Inda, Calbi sulla governance: “via il consigliere delegato, più poteri al sovrintendente”

07 Ottobre 2026 - 13:25
0
Inda, Calbi sulla governance: “via il consigliere delegato, più poteri al sovrintendente”

Una grande sede capace di vivere tutto l’anno, produzioni internazionali, una rete con i principali teatri del Mediterraneo e, soprattutto, una governance completamente ripensata. Antonio Calbi torna a parlare dell’Inda e lo fa entrando direttamente nel dibattito che da settimane accompagna l’Istituto nazionale del dramma antico dopo le dimissioni di Daniele Pitteri. In un lungo intervento pubblicato oggi, 7 ottobre, su Repubblica Palermo, l’ex sovrintendente mette nero su bianco quella che definisce, di fatto, la sua ricetta per il futuro della Fondazione: eliminare la figura del consigliere delegato, restituire centralità e poteri al sovrintendente e trasformare Siracusa in un centro internazionale del teatro antico attivo per dodici mesi l’anno.

Una presa di posizione che arriva tutt’altro che fuori contesto. La governance dell’Inda è tornata al centro dello scontro dopo le dimissioni di Pitteri, presentate ad agosto dopo poco più di un anno dall’insediamento. Prima di lui Valeria Told aveva lasciato anticipatamente l’incarico nel 2024, mentre Calbi aveva concluso regolarmente il proprio mandato nell’ottobre 2022 senza essere successivamente confermato.

Ed è proprio Calbi a ricordare come i problemi nei rapporti tra gli organi della Fondazione abbiano radici precedenti. Nel 2022 l’allora sovrintendente scrisse al ministro Dario Franceschini denunciando quelle che considerava invasioni delle competenze della sovrintendenza, in particolare nella scelta dei registi e nella programmazione artistica. Secondo la ricostruzione emersa nelle scorse settimane, Calbi aveva già segnalato analoghi problemi nel 2019 e successivamente ne aveva discusso anche con il ministro Gennaro Sangiuliano.

La questione, dunque, è sempre la stessa: chi deve realmente guidare l’Inda sul piano artistico e gestionale? Calbi oggi dà una risposta molto precisa. Nel suo intervento su Repubblica propone un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti indicati dal ministero della Cultura, dal ministero dell’Università e dalla Regione, mentre al sindaco di Siracusa spetterebbe la presidenza di diritto. Il Cda dovrebbe occuparsi degli indirizzi generali, dell’approvazione dei programmi e dei bilanci e della verifica della gestione, senza entrare nell’amministrazione quotidiana.

A cambiare radicalmente dovrebbe essere invece il ruolo del sovrintendente: selezionato attraverso un avviso pubblico internazionale, dotato di reali poteri gestionali e artistici e con un mandato quadriennale, eventualmente rinnovabile una sola volta. E poi il passaggio più netto: per Calbi dovrebbe scomparire la figura del consigliere delegato, che nell’intervento definisce “anomala e superflua”.

È esattamente il ruolo finito al centro delle polemiche degli ultimi anni. Valeria Told, dopo l’uscita dall’Inda, ha sostenuto che l’attuale assetto consenta sovrapposizioni tra funzioni amministrative, indirizzo del Cda e programmazione artistica, chiedendo una modifica dello Statuto. Anche le dimissioni di Pitteri sono maturate dopo un rapporto descritto come complicato con la consigliera delegata Marina Valensise. Sul punto, nelle scorse settimane, si sono confrontate anche due ricette opposte all’interno del Consiglio comunale di Siracusa. Il sindaco e presidente dell’Inda Francesco Italia ha prospettato il superamento della figura del sovrintendente, sostituendola con un dirigente incaricato di attuare gli indirizzi del Cda. Il capogruppo del Pd Massimo Milazzo ha indicato la strada esattamente opposta: mantenere il sovrintendente e mettere invece in discussione fino alla cancellazione la figura del consigliere delegato.

La proposta di Calbi si colloca quindi nettamente lungo questa seconda direttrice: non ridimensionare il sovrintendente, ma rafforzarlo. Ma la riflessione dell’ex numero uno dell’Inda va oltre l’organigramma. Calbi immagina una Fondazione capace di costruire coproduzioni con i principali teatri internazionali e una rete permanente con realtà come Epidauro, Atene, Barcellona, Mérida, Orange e Istanbul. È la prosecuzione di un’idea che aveva espresso già al suo insediamento nel 2018, quando indicava come obiettivo quello di fare di Siracusa una “capitale internazionale del teatro antico”.

A questa dimensione internazionale dovrebbe accompagnarsi una grande sede dell’Inda a Siracusa, una vera cittadella capace di ospitare uffici, laboratori di scenotecnica e sartoria, attrezzeria, sale prova, foresteria e spazi destinati alla formazione. L’obiettivo sarebbe superare anche la natura fortemente stagionale dell’Istituto: non soltanto le rappresentazioni classiche al Teatro Greco, dunque, ma produzione, formazione e attività culturali durante tutto l’anno.

L’intervento di Calbi aggiunge adesso una proposta organica al dibattito: un Cda di indirizzo, il sindaco presidente, nessun consigliere delegato e un sovrintendente selezionato internazionalmente al quale affidare realmente la guida artistica e gestionale della Fondazione.

L'articolo Inda, Calbi sulla governance: “via il consigliere delegato, più poteri al sovrintendente” proviene da Siracusa News.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User