In Cina i data center scendono in fondo al mare, alimentati dall’eolico offshore

16 Giugno 2026 - 08:41
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In Cina i data center scendono in fondo al mare, alimentati dall’eolico offshore

SHANGHAI – Dopo il primo data center AI sottomarino al mondo realizzato a Lingshui (Hainan), è entrata in servizio la sua versione più avanzata: il data center AI sottomarino della Cina integrato con l’energia eolica offshore, situato a Lingang (Shanghai).[1] Si tratta di una piattaforma che si eleva per oltre i 20 metri sopra il livello del mare, occupando un’area marina di circa 5 ettari e con un peso complessivo pari a 1.950 tonnellate. Secondo Tu Feilong, responsabile di prodotto presso la Shanghai Hailan Cloud Technology Co., Ltd., l’idea “è nata da esigenze concrete. I data center situati sulla terraferma devono affrontare problemi quali l’elevato consumo di energia e acqua, oltre alla notevole occupazione di suolo. Visto lo sviluppo dell’eolico offshore negli ultimi due anni, ci si è chiesti se fosse fattibile trasferirli in mare aperto. La dissipazione del calore rappresentava la sfida principale”. Inoltre, il responsabile del progetto, Chen Xiyi, è sottolineato il fatto che “nel modulo dati sottomarino si cela il segreto del sistema di raffreddamento: in pratica, l’acqua dell’oceano funge da “radiatore naturale”.

È stato quindi possibile constatare che mentre i data center AI tradizionali impiegano il 40% dell’energia elettrica per il raffreddamento, i data center AI sottomarino utilizzano l’acqua di mare come fonte naturale di raffreddamento. Tutto questo senza richiedere energia esterna con un potenziale risparmio di 40.000 tonnellate di acqua dolce all’anno che corrisponde esattamente a una quantità pari al consumo di una famiglia media in 100 anni. In questo caso, invece, il consumo di acqua dolce è pari a zero. E c’è di più: è stato calcolato un risparmio di oltre il 90% di superficie terrestre.[2] Infatti, per realizzare un’infrastruttura server da 2,3 MW composta da 200 rack normalmente occorrono 2.000 metri quadrati di terreno, invece in questo caso ne bastano appena 200, con un risparmio di oltre il 90% di spazio.

Il primo collegamento è stato effettuato con il China Telecom Lingang Artificial Intelligence Computing Center, situato a 10 chilometri di distanza dalla piattaforma offshore. Jiang Liu, vicedirettore generale della China Telecom Lingang Computing Power Company, ritiene che il principale punto di forza del progetto risieda nei costi energetici estremamente bassi e nell’utilizzo di energia verde. Ulteriormente, l’area di Lingang dispone di un nodo di accesso transfrontaliero, caratteristica che risponde perfettamente alla domanda di trasferimento dati internazionale. Adesso occorre chiedersi, qual è il potenziale per le applicazioni future? Shen Zheyi, direttore generale del CCCC Shanghai Port Engineering Design Institute, ha reso noto che l’azienda sta promuovendo data center AI sottomarini con una potenza di 5 MW o addirittura 7 MW per singola unità, pianificando il collegamento in parallelo di più unità e un’implementazione su larga scala nelle aree del delta del fiume Yangtze, del delta del fiume delle Perle e della regione del Mare di Bohai. La capacità cumulativa di energia eolica offshore connessa alla rete in Cina ha superato i 47 milioni di kilowatt, posizionando il Paese al primo posto nel mondo per cinque anni consecutivi. Le località idonee alla costruzione di parchi eolici offshore in acque profonde offrono anche vaste opportunità per lo sviluppo di capacità di calcolo marine. Guardando al futuro, si può asserire che i data center AI sottomarini potranno essere integrati non solo con l’energia eolica, ma in prospettiva anche con altre fonti di energia verde come l’energia del moto ondoso, l’energia mareomotrice e il solare offshore.

Nonostante le considerazioni positive e grande potenziale finora descritto riguardo i data center AI sottomarini, occorre constatare che l’oceano è sotto a pressione da molto tempo e deve affrontare molteplici minacce future che mettono gravemente a repentaglio non solo l’integrità dell’habitat marino nel lungo periodo, ma anche il futuro dell’umanità stessa. Non dobbiamo dimenticare che circa 650 esperti provenienti da 86 paesi hanno impiegato quasi cinque anni per redigere un rapporto di valutazione di 1.600 pagine che illustra nel dettaglio le sfide che l’oceano deve affrontare. Questa guida scientifica fornisce le conoscenze necessarie all’umanità per proteggere e preservare il pianeta. Ovviamente si fa riferimento al World Ocean Assessment.[3] Secondo questo importante documento, l’oceano è importante per tutti, e ovunque per varie ragioni: (i) l'oceano influenza la vita quotidiana di chiunque, anche di chi non vive in zone costiere; (ii) stabilizza il clima assorbendo gran parte del calore in eccesso del pianeta e i gas serra dannosi. Senza la sua azione di raffreddamento, si prevedono fenomeni meteorologici più estremi che minacceranno i sistemi alimentari, le catene di approvvigionamento e i mercati assicurativi; (iii) costituisce una fonte di approvvigionamento alimentare; (iv) offre benefici per la salute fisica e mentale, fornisce medicinali e una quota significativa dell'ossigeno che respiriamo; e (v) l’oceano sostiene attività per un valore di migliaia di miliardi di dollari in termini di commercio globale, turismo e posti di lavoro. Dunque anche a seguito dell’innovazione tecnologica dei data center AI sottomarini, bisogna fare attenzione affinché l’oceano non venga sottoposto a una pressione crescente. Infatti, durante l’attuale era geologica conosciuta come Antropocene o Technocene, l’attività umana sta rimodellando gli ecosistemi marini.

Nel 2024 la popolazione mondiale ha raggiunto gli 8,2 miliardi di persone, il 37% delle quali vive entro un raggio di 100 km dalla costa. Inevitabilmente, ciò ha concentrato le attività umane ed economiche in zone costiere vulnerabili, intensificando lo sfruttamento delle risorse naturali, l’espansione delle infrastrutture, lo scarico di rifiuti e il degrado degli habitat. Parallelamente, si intensifica lo sviluppo di impianti offshore: parchi eolici, infrastrutture petrolifere in acque profonde ed estese reti di cavi e condutture sottomarine stanno alterando gli habitat più distanti dalla costa. In tutto questo si sta sviluppando una profittevole economia del mare che se da un lato sostiene 174 milioni di posti di lavoro dall’altro non può certamente considerarsi sostenibile. Alla luce di quanto esposto, si può sostenere che la cooperazione internazionale sulla governance degli oceani deve guadagnare ancora più slancio.

Comunque, i 57 trattati globali relativi alla protezione degli oceani stanno portando a un approccio frammentato. Realizzare un'economia oceanica sostenibile richiede equità. Senza questa, sarà più difficile garantire la salute degli oceani, il benessere delle comunità e uno sviluppo sostenibile ed equo. In conclusione, è positiva l’iniziativa dei data center AI sottomarini, tuttavia non dobbiamo dimenticare l’impatto cumulativo di questi e la necessità di raggiungere il pieno ripristino degli ecosistemi oceanici. Questo contribuirebbe molto al raggiungimento degli obiettivi globali di mitigazione climatica. Il prossimo decennio sarà decisivo: senza un’azione globale rapida e coordinata sulla gestione dei data center AI, la salute degli oceani continuerà a deteriorarsi, minacciando la stabilità climatica, la resilienza della biodiversità, la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza e il benessere di miliardi di persone. L’oceano copre oltre il 70% del pianeta, regola il clima, sostiene la biodiversità e supporta economie e culture in tutto il mondo. È il fondamento della vita sulla Terra.

[1] www.wired.com/story/china-opens-worlds-first-wind-powered-underwater-data-center/

[2] www.stdaily.com/web/gdxw/2025-10/23/content_419653.html

[3] www.un.org/regularprocess/woa3

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