Inchiesta ostello di Cassibile, l’Arci: “a pagare sono i più fragili”
L’Arci Siracusa interviene sull’inchiesta della Procura europea sugli appalti per l’ostello dei lavoratori stagionali di Cassibile.
Per l’associazione, l’ostello è un’esperienza da difendere: “È nato come modello virtuoso, grazie al Pon Legalità, per garantire condizioni abitative e igienico-sanitarie adeguate a chi lavora nel nostro territorio, per contrastare il caporalato e difendere la dignità del lavoro – spiega la presidente dell’Arci Siracusa, Eleonora Gennaro. – È un’esperienza pilota riuscita, sinonimo di accoglienza e legalità”
L’Arci, che lavora ogni giorno accanto ai migranti, rivendica il proprio ruolo attorno al progetto. “Per noi stare vicino all’ostello ha sempre avuto il valore di un presidio di legalità, di ascolto e di difesa dei diritti umani e dei lavoratori, senza alcun interesse politico o economico, se non la cura delle persone – sottolinea Gennaro – Non possiamo accettare che i servizi sociali ed educativi vengano trattati come una miniera d’oro da saccheggiare. Tollerare il malaffare negli appalti pubblici significa essere complici di un sistema che trasforma la solidarietà in un affare privato e i diritti umani in merce di scambio”
L’Arci chiede:
massima trasparenza nelle gare pubbliche, con protocolli di legalità, codici etici e la pubblicazione completa di bandi, criteri di assegnazione e spese;
controlli veri, non solo sulle carte, ma ispezioni periodiche e senza preavviso per verificare la qualità reale dei servizi nei centri;
tutela di chi segnala illeciti e coinvolgimento della società civile, con gli enti del terzo settore e le comunità locali coinvolti nel monitoraggio dei servizi.
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