Inter, Zanetti: "Sogno la Champions League da vicepresidente. Il momento più brutto in carriera? Il 5 maggio 2002. Maldini mi ha fatto il più bel complimento, ecco quale".
Le parole del vicepresidente nerazzurro durante un podcast.
Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter, è stato ospite del podcast Zero Possibilità dove ha trattato diversi temi, ripercorrendo l'inizio della sua carriera in Argentina, passando per i momenti bassi e i più grandi successi ai tempo dell'Inter e ai suoi futuri desideri nel suo ruolo all'interno della società di Viale della Liberazione.
Queste le sue dichiarazioni: "Stavamo vincendo 1-0, ma si trattava comunque di una finale contro un avversario di tutto rispetto come il Bayern Monaco. La Champions è la competizione dei dettagli, quindi il margine d'errore è ridotto. José (Mourinho, ndr) ci ha detto di restare concentrati, lui era convinto che, se fossimo rimasti compatti, avremmo avuto la possibilità di fare il secondo goal. Visto che Chivu era ammonito, mi dice che avrebbe fatto il cambio dopo 10 minuti e che io avrei marcato Robben. Aveva paura di restare in 10, l'avevamo già vissuta col Barcellona quella situazione (ride, ndr). Eravamo convinti di stare scrivendo una pagina di storia importante per l'Inter. Aver superato quel Barcellona lì, la squadra più forte in assoluto, ci ha dato la consapevolezza dell'adesso o mai più. Per me è stata speciale perché a Madrid era la mia 700esima presenza con l'Inter. Tornare a Milano con la Coppa, facendo il Triplete, è stata una cosa unica: quella squadra lì rimarrà per sempre nella storia del club. Per tutti noi è stato un momento indimenticabile. Al Bernabeu sono tornato per la partita delle Legends e il cuore e la mente sono tornati a quel momento lì".
IL COMPLIMENTO PIU' BELLO DI UN AVVERSARIO
Zanetti parla così: "Me l'ha fatto Paolo Maldini, in un'intervista. C'è stata una giocata dopo la quale siamo caduti a terra insieme. Ci siamo alzati insieme e nello sguardo successivo si vedeva il rispetto reciproco. Pensa che, parlando di Paolo, mi viene in mente il mio primo derby. Entro a San Siro, davanti a 90mila persone. Difesa del Milan: Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Poi Desailly davanti, Savicevic, Boban... Penso: 'Mamma mia, sto giocando con questi'. Pareggiammo 1-1, mi ricordo che entro in area, a 5' dalla fine, dribblo Baresi e cado. Secondo me era rigore, Baresi mi prende per la maglia e mi dice 'Alzati'. Lì ho capito tutto. Era un calcio diverso, grandissimo rispetto per Franco".
MARADONA
"Io avevo un bellissimo rapporto con lui, quando era ct non mi ha portato al Mondiale 2010 ma difficilmente ti potevi arrabbiare con una persona così semplice. Una volta è venuto nel mio ristorante e siamo rimasti a parlare fino alle 5 del mattino. Era una persona molto sensibile, c'è sempre stato un rapporto di grande rispetto".
IL MOMENTO PIU' BRUTTO IN CARRIERA
Zanetti parla del 5 maggio: "Il 5 maggio 2002, quando abbiamo perso la partita decisiva per lo Scudetto con la Lazio. In un qualche modo abbiamo rimediato otto anni dopo vincendo il Triplete partendo dalla vittoria della Coppa Italia il 5 maggio 2010. Poi, nel 1999, l'anno in cui abbiamo cambiato quattro allenatori perché le cose stavano andando molto male. Si diceva che io potevo andare via e che dovevo andare via per una questione di bilanci. Moratti mi ha tenuto qui all'Inter perché io, personalmente, non avrei mai voluto andare via, men che meno in quel momento complicato".
IL SOGNO
Zanetti conclude così: "Vorrei vincere la Champions come vice presidente dell'Inter. L'ho vinta come capitano, mi piacerebbe vincerla in quest'altra veste".
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