Infinito Messi: il rigore sbagliato, il goal per guidare una rimonta epica e le lacrime alla fine di Argentina-Egitto

07 Luglio 2026 - 21:45
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Infinito Messi: il rigore sbagliato, il goal per guidare una rimonta epica e le lacrime alla fine di Argentina-Egitto

Dall'inferno al paradiso, c'è tutto nella partita di un Messi sempre più infinito.

L'immagine di Argentina-Egitto arriva alla fine della partita. La festa ovviamente per l'impresa compiuta, ma nell'esultanza sfrenata dei giocatori sudamericani e dei loro tifosi c'è un'altra istantanea che spicca. Lionel Messi che scoppia in lacrime.


Perché il campione ha vinto tutto quello che un calciatore può solo sognare di vincere, ma l'uomo non fare a meno di emozionarsi dopo una serata come quella di Atlanta. Una montagna russa, che parte dall'inferno e arriva lassù, fino al paradiso.


Questa è la partita dell'Albiceleste e questa è la partita di Leo, che per un'ora abbondante vede i fantasmi di una clamorosa eliminazione che porta la sua firma, per un'ora vede la concreta possibilità di seguire Cristiano Ronaldo e prendere il volo per casa chiudendo la sua avventura ai Mondiali.


Ma lui non ci sta e da una possibile fine con macchia trasforma l'ottavo di finale contro l'Egitto nell'ennesima pagina di una storia infinita e impareggiabile.

L'ERRORE DAL DISCHETTO E IL PALO

L'ERRORE DAL DISCHETTO E IL PALO

L'incubo inizia a materializzarsi dopo un quarto d'ora, quando Ibrahim porta avanti l'Egitto. Una dormita della difesa e una doccia fredda per l'Argentina. Che però reagisce e pochi minuti dopo, al 21', conquista un rigore con Tagliafico.


Dal dischetto va, inevitabilmente, Messi. E lì accade quello che nessuno allo stadio di Atlanta si aspettava: Leo calcia male, a mezza altezza e poco angolato, il portiere Shobeir si tuffa e respinge. Secondo rigore sbagliato in questi Mondiali, il primo nella storia a fallirne due nella stessa edizione. Il quarto su otto calciati in tornei iridati. I rigori, un vero e proprio tabù per Messi che sente il peso del possibile fallimento.


La notte sembra stregata, ci si mette anche la sfortuna con il palo a fermare la Pulce. E ad aggravare la situazione ci pensa l'avvio di ripresa, con l'Egitto che prima si vede annullare il raddoppio dal VAR per fallo e poi al 67' trova davvero lo 0-2 con Ziko, lo stesso a cui era stata cancellata la rete pochi minuti prima.

GOAL E ASSIST: GUIDA LA RIMONTA

GOAL E ASSIST: GUIDA LA RIMONTA

I Campioni del Mondo in carica vedono l'abisso, Messi vede il rischio concreto di essere la causa dell'eliminazione dei suoi. Se non l'unica, almeno una delle principali.


In questi casi un giocatore normale affonderebbe, ma Leo non è un giocatore normale. Lionel Scaloni dalla panchina lo aiuta mandando in campo un Montiel che cambia l'inerzia della gara, ma se la rimonta parte gran parte del merito è proprio della Pulce che fa quello che ci si attende da un campione del suo carico: si prende la squadra sulle spalle.


Prima confeziona l'assist per Romero che accorcia, poi decide che pareggiare non è un obiettivo ma una missione e la porta a casa nel migliore dei modi. Tenta il cross per Lautaro Martinez, una volta, due volte, Montiel riesce ad appoggiargli il pallone e questa volta Messi mette da parte i fronzoli: scarica di potenza, di rabbia, ma con una tecnica che pochi anno, il suo mancino è una frustata che non dà scampo a Shobeir che pure tocca la sfera.


Sarà poi Enzo Fernandez a firmare il 3-2, ma la rimonta porta la firma con il fuoco di Messi, che sale a quota 8 goal in questi Mondiali e 21 il conto totale nella rassegna iridata.

LE LACRIME DI MESSI

LE LACRIME DI MESSI

Il triplice fischio è una liberazione e dà il via alla festa dell'Argentina. I fari sono tutti puntati su Messi e difficilmente potrebbe essere altrimenti. Si è preso sulle spalle una squadra e una Nazione, ma a fine partita non trattiene più quell'emozione che ha soffocato per quasi 100 minuti.


Le lacrime sono quelle di un uomo che ha dato tutto, di un monumento che dopo aver giocato una partita non da Messi per un'ora si rialza e ancora riesce ad emozionarsi di fronte all'ennesima impresa e a una notte che commuove Scaloni e i tifosi argentini.


Lacrime che fanno da contraltare a quelle che, 24 ore prima, ha versato Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha chiuso i suoi Mondiali nel peggiore dei modi, una prova opaca nella notte dell'eliminazione e la consapevolezza di non aver potuto fare di più. Lacrime di rabbia e tristezza anche quelle di Neymar Jr, che ha salutato con un rigore non sufficiente a salvare il Brasile dalla disfatta. Quelle di Messi sono di gioia, perché a 39 anni Leo non ha ancora intenzione di fermarsi.

LA FESTA DEI COMPAGNI

LA FESTA DEI COMPAGNI

Le lacrime sono un'immagine forte ma breve, perché lasciare solo Messi nella sua emozione è qualcosa di impensabile per i tifosi e ancora di più per i compagni di squadra.


E così i giocatori dell'Argentina fanno l'unica cosa possibile: prendono Leo e iniziano a lanciarlo per aria. Messi portato in trionfo, ancora una volta padre e padrone delle sorti dell'Albiceleste. Una storia che supera anche la folle serata di Atlanta e continua con un sogno: alzare la seconda Coppa del Mondo e staccare definitivamente Diego Armando Maradona. Come se ci fosse ancora bisogno di certificare la legacy immortale di Messi.

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