Invalsi 2026, crollano gli abbandoni scolastici: Meloni: “Ragazzi, siete la notizia più bella”

17 Luglio 2026 - 00:50
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Invalsi 2026, crollano gli abbandoni scolastici: Meloni: “Ragazzi, siete la notizia più bella”

Invalsi 2026, crollano gli abbandoni scolastici: Meloni: “Ragazzi, siete la notizia più bella”

C’è da festeggiare, dati alla mano: gli abbandoni scolastici in Italia sono al minimo, nel 2026. Sempre meno studenti lasciano gli studi, su iniziativa propria o su input delle famiglie, la conferma che la scuola sa reagire alle difficoltà sociale e migliora anche i propri standard di accoglienza, secondo i dati Invalsi presentati questa mattina dal ministro Valditara. “Dati che dicono una cosa semplice, e bella: oltre 520.000 ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l’hanno fatto. L’abbandono scolastico era all’11,5% nel 2022. Oggi è al 7,3%”, scrive in un post su X, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Invalsi, i dati sugli abbandoni che fanno felice il governo Meloni

“Abbiamo superato, con anni di anticipo, l’obiettivo UE del 9% per il 2030 e siamo davanti a Spagna (12,8%) e Germania (13,1%). Ma non abbiamo abbassato l’asticella per trattenere di piu’: scende il numero di chi arriva al diploma senza competenze adeguate e crescono le eccellenze. Funzionano gli strumenti che abbiamo costruito: docente tutor, Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano, investimenti su digitale e STEM. Il Sud – prosegue la premier – recupera terreno, i divari si riducono. Restano fragilità alle elementari, in Italia come all’estero. E’ esattamente ciò a cui rispondono le nuove Indicazioni nazionali: più lettura, grammatica e sintassi, rivoluzione della matematica, carta e penna dove serve. Il lavoro non è finito. Ma la direzione è quella giusta. A chi ha pensato di lasciare e non l’ha fatto: siete voi la notizia più bella di oggi”, ha concluso la premier.

I numeri dell’annata 2026

Aumenta il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026, è un’altra delle belle notizie del Rapporto Nazionale Invalsi 2026 presentato oggi alla Camera dei deputati. Quest’anno le prove, svolte regolarmente su tutto il territorio nazionale, hanno coinvolto circa 11.400 scuole per un totale di oltre 800.000 alunne e alunni della scuola primaria (classe II e classe V), circa 520.000 allieve e allievi della scuola secondaria di primo grado (classe III) e oltre 1 milione di studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado (classe II e ultimo anno). Le percentuali di partecipazione sono state prossime al raggiungimento dell’intera la popolazione studentesca coinvolta. Questi segnali, emerge dal Rapporto Invalsi, indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali. Il confronto nel tempo degli esiti della scuola primaria evidenzia una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso. In Italiano la percentuale di bambini e bambine che raggiunge almeno il livello base è pressoché costante nei due gradi osservati (II primaria: 66% nel 2025; 67% nel 2026. V primaria: 75% nel 2025; 73% nel 2026). In Matematica rispetto al 2025 si registra un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base nei due gradi osservati (II primaria: 67% nel 2025; 64% nel 2026. V primaria: 66% nel 2025; 63%nel 2026). Anche per quanto riguarda l’Inglese sia in Listening che in Reading in V primaria si registra una stabilità della percentuale di alunne e alunni che raggiunge il prescritto livello A1 del Qcer rispetto allo scorso anno (Reading: 91% nel 2025; 91% nel 2026. Listening: 86% nel 2025; 85% nel 2026).

I risultati delle scuole secondarie di primo grado

Nella scuola secondaria di primo grado nel 2026 la quota di studenti che raggiunge risultati almeno adeguati, ossia in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali, in Italiano si attesta al 57% (59% nel 2025), mentre in Matematica la quota è del 55% (56% nel 2025), con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile. In Inglese la quota di studenti che raggiunge il prescritto livello A2 è rispettivamente: l’83% in Reading (83% nel 2025) e il 70% in Listening (70% nel 2025). Si tratta di un risultato molto positivo rispetto all’inizio della rilevazione (2018) che conferma l’aumento di ben 9 punti percentuali la quota di allievi/e che raggiunge il livello A2 in Reading e di 16 punti percentuali in Listening registrato già l’anno scorso.

La crescita del sud

In alcune regioni del Mezzogiorno si riscontra un maggior numero di allievi e allieve con livelli di risultato molto bassi. Gli esiti nella scuola secondaria di secondo grado evidenziano che nelle classi seconde in Italiano il 62% degli studenti raggiunge almeno il livello base (pressoché invariato rispetto al 2025: 61%), mentre in Matematica si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base: il dato nazionale passa dal 54% del 2025 al 55% del 2026, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese. Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, in Italiano nel 2026 si osserva un miglioramento diffuso rispetto al 2025. A livello nazionale la percentuale di studenti e studentesse che raggiungono almeno il livello di adeguatezza sale dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree. Anche in Matematica si registra un miglioramento diffuso a livello nazionale: si passa dal 49% del 2025 al 52% del 2026, con il Mezzogiorno che mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025. In Inglese nel 2026 riprende decisamente la crescita osservata negli anni passati: il 63% degli studenti e delle studentesse raggiunge il livello previsto dal Qcer B2/B1+ (55% nel 2025) in Reading e il 48% in Listening (44% nel 2025). Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti dove la crescita rispetto al 2019 è molto rilevante.

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