Innovazione, intelligenza artificiale e sostenibilità competitiva per il sistema moda italiano

30 Giugno 2026 - 21:13
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Luca Sburlati parla all'assemblea di Confindustria Moda
Luca Sburlati parla all'assemblea di Confindustria Moda Credits: Confindustria Moda

Difendere il patrimonio industriale della filiera, investire in innovazione e capitale umano, rafforzare la competitività europea e costruire oggi il sistema moda del prossimo decennio: sono state queste le direttrici emerse dall’assemblea Generale di Confindustria Moda, intitolata “Le nuove rotte. Trasformarsi per restare leader”, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria, del mondo economico e dell’informazione per riflettere sulle prospettive della filiera della moda, secondo settore manifatturiero italiano.

Al centro dell’evento assembleare, che si è svolto oggi, a Milano, la relazione del presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati, che ha presentato le cinque direttrici del piano strategico della federazione, redatto insieme a Confindustria Accessori Moda, individuando le priorità per accompagnare la trasformazione del settore in una fase di profonda evoluzione dei processi industriali, dei mercati e degli assetti geopolitici.

Le cinque rotte delineano un percorso che parte dalla tutela dell’ecosistema industriale

Le cinque rotte delineano un percorso che parte dalla tutela dell’ecosistema industriale e della filiera produttiva, prosegue con gli investimenti in innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale e sostenibilità competitiva, si rafforza attraverso una politica europea capace di garantire reciprocità delle regole e contrastare la concorrenza sleale dell’ultra fast fashion, punta sulla ricostruzione del capitale umano attraverso formazione, attrattività e ricambio generazionale e guarda infine al lungo periodo con la costruzione del Sistema Moda per i prossimi dieci anni.

Tra i progetti l’integrazione dell’Intelligenza artificiale nei processi produttivi e creativi

Tra i progetti strategici illustrati figurano lo sviluppo del tessile tecnico, la nascita di un Centro tecnologico nazionale, l’integrazione dell’Intelligenza artificiale nei processi produttivi e creativi, il progetto Fibrae per la valorizzazione del patrimonio tessile italiano e il Polo del made in Italy a Parigi, iniziative pensate per rafforzare la leadership internazionale della manifattura italiana.

Nel corso dell’assemblea, Confindustria Moda ha annunciato l’avvio del proprio progetto strategico dedicato all’Intelligenza artificiale, sviluppato in collaborazione con Ai4i, Politecnico di Torino e Fondirigenti. L’iniziativa punta a costruire un modello condiviso di adozione dell’Ia per l’intera filiera tessile, moda e tessili tecnici, attraverso lo sviluppo di casi applicativi concreti, la sperimentazione in aziende pilota e un ampio programma di formazione manageriale e tecnica.

Nel dettaglio, l'obiettivo del progetto non è realizzare sperimentazioni isolate, ma creare un modello condiviso per tutto il sistema moda italiano.

Attraverso aziende pilota saranno sviluppati e validati casi d'uso replicabili, favorendo una diffusione ampia delle tecnologie e accelerando il percorso di innovazione dell'intera filiera. L'intelligenza artificiale potrà supportare numerosi ambiti strategici: dall'ottimizzazione della produzione alla gestione delle supply chain, dalla progettazione e prototipazione virtuale alla logistica, dall'analisi della domanda fino allo sviluppo di prodotti sempre più sostenibili e performanti.

Parallelamente sarà avviato un importante programma di formazione rivolto a imprenditori, manager e figure tecniche, affinché l'adozione dell'Ia sia accompagnata dalla crescita delle competenze necessarie per utilizzarla in modo efficace, responsabile e sicuro.

“L’assemblea di oggi segna l’inizio di una nuova fase per il sistema moda italiano. In un contesto complesso, abbiamo scelto di trasformare le difficoltà in un progetto di rilancio fondato su competitività, innovazione, capitale umano ed evoluzione del valore delle filiere", ha sottolineato, attraverso una nota, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda.

Nel 2025 il comparto registra un fatturato pari a 58,39 miliardi di euro

Guardando ai dati, il tessile-abbigliamento italiano continua a rappresentare uno dei principali asset manifatturieri dell'Italia, pur attraversando una fase di rallentamento dopo il forte rimbalzo post-pandemia registrato nel biennio 2021-2022. Numeri alla mano, nel 2025 il comparto registra un fatturato pari a 58,39 miliardi di euro, in calo del -2,4% rispetto al 2024, dopo i 59,8 miliardi del 2024 (-6,1%) e il picco di 63,7 miliardi raggiunto nel 2023.

Il tessile-abbigliamento italiano mantiene una forte propensione internazionale: l’export rappresenta nel 2025 il 63,3% del fatturato complessivo del comparto. Le esportazioni, dopo il massimo storico di 38,68 miliardi di euro raggiunto nel 2023, si attestano a 36,94 miliardi nel 2025 (-1,6% sul 2024).

Nel 2025 la componente intra-Ue torna a crescere (+2,0%)

Nel 2025 la componente intra-Ue torna a crescere (+2,0%), attestandosi a 18,93 miliardi di euro, mentre l’export extra-Ue continua a rallentare, riflettendo la frenata di mercati strategici e il rallentamento globale del lusso.

La Francia si conferma il primo mercato di destinazione del tessile-abbigliamento italiano, grazie anche ai rapporti produttivi consolidati con le grandi maison del lusso francesi. Seguono Germania e Stati Uniti, mentre resta rilevante il peso dei mercati asiatici e del Far East.

Nonostante il rallentamento congiunturale, il saldo commerciale del comparto resta fortemente positivo: nel 2025 raggiunge i 10,48 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico del settore per la bilancia commerciale italiana.

L’abbigliamento rappresenta il motore principale della filiera italiana: pesa per il 68,6% del fatturato totale del tessile-abbigliamento; genera il 73,9% dell’export complessivo; e rappresenta il 78,7% del saldo commerciale del settore.

Il tessile, pur con dimensioni inferiori, continua invece a rappresentare il presidio industriale e produttivo della filiera: pesa per il 31,4% del fatturato; rappresenta il 26,1% dell’export; e mantiene una forte centralità nelle produzioni ad alto contenuto tecnico, qualitativo e innovativo.

Dal punto di vista produttivo, il settore abbigliamento mostra una maggiore esposizione alla volatilità dei consumi globali e al rallentamento del lusso internazionale, mentre il Tessile risente maggiormente dei costi energetici, della pressione competitiva asiatica e della contrazione degli ordinativi industriali europei.

Nel 2025 il comparto conta complessivamente 37.331 imprese e 372,2 mila addetti, numeri in progressiva riduzione rispetto al 2022, segnale delle difficoltà che stanno attraversando soprattutto le pmi della filiera.

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