Indiana Jones e L’antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti – Recensione Switch 2


L'Antico Cerchio e L'Ordine dei Giganti
Ambientato nel 1937, il gioco segue Indiana Jones e Gina Lombardi in un’avventura che si dipana tra i misteri del Vaticano, le sabbie dell’Egitto, le vette dell’Himalaya per poi passare a Sukhothai. La narrazione ruota attorno all’Antico Cerchio, una rete di siti spirituali distribuiti in un cerchio perfetto attorno al globo, che Indy dovrà proteggere dalle mire dei nazisti guidati dall’archeologo Emmerich Voss (in Italiano doppiato da un superbo Maurizio Merluzzo). [caption id="attachment_1123307" align="aligncenter" width="1280"]
Indy[/caption]
Ad arricchire l’esperienza principale c’è anche un DLC acquistabile separatamente a 19,99€. Questa espansione, “L’Ordine dei Giganti”, approfondisce il folklore legato alle figure dei giganti già presenti nella storia principale: qui Indy esplora i segreti più oscuri di Roma e della Città del Vaticano, dando la caccia a reliquie dimenticate legate a leggendari guerrieri e a una setta che opera nell’ombra.
In Handheld non tutto "brilla"
Partiamo subito con i difetti: non era facile portare un titolo del genere, con una grafica così complessa, su una console così piccola come Nintendo Switch 2 e infatti il risultato non è privo di difetti. Calma, non siamo di fronte a un disastro, ma ci sono degli aspetti a livello di resa grafica che per qualcuno potrebbero essere poco digeribili, e sono perlopiù in modalità handheld, dove il porting mostra le sue più grandi criticità. In modalità portatile, infatti, il gioco presenta diversi effetti di pop-in estremamente evidenti (meno in docked) e risulta il più delle volte “sporco”, non tanto nelle aree più circoscritte e chiuse come gallerie e grotte, dove Switch 2 si comporta molto bene, ma in quelle aperte dove spesso si notano delle texture che faticano a mostrarsi chiaramente anche se si è a pochi metri di distanza. [caption id="attachment_1123309" align="aligncenter" width="1280"]
(in modalità handheld)[/caption]
Un esempio che mi viene in mente è il pavimento del cortile del belvedere in Vaticano, che risulta “macchiato” e, in generale, poco nitido, a differenza della porzione di pavimento in cui ti trovi tu che invece è chiaramente visibile.
Il gioco ha una risoluzione di 720p in modalità portatile grazie al DLSS di Switch 2 e presenta unicamente una modalità a 30fps, che malgrado tutto sono stabili nella maggior parte dei casi.
Per quanto non abbia speso grandi parole sul gioco in modalità handheld devo dire che, tutto sommato, ci troviamo di fronte a un gioco ricco di dettagli, vegetazione e fauna e il risultato finale, seppur condito da diverse sbavature grafiche, risulta comunque giocabile, almeno per me.
Certo sarebbe interessante se venisse rilasciata una demo sul Nintendo Eshop, perché è un qualcosa di difficile da far capire solo con delle immagini. Se sei un tipo che dà meno peso alla nitidezza, probabilmente il gioco ti soddisferà. Al contrario, se ti aspetti un gioco in portatile identico alle versioni di console come PS5 o Xbox Series X rimarrai deluso, almeno per quanto riguarda l’handheld mode.
In TV è un'altra storia
La cosa che mi ha lasciato più stupito è l’enorme differenza grafica che intercorre tra la versione portatile e quella in docked mode. Di primo acchito sembra quasi di trovarsi di fronte a un altro gioco. In modalità tv infatti il gioco arriva a una risoluzione di 1080p e 30fps. Tuttavia, non è solo un discorso di risoluzione: in modalità TV vengono infatti sopperite quasi tutte le mancanze del formato handheld. La stabilità dell'immagine aumenta drasticamente, le texture si caricano in maniera più convincente e quell'effetto di 'sporcizia' visiva sparisce. [caption id="attachment_1123306" align="aligncenter" width="1280"]
Il giorno e la notte[/caption]
Penso che questo sia il primo gioco che mi capita tra le mani che mostra una così netta differenza tra le due modalità.
Una densità poligonale impressionante
Non prendermi per qualcuno a cui importa solo della grafica e basta, si sta parlando di un porting, perciò, più che analizzare gameplay e dinamiche ludiche, - cosa che a breve farò, ma a cui dedicherò meno importanza - è giusto sottolineare quanto l’aspetto tecnico risulti impressionante anche su Nintendo Switch 2: i volti sono super espressivi (sia in handheld che in docked) e gli scorci paesaggistici sono di una bellezza disarmante grazie ad un’illuminazione degna di questo nome. [caption id="attachment_1123308" align="aligncenter" width="1280"]
Una ricca vegetazione[/caption]
Un'avventura scoppiettante... ma senza polvere da sparo
Indiana Jones e l’Antico Cerchio è tutto ciò che ti aspetteresti da un gioco sul personaggio, forse anche qualcosina in più. Il titolo non si limita a farti esplorare corridoi super lineari ma ti offre delle vaste open map in cui tu potrai decidere se dedicarti alla storia principale, a missioni secondarie oppure se andare in cerca di segreti e collezionabili. Grazie a Switch 2 sarà anche possibile utilizzare i comandi mouse dei Joy-Con 2 per avere un’esperienza di mira più comoda rispetto all’analogico. Le fasi stealth sono riuscite, seppur ci sia un’IA dei nemici non proprio incredibile. La sensazione di scoperta e di incredulità viene accompagnata da un’orchestra cinematografica che permea le sezioni esplorative e, talvolta, rende l’esperienza molto più coinvolgente di altri titoli action-adventure in prima persona. Le stesse dinamiche cinematografiche dei film di Indiana Jones vengono riportate e ricreate nel videogioco di MachineGames. [caption id="attachment_1123312" align="aligncenter" width="1280"]
Scontro col gigante[/caption]
Inoltre la musica non è monotona, essa interagisce con le azioni del giocatore facendoti vivere una moltitudine di sensazioni non indifferenti e che, sicuramente, lasciano un segno insieme ai bei personaggi che incontrerai durante l’avventura, che seppur vivano di cliché hanno una loro identità.
Per me la criticità più grande lato gameplay è l’utilizzo delle armi da fuoco, contrariamente a quanto si possa pensare dall’impostazione in prima persona, le pistole e i fucili verranno utilizzati raramente, sembra quasi che non abbiano uno spazio o uno scopo, o almeno la mia sensazione è stata questa.
In definitiva, Indiana Jones e l’Antico Cerchio su Switch 2 è un’altra conferma delle potenzialità della nuova ibrida di Nintendo. Sebbene il compromesso in modalità portatile sia evidente e richieda un po’ di tolleranza per la pulizia d'immagine, l'esperienza complessiva non viene intaccata: il fascino dell'esplorazione, la colonna sonora e la recitazione dei personaggi (valorizzata da un grande doppiaggio italiano) rendono questo titolo un acquisto ottimo per ogni fan della saga. MachineGames è riuscita a catturare l'anima dei film di Spielberg, confezionando un'avventura che brilla per atmosfera e densità poligonale, anche su Nintendo Switch 2.L'articolo Indiana Jones e L’antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti – Recensione Switch 2 proviene da GameSource.
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