Sempre più bambini e adolescenti usano prodotti skincare pensati per gli adulti: ecco cos’è la cosmeticorexia e perché se ne parla
A otto, dieci o dodici anni si può già fare skincare? O meglio: si possono già applicare sulla pelle prodotti skincare che utilizzano gli adulti? La domanda sorge spontanea perché è quello che sta succedendo. Siero, maschera, contorno occhi, acidi, retinolo: sui social i prodotti si cambiano ormai come calzini, e si diffondono insieme ai tutorial che spiegano come usarli e alle promesse di una pelle sempre più liscia, luminosa, uniforme. Il problema è che per la Gen Alpha (nati tra il 2010 e il 2024/25)- che come ben sappiamo ha già un rapporto piuttosto delicato con la skincare – la pelle non avrebbe bisogno di essere perfezionata. E nemmeno dovrebbe diventare qualcosa di cui preoccuparsi così tanto. Da qui nasce il termine cosmeticorexia, utilizzato per descrivere l’ossessione per la cura della pelle e per il proprio aspetto che può portare soprattutto i più giovani a usare cosmetici in modo eccessivo o non adatto alla loro età.

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Una parola nuova per un fenomeno che, in realtà, dice molto del modo in cui i social ci hanno insegnato a guardare la nostra pelle.
Capiamo di più sul fenomeno.
Ossessione per i prodotti skincare: cos’è la cosmeticorexia e da dove nasce il termine
Partiamo dalle basi. La parola nasce dall’unione dei due termini “cosmetic” e “anorexia” e ha iniziato a circolare per descrivere un rapporto ossessivo con skincare e cosmetici. A parlarne in modo più strutturato sono stati Giovanni Damiani, dermatologo dell’Università degli Studi di Milano, e Alberto Stefana, dell’Istituto Superiore di Sanità.
Secondo gli autori, dietro il fenomeno ci sono ovviamente anche i social, il mercato sempre più grande della skincare e l’idea, ormai quasi normalizzata, che ogni caratteristica della pelle possa e debba essere corretta con il prodotto giusto.
E basta aprire TikTok per capire quanto questo meccanismo sia facile da alimentare. Prima arriva il video sulla pelle “perfetta”, poi quello sui pori, quello sulle macchie, quello sull’acne, quello sull’anti-age. E alla fine c’è sempre qualcosa da comprare.
Il fenomeno sembra coinvolgere persone sempre più giovani. Nell’articolo Cosmeticorexia: What It Is, Where It Comes from, and Why It Matters, pubblicato nel 2026 su Dermatology and Therapy (PubMed), i dermatologi descrivono proprio la diffusione sempre più precoce di comportamenti legati a un uso eccessivo o non adatto all’età dei prodotti skincare. Tra le conseguenze citate ci sono irritazioni, dermatiti da contatto e alterazioni della barriera cutanea, oltre a un rapporto sempre più ossessivo con la propria immagine. Harper Beckham, classe 2011, in seguito alle irritazioni e all’acne provocata da prodotti skincare non adatti alla sua età, ha deciso di creare una linea skincare specifica per adolescenti.
La cosmeticorexia, ad oggi, non è ancora una diagnosi riconosciuta: la ricerca è molto recente e il termine viene più che altro utilizzato per descrivere un comportamento, non per identificare un disturbo. Ma ciò non toglie che il fenomeno preoccupi gli esperti.
Può la skincare farci del male?
Il primo problema è quello più evidente: la pelle. Una preadolescente non ha bisogno della stessa quantità di attivi di una donna adulta. E soprattutto non ha bisogno di acidi, retinoidi ed esfolianti che possono irritare la barriera cutanea e provocare secchezza, rossori, bruciore e dermatiti. Insomma, nel tentativo di avere una pelle perfetta si rischia di ottenere l’esatto contrario.

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Ma ovviamente gli esperti parlano anche di un altro aspetto, meno visibile ma altrettanto importante. Se una bambina comincia a pensare che i pori siano qualcosa da nascondere, che una piccola imperfezione renda il suo viso meno bello o che uscire senza trucco non sia possibile, il problema diventa il rapporto con la propria immagine.
Da qui il fenomeno dei cosiddetti Sephora kids, che si intreccia con quello della cosmeticorexia: bambine e preadolescenti che entrano nel mondo della beauty routine molto prima di averne realmente bisogno.
I prodotti skincare e la cosmeticorexia oggi
Prendersi cura della propria pelle non è sbagliato. Avere una beauty routine non è sbagliato. E nemmeno divertirsi con il make-up lo è. Il confine arriva quando la cura di sé diventa una necessità, anche per i più piccoli. Quando non ci si sente abbastanza belli senza un prodotto, quando ogni giorno compare un nuovo difetto da correggere, quando la pelle naturale (e imperfetta) diventa qualcosa di cui vergognarsi.
Siamo ancora davanti a qualcosa di nuovo e la ricerca dovrà dirci quanto sia utile definirla come fenomeno a sé. Ma la domanda che porta con sé è già molto concreta: perché si sta passando il messaggio, soprattutto alle bambine sempre più piccole, che la pelle sia qualcosa da aggiustare e correggere ossessivamente?
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