Il Trinity Test e quel cristallo impossibile
Ci sono eventi che cambiano il corso della Storia per sempre. Uno di questi è stato il Trinity Test, la detonazione della prima bomba atomica nel Deserto di Alamogordo, in Texas, il 16 luglio 1945.
Il lancio di Gadget, un ordigno al plutonio creato nell'ambito del Progetto Manhattan, il Programma americano per la bomba atomica, aprì la strada ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, che sarebbero avvenuti neanche un mese dopo. Ma la detonazione fissò per qualche istante anche le condizioni per la formazione di un cristallo che - senza un evento così distruttivo - mai avremmo ritrovato sulla faccia della Terra. A raccontarlo è un articolo coordinato dal geologo dell'Università di Firenze Luca Bindi, pubblicato sulla rivista PNAS.. Come si è formato il cristallo impossibile. Secondo gli scienziati, le condizioni estreme generate dall'esplosione, che rilasciò l'energia di 21mila tonnellate di tritolo e generò temperature tali da sciogliere la sabbia del deserto risucchiata nel fungo atomico, hanno permesso la formazione di un clatrato di silicato di calcio e rame di tipo I. I clatrati sono strutture cristalline con atomi disposti in un reticolo a gabbia, al cui interno possono essere intrappolati altri atomi.. Gli autori dello studio hanno individuato un clatrato all'interno della trinitite o vetro di Alamogordo, un residuo vetroso leggermente radioattivo ritrovato sul sito del Trinity Test. Questo materiale è costituito da feldspato, silicio e quarzo, provenienti dalla sabbia del deserto, rame e altri metalli provenienti dalla torre sulla quale era stata posizionata la bomba e dai cavi presenti nella bomba stessa e nei dispositivi di controllo, il tutto insieme dal calore generato dall'esplosione.. All'interno di una variante di trinitite, quella rossa, nel 2021 gli autori del nuovo studio avevano trovato un'altra strana struttura: un quasicristallo, un minerale molto raro, formato da atomi disposti in modo ordinato, senza però la ripetizione periodica di una semplice forma geometrica che si trova nei normali cristalli. Accanto al quasicristallo, in una goccia di rame all'interno dello stesso campione di trinitite, è stato ora individuato il clatrato, grazie alla tecnica della diffrazione ai raggi X, che permette di studiare la struttura atomica dei cristalli.. Fotografia di un disastro. Le due composizioni altamente insolite di cristalli si sarebbero generate in modo indipendente l'una dall'altra, a causa dello shock termico e pressorio causato dal test atomico: temperature superiori a 1.500 gradi Celsius e pressioni comprese tra 5 e 8 gigapascal poi precipitate rapidamente. Questo repentino cambiamento ha permesso agli atomi di trinitite di assemblarsi in configurazioni insolite: per gli scienziati è come osservare in un minerale un istante di caos, fissato per sempre nella roccia.. Il lavoro, scrivono gli autori, dimostra che «eventi rari e ad alta energia, come le detonazioni nucleari, i fulmini e gli impatti ad altissima velocità, fungano da laboratori naturali per la produzione di materia cristallina inaspettata». La palla di fuoco del Trinity Test ha cambiato per sempre, seppur per qualche istante, anche la geologia: «Le condizioni estreme e transitorie prodotte dalle detonazioni nucleari possono generare fasi allo stato solido inaccessibili alla sintesi convenzionale»..
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