Il termine nasce riferito alla stregoneria e ha cambiato significato nei decenni: viaggio nel glamour da Hollywood alla moda contemporanea.

Maggio 12, 2026 - 11:44
0
Il termine nasce riferito alla stregoneria e ha cambiato significato nei decenni: viaggio nel glamour da Hollywood alla moda contemporanea.

È uno dei termini più usati quando si parla di moda e bellezza. Evoca un mondo scintillante fatto di riflettori, celebrità, abiti da sera, gioielli e champagne. Ma qual è il vero significato di “glamour“? Nel corso dei decenni si è trasformato, adattandosi alle epoche e ai vari stili, ma conservando un’idea di fondo: un fascino paragonabile …a una magia.

Hailey Bieber riporta in vita il glamour di Tom Ford per Gucci 2003

Etimologia e significato della parola glamour

Il termine glamour – che in italiano si traduce come fascino, prestigio, incanto – ha un’etimologia particolare che condivide con la parola “grammatica”. I due lemmi fanno infatti riferimento a un’erudizione occulta, vicina alla stregoneria. Una magia, dunque, un incantesimo.

Secondo la Treccani, successivamente il termine è passato a indicare, in generale, «incanto, fascino, malìa che attrae con forza irresistibile», con particolare riferimento alla femminilità. Oggi la parola glamour può indicare un’atmosfera, uno stile, un’estetica, un modo di vivere e di vestirsi in cui nessun dettaglio viene lasciato al caso. Come aggettivo, è l’equivalente del nostro “patinato”.

glamour significato stile attire donna lana turner

L’attrice Lana Turner fotografata nel 1937. (Photo via John Kobal Foundation/Getty Images)

Il retro glamour e l’epoca d’oro di Hollywood

Negli anni Trenta, l’industria del cinema hollywoodiana creò una vera e propria “fabbrica del glamour”, confezionando sogni di celluloide e dive irraggiungibili. Il trucco, gli abiti fascianti, le luci studiate per creare un’immagine levigata: la bellezza di quel periodo non doveva suggerire spontaneità e naturalezza, ma ammantarsi di un’aura di perfezione.

Ancora oggi parliamo di retro glamour per indicare lo stile di dive come Greta Garbo, Marlene Dietrich, Jean Harlow o Carol Lombard. Quel particolare modo di acconciare i capelli, di vestirsi e di posare davanti all’obiettivo avrebbe ispirato molte attrici nei decenni successivi (una su tutte: Marilyn Monroe). Negli ultimi anni i red carpet si ispirano sempre più spesso a questa estetica: abiti con lo strascico, pellicce, guanti, onde vaporose e labbra scarlatte.

storia corpo femminile

Jean Harlow, icona retro glamour degli anni Trenta (Getty)

La donna glamour degli anni 70 e 80

Il significato dell’aggettivo glamour si è evoluto seguendo la moda. Negli anni Settanta, per esempio, indicava il fascino luccicante della vita notturna, di club come lo Studio 54 affollato da celebrità del calibro di Bianca Jagger e Cher.

Il decennio ha avuto molte anime: accanto alla libertà ribelle dei figli dei fiori e al democratico jeans, è nata un’estetica più sensuale e decadente. Pensiamo agli abiti di Halston: scollature profonde, tessuti lucenti e linee fluide pensate per accarezzare i corpi.

Una donna fotografata allo Studio 54, famoso club di New York. (Photo by Rose Hartman/Getty Images)

Quel tipo di glamour ha posto le basi per la femminilità degli anni Ottanta, più audace, vestita di lamé e paillettes. L’abbigliamento diventava più appariscente, le chiome più gonfie, i colori più accesi: la malìa del glamour era lì per farsi notare.

glamour anni settanta

Cher in Bob Mackie nel 1978 (Photo by Harry Langdon/Getty Images)

Gli anni Duemila e il glamour del nuovo millennio

Più che un abbigliamento ben codificato o un’estetica riconoscibile, il glamour è un modo di presentarsi al mondo: un attire estremamente curato e sofisticato, in cui tutto – dall’abito agli accessori – deve far trasparire una certa idea di lusso.

Da qualche anno le passerelle e i social hanno rilanciato l’idea del Y2K glamour direttamente dagli anni Duemila: loghi in vista, colori metallizzati e tanti, tantissimi cristalli. Pensiamo all’epoca di Tom Ford da Gucci, elegante e sexy al tempo stesso, o agli abiti di Versace (incluso il jungle dress che “inventò” Google Immagini). Paris Hilton, icona del decennio, incarnava perfettamente questa filosofia con minigonne, tacchi alti e abiti scintillanti – chi non ricorda il minidress abbinato al collier?

Paris Hilton in un celebre look firmato Versace.

Il significato di glamour nella moda contemporanea

La moda contemporanea non ha rinunciato al glamour, ma lo ha declinato in una versione più sofisticata, meno appariscente. Vestirsi glamour, oggi, ha meno a che fare con paillettes e lustrini, più con l’artigianalità, la qualità dei capi, lo studio delle proporzioni e degli abbinamenti.

Un look Chanel di Matthieu Blazy.

L’esperienza del quiet luxury ha spostato impercettibilmente l’asticella del gusto contemporaneo, orientandolo più sulla ricerca in grado di durare nel tempo che sull’immaginario “esplosivo” della vamp. Pensiamo per esempio al lavoro di Matthieu Blazy per Chanel: jeans e pullover accanto ad abiti da sera e fur coat avvolgenti.

Cambiano i tempi, ma non l’incanto: la magia del glamour è quella di generare desiderio, che sia per i jeans o per l’abito da sera.

Vittoria Ceretti in Gucci al LACMA Art+Film Gala 2025, Los Angeles, California. (Photo by Stefanie Keenan/Getty Images for LACMA)

The post Storia di un incantesimo: il glamour non è morto, ha solo cambiato abito appeared first on Amica.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User