Il reverse washing è il metodo che potrebbe cambiare per sempre la hair routine e dare un volume mai visto prima
Prodotti testurizzanti, tagli studiati ad hoc e chi più ne ha più ne metta: siamo pronte a tutto pur di dare volume ai capelli. Ma, se nonostante il taglio e i prodotti di styling il risultato lascia ancora a desiderare, significa che da qualche parte stiamo ancora sbagliando. Il modo in cui si lavano i capelli fa un’enorme differenza, che spesso si tende a sottovalutare. Eppure, chi l’ha provato, giura che il lavaggio capelli inverso è in grado di fare la differenza.
Una premessa, però, è doverosa. Sulla carta, il lavaggio invertito è per tutte, sia capelli fini che ricci, grassi, ma è solo con la prova empirica che si capisce se è davvero adatto al proprio tipo di chioma. Ergo, un tentativo non si nega a nessuno e, nel peggiore dei casi, dal lavaggio seguente si ritorna alla stessa routine di sempre. E attenzione a non confonderlo con il co-washing, che invece usa solo il conditioner. Nel reverse washing cambia l’ordine dei fattori, ma poiché non si applica la proprietà commutativa, cambia anche il risultato finale.
I benefici del lavaggio inverso
Il principale vantaggio del lavaggio capelli inverso riguarda il volume. Applicare prima il balsamo e poi lo shampoo permette di sfruttare l’azione condizionante senza lasciare necessariamente sulle lunghezze tutti i residui della formula.

Il reverse washing, o lavaggio capelli inverso, è il metodo che potrebbe rivoluzionare la hair routine per avere capelli voluminosi – IPA/ Arisa
È soprattutto sui capelli fini che questa sequenza può rivelarsi interessante. Il balsamo ammorbidisce e districa, mentre lo shampoo utilizzato successivamente elimina parte degli ingredienti che possono lasciare la chioma appesantita. Il risultato può essere una sensazione di maggiore leggerezza e una chioma visivamente più vaporosa.
Il reverse washing può essere utile anche quando i capelli tendono a sporcarsi rapidamente oppure perdono volume poco dopo la piega. Non è però una regola universale: sulle chiome secche, spesse, molto ricce o particolarmente porose, invertire l’ordine potrebbe non garantire la stessa sensazione di morbidezza.
Il vantaggio, quindi, non sta tanto nel fatto che il balsamo diventi improvvisamente più efficace, come per magia. Cambia piuttosto ciò che rimane sui capelli al termine del lavaggio. Ed è proprio questa differenza a poter modificare corpo, leggerezza e movimento della chioma.
Come si fa il reverse washing
Fare il lavaggio capelli inverso è piuttosto semplice e non serve nemmeno cambiare i prodotti della normale hair routine. Si inizia sempre con il bagnare abbondantemente i capelli ma, invece che iniziare con lo shampoo, il primo gesto è quello di applicare prima il conditioner. Solo sulle lunghezze, s’intende (lo shampoo è per la cute, il balsamo per le lunghezze, ndr).
Lo si lascia agire un paio di minuti, si districano i capelli – che sono ancora belli scivolosi grazie alla presenza del balsamo – e si risciacqua. Solo a questo punto entra in scena lo shampoo, da applicare rigorosamente su tutta la cute con un bel massaggio.
In questa fase, una riflessione potrebbe tornare utile. Se il problema sono radici piatte e scalpo oleoso, nulla vieta di lavarsi i capelli con due tipi di shampoo differenti. L’importante è avere la pazienza di massaggiare bene, così che gli ingredienti contenuti nello shampoo svolgano la loro azione.
Lavaggio capelli inverso: a chi è consigliato
Il lavaggio capelli inverso nasce soprattutto per rispondere a un’esigenza precisa: ottenere i benefici del balsamo senza ritrovarsi con capelli troppo pesanti. Per questo può essere interessante soprattutto per chi ha capelli fini, sottili o che perdono volume facilmente.
Anche chi ha una cute che tende a produrre molto sebo può provare questo metodo, soprattutto se il balsamo utilizzato nella routine tradizionale lascia le lunghezze troppo pesanti. In questo caso, però, è importante ricordare che il reverse washing non sostituisce una routine adatta alla cute.
Il reverse washing capelli ricci
Stabilire se il reverse washing funziona anche per i capelli ricci è una questione un po’ più complessa. I capelli ricci infatti, tendono ad essere più secchi e ad aver bisogno di una maggiore quantità di condizionamento. Di conseguenza, eliminare il balsamo attraverso lo shampoo potrebbe non essere la soluzione ideale. Se dopo aver provato il lavaggio capelli inverso il risultato è una chioma più crespa o meno definita, meglio tornare alla sequenza tradizionale.

Foto Getty Images
Lo stesso vale per capelli molto secchi, grossi o danneggiati. In questi casi, la priorità può essere mantenere più a lungo sulle lunghezze gli ingredienti condizionanti. Il reverse washing dè sicuramente un metodo che vale la pena provare, ma non è certo una regola universale.
Quanto spesso si devono lavare i capelli con il metodo del reverse washing?
Se il lavaggio capelli inverso dà i risultati sperati, nulla vieta di sostituirlo alla sequenza di detersione più tradizionale e continuare a lavarsi i capelli con la frequenza di sempre.
È bene però osservare anche come si comportano i capelli dopo qualche lavaggio prima di decidere definitivamente se effettivamente è un metodo che fa al caso proprio. Gli elementi da valutare sono quattro: volume, durata della piega, morbidezza e lucentezza.
Se dopo qualche lavaggio la chioma appare troppo secca o crespa, è probabile che la detersione rimuova troppo balsamo, vanificando così la sua azione condizionante. Se invece i capelli risultano morbidi, luminosi, ben idratati e non si sporcano più in fretta, allora il reverse washing era il cambiamento che aspettavano.
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