Inter, Chivu: "A fine partita sono andato a fumare negli spogliatoi"
L'allenatore nerazzurro festeggia il 21° scudetto e analizza la stagione del trionfo, la sua prima da allenatore dell'Inter
L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha parlato così ai microfoni di Dazn analizzando la stagione dei nerazzurri nel giorno del 21° scudetto: "Sono felice per questo gruppo, questa società e questi tifosi che ci hanno sostenuto fin dall'inizio. Hanno dovuto subire un po' la delusione e gli sfottò di chi ha sempre cercato di denigrare quello che la società aveva fatto. I ragazzi sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, a rinascere e trovare le motivazioni giuste per una stagione competitiva. E' una pagina importante della storia di questa grandiosa società. Sono felice come lo ero da giocatore".
"IL MOMENTO CHIAVE TRA GENNAIO E FEBBRAIO"
L'allenatore nerazzurro entra nel dettaglio: "Avevamo l'obbligo di provare a vincere il campionato, anche se è una stagione è fatta di alti e bassi siamo riusciti a dare continuità reagendo bene alle partite perse. Intorno a gennaio/febbraio abbiamo capito che avremmo potuto farcela, superando momenti difficili come l'uscita dalla Champions e il ko nel derby. E' giusto che i giocatori si prendano tutti i meriti, io dopo la partita sono andato negli spogliatoi a fumarmi una sigaretta e ora sto pensando alla finale di Coppa Italia (in programma il 13 maggio all'Olimpico contro la Lazio, ndr)".
LA FILOSOFIA DI CHIVU
Chivu lascia spazio alla squadra, a parole e con i fatti; vuole rimanere dietro le quinte, lontano dai riflettori: "Qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso per una questione di vita o di morte, in quel periodo ho perso l'ego. Cerco di capire come gestire il gruppo nei diversi momenti della stagione, cercando di non fare gli stessi errori che ho visto fare quando ero giocatore. Mi sono proposto di essere empatico, umano, di non pensare a me stesso o al consenso delle persone fuori; penso a chi mi vuole bene, cercando sempre di fare il meglio sia per loro che per la società e per i tifosi. Anche perché, in questo lavoro, dobbiamo mettere in conto che magari tra un mese le cose non andranno bene e verrò messo in discussione".
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