico locale. Il Lago Maggiore vive anche grazie al turismo e alla sua fruibilità: questo elemento deve avere un peso adeguato nelle scelte future».
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