Il sofisticato dispositivo che spiava OpenAI costa 13,99 dollari
La notizia del giorno è l’operazione di spionaggio sventata negli uffici di OpenAI. La casa madre di ChatGPT ha scoperto un sofisticato dispositivo di registrazione
nascosto all’interno di uno dei suoi uffici nella sede di San Francisco, collegato a una porta USB dietro a un televisore. È stato individuato anche il responsabile, un ex dipendente già preso in consegna dall’FBI e che ora rischia grosso. Qual è l’artefatto dell’ingegneria impiegato, forse, per rubare i segreti di Sam Altman e soci? Un modulo da 13,99 dollari.
Questa è la microspia messa negli uffici di OpenAI
È quanto si capisce dalle immagini pubblicate dal Dipartimento di Giustizia statunitense (nonostante la risoluzione infima). Si vede chiaramente il marchio del produttore, Seeed Studio. Il modello preciso sembra essere lo XIAO ESP32-S3 Sense, che chiunque può acquistare dal suo store online.

Integra un microfono e una fotocamera da 2 megapixel, racchiusi in dimensioni piuttosto compatte (21x15x17,8 millimetri). Ha poi in dotazione un modulo Wi-Fi in grado di trasmettere informazioni ed è proprio attraverso questo componente che Abdulrahman Alfozan, il responsabile dell’azione, potrebbe aver rubato informazioni riservate a OpenAI.

Curiosamente, Seeed Studio ha condiviso nei mesi scorsi un video che spiega come trasformarlo in un dispositivo di intelligenza artificiale, qualcosa di simile al fallimentare Humane AI Pin.
Un’altra immagine condivisa dal Dipartimento di Giustizia è quella che ritrae Alfozan in una sorta di selfie catturato il 5 ottobre dall’apparecchio (quando era già stato scoperto, ma non ancora rimosso). L’uomo è entrato nella sala conferenze e ha guardato dietro al televisore, finendo per essere immortalato. Rischia ora fino a cinque anni di reclusione, altri tre di libertà vigilata e una multa di 250.000 dollari.

OpenAI ha confermato di aver impiegato i propri modelli di intelligenza artificiale per analizzare i dati archiviati nel dispositivo e quelli trasmessi, risalendo così all’identità del responsabile.
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