Turismo a Siracusa, Feditalimprese: “La città non può vivere di rendita, servono servizi”

16 Ottobre 2026 - 19:30
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Turismo a Siracusa, Feditalimprese: “La città non può vivere di rendita, servono servizi”

“Siracusa non può vivere di rendita sulla propria bellezza. Deve essere all’altezza della propria bellezza”. Salvatore Mancarella, presidente di Feditalimprese Sicilia, propone un patto per i servizi, il turismo e l’economia della città.

Mancarella parte dai numeri. Nel 2024 la provincia di Siracusa ha superato 1,47 milioni di presenze turistiche, il 9,8% in più dell’anno precedente, e quelle degli stranieri sono cresciute del 16,5%. “Sono numeri importanti – dice – Ma proprio questi numeri ci impongono una domanda: possiamo continuare a far crescere il turismo senza adeguare, con la stessa velocità, i servizi della città? Dal punto di vista delle imprese, la risposta è no”

Per Mancarella non si può chiedere agli imprenditori di investire, assumere, migliorare le strutture e formare il personale se la città non garantisce servizi pubblici adeguati. “Non chiediamo privilegi, ma le condizioni per fare impresa e accogliere dignitosamente chi sceglie Siracusa – spiega. – Una città turistica non è solo il patrimonio archeologico, Ortigia, il mare o il Teatro greco. È anche pulizia, strade e marciapiedi decorosi, trasporti, parcheggi, bagni pubblici, illuminazione, segnaletica, sicurezza. Il turista non giudica separatamente il monumento e il marciapiede: giudica l’esperienza complessiva. E quel giudizio ricade anche sulle nostre imprese”

Feditalimprese indica otto punti:

pulizia programmata in base ai flussi turistici e non solo ai residenti, senza trattarla come un’emergenza estiva;

un piano della mobilità turistica, costruito con gli operatori, che tenga insieme parcheggi, trasporto pubblico, bus turistici e collegamenti con Ortigia e il territorio;

bagni pubblici sufficienti, accessibili e ben tenuti: «Non è una questione di immagine, ma di civiltà»;

decoro e manutenzione, perché «il decoro urbano è infrastruttura turistica»;

un’accoglienza organizzata, con segnaletica in più lingue e informazioni chiare su come muoversi, dove parcheggiare e cosa vedere;

non solo Ortigia: distribuire i visitatori anche in quartieri, aree archeologiche, costa e campagne, per creare opportunità e ridurre la pressione sulle zone più affollate;

i soldi del turismo devono tornare in servizi, con un rendiconto pubblico su quanto produce il turismo e su come vengono reinvestite le risorse;

basta interventi d’emergenza, con una programmazione che parta mesi prima dell’estate.

Per questo l’associazione propone un tavolo permanente per l’economia turistica di Siracusa, con Comune, Regione, associazioni di categoria e operatori. “Non un tavolo di parole – precisa Mancarella – ma con obiettivi annuali, responsabilità precise, tempi di realizzazione, indicatori misurabili e una verifica pubblica dei risultati”


“Le imprese hanno fatto e stanno facendo la loro parte. Ora deve farla anche la città – conclude – Un albergo può essere eccellente e un ristorante straordinario, ma se fuori dalla porta il turista trova sporcizia, traffico e marciapiedi dissestati, l’esperienza viene compromessa. Non dobbiamo chiederci soltanto quanti turisti sono arrivati, ma che città abbiamo fatto trovare loro. E soprattutto che città vogliamo costruire per i prossimi dieci anni”

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