Intervista con Fabio Caressa, alla conduzione di “Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo”: “E’ un esperimento sociale che funziona perché nessuno riesce a essere diverso da quello che è”

Maggio 20, 2026 - 21:32
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Intervista con Fabio Caressa, alla conduzione di “Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo”: “E’ un esperimento sociale che funziona perché nessuno riesce a essere diverso da quello che è”

“Il successo di questo programma deriva dalla riconoscibilità delle azioni, dal fatto che ognuno di noi può rispecchiarsi nei concorrenti e nelle decisioni che prendono”. Giovedì 21 maggio su Sky e in streaming su NOW prende il via la seconda edizione di “Money Road – Ogni tentazione” ha un prezzo, lo strategy game Sky Original prodotto da Blu Yazmine, con Fabio Caressa direttore dell’esperimento sociale diventato un fenomeno televisivo.

Dodici persone comuni, di diversa età, provenienza ed estrazione sociale, riunite nel mezzo della giungla malese più remota e selvaggia, un luogo estremo che per condizioni climatiche, paesaggistiche e ambientali è lontanissimo dalle terre d’origine. Andranno a comporre una nuova “Compagnia delle Tentazioni” che anche quest’anno, in un contesto di rigida privazione e avendo a disposizione solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, dovrà affrontare un trekking nella giungla ancora più duro e faticoso durante il quale tutti i componenti saranno immersi in una natura bellissima ma ostile e proibitiva, piena di acqua e di fango, insetti e sanguisughe, ricchissima di salite impervie e di mangrovie fittissime. Il tutto con un clima particolarmente pesante, con temperature che arrivano facilmente ai 40 gradi e un’umidità che tocca picchi del 98%.

I partecipanti alla seconda edizione dell’esperimento sociale di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo sono: Marilina, 41 anni, Bologna, infermiera; Simona, 47 anni, Milano, impiegata; Chiara, 25 anni, Ancona, freelance; Sebastiano, 25 anni, Milano, libero professionista; Roberto, 63 anni, Viterbo, traslocatore; Daniele, 51 anni, Milano, esperto d’arte; Meryem, 25 anni, Napoli, content creator; Adele, 49 anni, L’Aquila, ingegnere; Marco, 42 anni, Milano, project planner; Riccardo, 22 anni, Sammichele di Bari (Bari), volontario servizio civile; Fabrizio, 34 anni, Milano, commesso; Luana, 41 anni, Brescia, imprenditrice.

“E’ una realtà che ti mette sotto stress, quest’anno anche di più, bisogna scegliere tra etica e denaro, tra gruppo e individuo e a seconda del momento della vita che stai vivendo la tua scelta si può modificare. L’esperimento è ripetuto ma le persone e gli atteggiamenti sono diversi. Ci sarà un forte colpo di scena in ogni puntata, ci saranno reazioni inattese e imprevedibili e molte risate”, ha spiegato Fabio Caressa.

Durante le tappe del loro trekking, che avverranno su percorsi spesso più impegnativi e più lunghi di quelli dello scorso anno, verranno tentati nei modi più disparati e anche in modalità inedite. Tentazioni singole, di gruppo o anche “segrete”, in grado di facilitare la loro sopravvivenza ma che intaccherebbero il montepremi finale che alla partenza è di 300mila euro. Se qualcuno dovesse cedere, le conseguenze della scelta ricadrebbero sull’intero gruppo, in quanto il premio in palio verrebbe decurtato del prezzo della tentazione. Ciò che rimarrà del jackpot sarà l’obiettivo finale: chi nell’ultimo episodio arriverà al traguardo avrà la possibilità di partecipare alla divisione della cifra disponibile.

La scelta della Guida della Compagnia nel viaggio di quest’anno di “Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo” avrà un ruolo ancora più complesso e difficile nelle scelte da compiere; e come l’anno scorso tornerà anche lo sportello ATM all’interno della giungla che porrà i singoli componenti della Compagnia di fronte alla tentazione di prelevare dei soldi – spesso all’insaputa del resto del gruppo – per destinarli al proprio portafogli personale.

A tentare i partecipanti all’esperimento sociale ci saranno anche due ospiti speciali, che sorprenderanno i componenti della Compagnia nel mezzo della giungla in maniera imprevedibile e sorprendente, sono Orietta Berti e Alessandro Borghese: “Sono stati di una generosità pazzesca, non è facile trovare artisti che si mettano in discussione in questo modo. Ho avuto una lezione di professionalità da Orietta Berti. E’ partita da Milano dopo aver lavorato la sera, ha fatto un viaggio in aereo lunghissimo fino in Malesia, ha studiato, si è riposata un attimo e una volta iniziate le riprese sapeva benissimo cosa fare. Questo ti fa capire quanto i grandi artisti siano dei professionisti seri e riescano a mantenersi sulla cresta dell’onda per tanto tempo. Orietta si è divertita e mi ha detto che alcune cose l’hanno riportata ai tempi dell’infanzia”.

Fabio, rispetto alla prima stagione di “Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo” in cui questo esperimento sociale era una novità, nella seconda quali sono state le differenze che ha riscontrato, anche nell’approccio dei concorrenti al gioco?

“I partecipanti avevano già visto la prima edizione e quindi hanno provato a sovrastrutturarsi, nel senso che avevano un’idea di quello che volevano fare e di ciò che sarebbe successo, solo che la parte autorale ha stravolto le loro convinzioni, perché sono accadute tante cose nuove, assolutamente inattese. Nei brevi incontri con i concorrenti che ho fatto durante la registrazione ho capito che vedendo il programma da casa si aspettavano alcune situazioni ma quando ti ritrovi a vivere questa esperienza direttamente cambia tutto, sei sottoposto a una forte pressione. Quest’anno i trekking sono particolarmente duri e quindi la loro sovrastruttura nel giro di tre ore si è sgretolata e sono rimasti nudi per il resto delle puntate e andando avanti con il percorso sono sempre più loro stessi. Alla fine quello che emerge è che l’esperimento funziona perché nessuno riesce a essere diverso da quello che è”.

Quanto è difficile per lei non incorrere nel giudizio guardando le scelte e le azioni dei concorrenti?

“Il fatto di non avere giudizio viene un po’ più naturale in loco rispetto a quando guardi il programma da casa perché partecipi di più alle loro difficoltà e quindi hai la possibilità di comprendere maggiormente alcune scelte in quanto sei immerso in quel mondo, in quella bolla emotiva. Noi dobbiamo mantenere un fiero distacco, a volte non è facile perché ci sono dei momenti molto forti nel corso del programma quindi è impossibile non essere partecipi a livello empatico. Io poi sono fortemente empatico. Nel momento in cui dai ai concorrenti un appiglio su delle scelte che fanno può essere giudicante e magari si preoccupano, se invece sei accondiscendente sono contenti della decisione presa. E’ molto importante mantenere il giudizio ed è meno difficile di quello che possa sembrare proprio perché sei più in grado di comprendere i motivi che li hanno spinti a comportarsi in quel modo. E poi anche se ho un giudizio resta nascosto nella faccia da poker (sorride)”.

Se dovesse partecipare a “Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo” quali pensa potrebbero essere le difficoltà maggiori?

“Rinunciare alle comodità dopo delle giornate durissime, fisicamente ed emotivamente. E poi anche quest’anno ritorna il fango e sarà ancora più dura, quindi riuscire a non avere un po di pietà per se stessi e concedersi delle cose secondo me è molto difficile”.

Un messaggio che arriva da questo programma è l’importanza di fare squadra, di fare gruppo in una società come la nostra che è invece più votata all’individualismo e al tornaconto personale …

“E’ un messaggio forte perché, al di là delle scelte anche personali e un po’ egoistiche in certi casi, che nel corso dell’esperimento si possono fare, si arriva alla fine in una situazione così difficile solo se si collabora. L’importanza di fare gruppo vale sia per i concorrenti che fanno parte dell’esperimento ma anche per la squadra che sta dietro al programma e deve garantire un livello produttivo molto alto. Se si lavora insieme si riescono a ovviare i difetti e ad esaltare i pregi dei singoli, mentre da soli si affoga”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa Sky

Si ringraziano Camilla Podini e Domenico D’Alessandro

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